{"id":66575,"date":"2019-09-21T17:20:44","date_gmt":"2019-09-21T15:20:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=66575"},"modified":"2019-09-21T17:20:44","modified_gmt":"2019-09-21T15:20:44","slug":"fungo-di-carrubo-da-record-vincenzo-la-cognata-batte-il-suo-primato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2019\/09\/21\/fungo-di-carrubo-da-record-vincenzo-la-cognata-batte-il-suo-primato\/","title":{"rendered":"Fungo di carrubo da record: Vincenzo La Cognata batte il suo primato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel territorio della provincia di Ragusa, alle prime piogge settembrine, oltre alle lumache ed ai primi asparagi (i cosiddetti \u00absparici ri truonu\u00bb), altri frutti delle prime piogge sono i funghi.<\/strong> Tra essi, particolarmente ricercati, sono quelli che nascono sui tronchi degli alberi di carrubo. Il periodo per la sua raccolta va dai primi giorni di luglio e fino a novembre inoltrato. Il fungo cresce su tutte le parti dell\u2019albero dalle radici e fino ai rami alti (si possono trovare funghi anche a diversi metri d\u2019altezza rispetto al fusto principale del tronco). Per assaporare a pieno il suo gusto deve essere raccolto tenero ma non per questo si devono raccogliere funghi piccolissimi: bisogna lasciarli crescere almeno due giorni e non ci si pentir\u00e0. Questo \u00e8 un po&#8217; quello che \u00e8 accaduto nelle campagne di Santa Croce Camerina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un fungo di carrubo da record, del peso di ben 6 chilogrammi. \u00c9 stato trovato da Vincenzo La Cognata, giovane di Santa Croce Camerina<\/strong> e abile ricercatore del prezioso dono della macchia mediterranea. La prelibata \u201cfuncia\u201d racchiude nei suoi 5,900 chilogrammi kg tutti i profumi dell\u2019autunno della terra Iblea, e Vincenzo, che non \u00e8 nuovo a questo genere di imprese. Come tutti i cercatori di questo particolare esemplare, Vincenzo La Cognata custodisce gelosamente i luoghi e gli alberi che ogni anno va a visitare, scarpinando per chilometri tra le campagne del nostro territorio, fino al confine con le province adiacenti a quella di Ragusa. Vincenzo ha rispetto per i luoghi e, soprattutto, evita di raccogliere questa rarit\u00e0 nella sua fase primordiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cQuesto esemplare &#8211; ha dichiarato Vincenzo a Ragusanews &#8211; \u00e8 stato un vero dono, come si dice, \u00e8 caduto dal cielo.<\/strong> Quest\u2019anno, per me non \u00e8 stata una stagione favorevole per diversi motivi, il poco tempo che ho avuto a disposizione per la ricerca e la poca umidit\u00e0 avuta nei mesi di luglio e agosto, di conseguenza pochi esemplari. In tante circostanze ho trovato funghi ancora piccoli o in embrione, che lascio sempre per permettergli di crescere, ma immancabilmente non li ritrovo pi\u00f9, perch\u00e9 qualcuno \u00e8 arrivato prima o ha raccolto il fungo piccolo, non permettendo pi\u00f9 di poter arrivare a uno stadio di maturazione. Ma la natura mi ricompensa sempre. Sono contento lo stesso, alla fine pochi esemplari, ma questo su tutti mi ha ripagato dal sudore dei tanti chilometri che ho fatto per le campagne iblee\u201d. L\u2019esemplare raccolto, \u00e8 stato trovato in un unico albero, dove aveva formato due grandi rosoni ravvicinati tra di loro. La difficolt\u00e0 \u00e8 stata quella di cercare di estrarre il fungo senza frantumarlo, perch\u00e9 era cresciuto nel tronco di un carrubo abbandonato, mai potato. Intatti Vincenzo, armato di coltello e tanta pazienza, si \u00e8 improvvisato \u201cchirurgo\u201d, riuscendo ad estrarre il magnifico fungo senza rovinarlo. Il fungo, poi, \u00e8 stato ricomposto per essere immortalato nella foto con il suo scopritore.<\/p>\n<p><strong><em>Foto di Silvio Rizzo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/1-1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-66577 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/1-1-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"1024\" data-sizes=\"auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/1-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/1-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/1-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Caratteristiche<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 un fungo buonissimo e \u2013 purtroppo \u2013 rarissimo.<\/strong> Non \u00e8 quasi mai citato nei \u00absacri testi\u00bb di micologia, anche se \u00e8 simile alla \u00abfistulinacia hepatica\u00bb che nasce sempre sul legno dei tronchi di carrubbo. Si presenta come una massa informe, compatta, biancastra, che arriva a pesare anche pi\u00f9 di 1 Kg. A maturazione (pochi giorni, 2 o 3 dalla comparsa) assume un colore rosalatteo con venature giallognole. Questo fungo \u2013 per la sua rarit\u00e0 \u2013 non trova grande commercio. Se non lo raccogliete personalmente, lo trovate solo a prezzi decisamente proibitivi. In genere questa rarit\u00e0 della natura viene offerta dal fortunato scopritore (il contadino spesse volte pernotta anche sotto l\u2019albero per pi\u00f9 giorni, facendo da sentinella) a chiunque si voglia fare un regalo di disobbligo. Il gusto di questo fungo \u00e8 decisamente diverso da quello di tutti gli altri funghi: \u00e8 pi\u00f9 vicino al sapore del filetto di maiale, del quale ha anche la consistenza. E\u2019 reperibile in quelle poche oasi dove ancora vegeta il carrubo, l\u2019albero simbolo dei Monti Iblei. Quest\u2019ultimo cresce quasi esclusivamente nelle province di Ragusa e Siracusa ed in parte nel territorio del Comune di Caltagirone; sono proprio queste zone ad avere il primato dell\u201987% della produzione nazionale di carrube. Il nome scientifico di questo fungo \u00e8 \u00ablaetiporus sulphureus\u00bb. Cresce anche su altri alberi a grande fusto (eucaliptus, ad esempio, o alcune conifere) ma solo quello che cresce sul tronco del carrubo e del mandorlo \u00e8 commestibile poich\u00e8 la linfa che scorre in questi alberi \u00e8 dolciastra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Alcuni accorgimenti da seguire<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come insegnano i nostri contadini se nei pressi dell\u2019albero di carrubo (a 3-4 metri da esso) cresce un albero d\u2019ulivo, non raccogliete il fungo. La vicinanza dell\u2019apparato radicale dell\u2019ulivo a quello del carrubo, ne contamina in qualche modo la linfa ed il fungo di carrubo presenta una certa tossicit\u00e0. Non causer\u00e0 certo la morte per avvelenamento, ma sicuramente seri problemi gastroenterici ed epatici, che tuttavia, si risolveranno nel giro di pochi giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>A Tavola<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cucina la \u00abmorte sua\u00bb, come insegnano da secoli le nostre massaie, \u00e8 in umido con cipolla ed estratto concentrato di pomodoro, oppure a spezzatino con aglio, olio, prezzemolo e filetti di pomodoro fresco. Ma voglio darvi un suggerimento particolare: se per caso il fungo che avete raccolto \u00e8 gi\u00e0 un po\u2019 \u00abpassato\u00bb e la sua polpa, pur piena e compatta, \u00e8 diventata un po\u2019 legnosa, tagliatelo a fettine sottili, fatelo marinare un\u2019ora in acqua e limone (o aceto) e cucinatelo come una normale cotoletta. Sar\u00e0 il massimo! Infine, sappiate che per la cottura del fungo di carrubo \u00e8 indispensabile il tegame di coccio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel territorio della provincia di Ragusa, alle prime piogge settembrine, oltre alle lumache ed ai primi asparagi (i cosiddetti \u00absparici ri truonu\u00bb), altri frutti delle prime piogge sono i funghi. Tra essi, particolarmente ricercati, sono quelli che nascono sui tronchi degli alberi di carrubo. 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