{"id":64635,"date":"2019-06-20T09:55:35","date_gmt":"2019-06-20T07:55:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=64635"},"modified":"2019-06-20T15:17:51","modified_gmt":"2019-06-20T13:17:51","slug":"ragusa-la-sanita-come-paradigma-dellaccoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2019\/06\/20\/ragusa-la-sanita-come-paradigma-dellaccoglienza\/","title":{"rendered":"<font color=red>Ragusa &#8211;<\/font color> La sanit\u00e0 come paradigma dell\u2019accoglienza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sovranismo \u00e8 ormai una consolidata \u201cposizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranit\u00e0<\/strong> nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovranazionali di concertazione\u201d (Treccani). Dalla politica sovranista discendono una serie di deduzioni che privilegiano lo Stato nazionale e i suoi cittadini. La cittadinanza posta alla base, tra l\u2019altro, del godimento dei diritti sociali. La cultura del sovranismo \u00e8 nata gradualmente nel tempo con una evoluzione che ha una certa coerenza: \u201cprima i lombardi\u201d, \u201cprima il nord\u201d, \u201cprima i padani\u201d, fino ad oggi con \u201cprima gli italiani\u201d Il diritto alla salute \u00e8 per tutti? Vi \u00e8 da chiedersi se, nella concezione sovranista il diritto alla salute che \u00e8 tra i pi\u00f9 classici diritti sociali \u00e8 legato espressamente alla cittadinanza e al permesso di soggiorno, o alle reali condizioni di bisogno di assistenza sanitaria\u2026 Anche in questo caso le questioni partono da lontano. Il vigente testo unico per le leggi sull\u2019immigrazione (legge 40\/1998 poi D. Lgs 288\/98), risale alla legge \u201cTurco-Napolitano\u201d che prese il posto della legge Martelli del 1989. I nomi dei ministri dell\u2019epoca servono a capire in quale contesto politico sono nati i primi atti di distinzione tra diritti dei cittadini e diritti posti in capo a ogni essere umano in quanto tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si distingue tra \u201cstranieri iscritti al SSN Servizio Sanitario Nazionale\u201d e \u201cstranieri non iscritti al SSN\u201d.<\/strong> Per questi ultimi \u201cnon in regola con le norme relative all\u2019ingresso e al soggiorno\u201d quindi clandestini, erano e sono assicurate \u201cle cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorch\u00e9 continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva\u201d. Vi \u00e8 poi la declinazione non esaustiva \u2013 ma spesso interpretata come tale \u2013 delle prestazioni erogate per la tutela della gravidanza e della maternit\u00e0, della salute del minore, le vaccinazioni, la profilassi internazionale e pi\u00f9 in generale le malattie infettive. Agli stranieri non in regola con l\u2019ingresso e con il permesso di soggiorno spetta \u201cun nucleo irriducibile di diritto alla salute protetto dalla Costituzione\u201d tale diritto viene posto loro dalla Corte Costituzionale con sentenza 269\/2010 \u201cqualunque sia la loro posizione rispetto alle norme che regolano l\u2019ingresso\u201d. La discriminazione passa proprio nell\u2019interpretazione del \u201cnucleo irriducibile\u201d che spesso \u00e8 soggetto a interpretazioni che nella prassi rischiano di essere restrittive. Tutte le prestazioni del SSN, riassumibili nei Livelli Essenziali di Assistenza sono erogabili agli \u201ciscritti\u201d al servizio sanitario, e solo una parte ai \u201cclandestini\u201d con un occhio particolare alle malattie infettive e quindi alla tutela della salute della \u201ccollettivit\u00e0\u201d pi\u00f9 che a quella individuale. Nella prassi quotidiana vengono inoltre denunciate altre forme di ostacoli all\u2019accesso delle cure con interpretazioni restrittive delle cure \u201cessenziali\u201d e della perdita del diritto di essere esentati dai ticket e quindi, spesso, dalle cure stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019accesso dei \u201cclandestini\u201d alle strutture non comporta per\u00f2 obbligo di denuncia (referto)<\/strong> \u201csalvo i casi in cui il referto \u00e8 obbligatorio anche per i cittadini italian\u201d. Denuncia che resta obbligatoria, quindi, solo in casi in cui si commettano reati perseguibili d\u2019ufficio, questo come anche per gli italiani, ma non quindi per la clandestinit\u00e0. Quest\u2019ultimo principio nel 2009 fu messo in discussione dal \u201cpacchetto sicurezza\u201d Legge 94\/2009 decreto Maroni che introdusse, il reato di clandestinit\u00e0. Con il reato di clandestinit\u00e0 si \u00e8 trasformato lo status in reato, la propria condizione personale in illegalit\u00e0. Si pose all\u2019epoca il problema se diventasse obbligatorio il referto \u2013 e quindi la denuncia all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria \u2013 per tutti coloro che non erano in regola con il permesso di soggiorno una volta che accedevano alle strutture sanitarie. Vi furono numerose prese di posizione contrarie che costrinsero il ministro Maroni ai tempi Ministro dell\u2019Interno a intervenire con una circolare, la n. 12\/2009 con la quale si escluse il reato di clandestinit\u00e0 dall\u2019obbligo di segnalazione all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria in caso di accesso alle strutture sanitarie. Problema legislativo risolto con una circolare, quindi risolto impropriamente, ma comunque risolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con il decreto Salvini (DL 113\/2018) si abolisce il permesso di soggiorno per motivi umanitari<\/strong> spesso usato per motivi sanitari di durata biennale. Oggi l\u2019unico permesso speciale per motivi medici ha la durata massima di un anno, questo permesso per motivi medici viene concesso per condizioni di salute di \u201cparticolare gravit\u00e0\u201d e deve essere accertato da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il SSN mediante \u201cidonea documentazione\u201d. Il riferimento alla documentazione e non alla certificazione \u00e8 eloquente: non basta la classica certificazione \u2013 atto di scienza che determina le condizioni di salute\/malattia \u2013 ma una documentazione pi\u00f9 ampia ma che comunque non \u00e8 specificata. Per il diritto alla salute esiste quindi un doppio binario, il primo riguarda gli stranieri in regola che sono iscritti al SSN e beneficiano di tutte le prestazioni come gli italiani\u201d, il secondo, riguarda invece, gli stranieri che non sono in regola con il permesso di soggiorno e che prevede per loro un riconoscimento solo parziale del diritto alla salute. Le annose discussioni sullo ius soli o sullo ius culturae non hanno portato a niente. Sono nel limbo centinaia di migliaia di ragazzi che nascono in Italia, frequentano scuole italiane, amici italiani, si sentono italiani ma sono confinati in una zona grigia. Questa non comporta per\u00f2 una discriminazione sul diritto alla salute in quanto comunque risultano iscritti al servizio sanitario nazionale, ma in altri ambiti. Concludendo, \u00e8 attraverso il permesso di soggiorno \u2013 un atto amministrativo \u2013 che si gioca la disuguaglianza del diritto costituzionale di salute. Lo slogan sovranista che indica una priorit\u00e0 sulla base della cittadinanza, quindi anche sul tema del diritto alla salute appare sostanzialmente privo di effetti, ma \u201cvenduto\u201d come se ne fosse pieno. Gioca a favore del diritto alla salute, il fatto di essere non soltanto diritto dell\u2019individuo, ma anche \u201cinteresse della collettivit\u00e0\u201d. La mancata presa in carico dei problemi di salute della popolazione migrante rischia di avere ripercussioni gravi su tutta la popolazione. Evidentemente gli atti discriminatori devono passare per altre strade.<\/p>\n<p><em><strong>Giuseppe Occhipinti Segretario della Pastorale della Salute della Diocesi di Ragusa<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sovranismo \u00e8 ormai una consolidata \u201cposizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranit\u00e0 nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovranazionali di concertazione\u201d (Treccani). 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