{"id":702,"date":"2013-01-06T07:48:51","date_gmt":"2013-01-06T06:48:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=702"},"modified":"2013-01-06T12:53:42","modified_gmt":"2013-01-06T11:53:42","slug":"la-bella-e-la-bestia-una-fiaba-dattualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2013\/01\/06\/la-bella-e-la-bestia-una-fiaba-dattualita\/","title":{"rendered":"Al &#8216;Naselli&#8217; di Comiso in scena &#8216;La Bella e la Bestia&#8217;: grande successo per una fiaba che fa riflettere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019epoca in cui facilmente si tende a etichettare i \u2018brutti\u2019 e i \u2018belli\u2019 secondo il loro aspetto esteriore, sorvolando sulle effettive interiorit\u00e0 culturali, sentimentali e relazionali, il cercare uno spunto di riflessione nella messa in scena di una fiaba \u00e8 sicuramente da elogiare. Kreatimondo e Artedanza Tersicore hanno messo in scena al Teatro Naselli di Comiso il musical in due atti \u2018La Bella e la Bestia\u2019 con la regia di Tiziana Bellassai. La fiaba, attribuita nella versione moderna alla scrittrice Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, inizia cos\u00ec: \u201cBench\u00e9 avesse tutto quello che poteva desiderare, il principe era viziato, egoista e cattivo. Accadde per\u00f2 che una notte d&#8217;inverno una vecchia mendicante arriv\u00f2 al castello e offr\u00ec al principe una rosa in cambio del riparo dal freddo pungente. Lui, che provava repulsione per quella vecchia dal misero aspetto, rise del dono e la cacci\u00f2; ma lei lo avvert\u00ec di non lasciarsi ingannare dalle apparenze, perch\u00e9 la vera bellezza si trova nel cuore. Il principe la respinse di nuovo e in quel momento la bruttezza della mendicante si dissolse, e apparve una bellissima fata. Il principe si scus\u00f2, ma era troppo tardi perch\u00e9 lei ormai aveva visto che non c&#8217;era amore nel suo cuore e per punirlo lo tramut\u00f2 in un&#8217;orrenda bestia, e gett\u00f2 un incantesimo sul castello e su tutti i suoi abitanti. Se avesse imparato ad amare e fosse riuscito a farsi amare a sua volta, l&#8217;incantesimo si sarebbe spezzato. Chi avrebbe, in ogni caso, potuto amare una Bestia&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;?\u201d. L\u2019ottima interpretazione di Biagio Giann\u00ec nel ruolo della Bestia, di Stefania Aronica in quello di Belle e di Filippo Rosano, Angelo Agosta e Riccardo Cocuzza nei ruoli rispettivamente di Gaston-DinDon, Maurice e Lumiere, ha incantato gli spettatori che nelle serate del 4 e 5 gennaio hanno riempito il Naselli. Il coro diretto da Maria Lucia Faro e le coreografie di Roberta Piccilli hanno fatto da contorno alle varie scene che dalla comparsa della fata, man mano, hanno condotto la fantasia degli spettatori all\u2019epilogo finale della trasformazione della Bestia nel Principe dopo la celebre frase di Belle: \u201dIo ti amo!\u201d. Come recita il testo di una canzone, questa \u00e8 una storia \u2018vera pi\u00f9 che mai\u2019. La societ\u00e0 odierna porta spesso l\u2019individuo all\u2019isolamento, sia per il marcato influsso dei mezzi di comunicazione legati al mondo informatico, sia per l\u2019inaridimento dei valori legati alla compartecipazione dei sentimenti. Ritrovare dentro se stessi il germoglio dell\u2019amore che muove il mondo fa percepire anche l\u2019altro che ti ama e questo processo di rinnovamento ci rende sicuramente protagonisti attivi della nostra vita e del nostro destino. E\u2019 possibile che la visione di uno spettacolo possa scatenare questi pensieri? Proprio cos\u00ec, come scrive \u2018compagnia4cambi\u2019: \u201cIl teatro rimane un gioco che si perpetua da venticinque secoli, un magnifico gioco e, come tale, ha bisogno del nostro cuore bambino, ha bisogno di occhi stupiti che guardino incantati alle magie di questa &#8220;citt\u00e0 dell\u2019effimero&#8221;, con le sue bolle di sapone, con i suoi aquiloni alti nel cielo\u201d. Il teatro \u00e8 cultura e la cultura genera sentimenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>Ermocrate<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/46163_544786032200785_677433346_n11.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-705 lazyload\" title=\"46163_544786032200785_677433346_n[1]\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/46163_544786032200785_677433346_n11-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" data-sizes=\"auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/46163_544786032200785_677433346_n11-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/46163_544786032200785_677433346_n11.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019epoca in cui facilmente si tende a etichettare i \u2018brutti\u2019 e i \u2018belli\u2019 secondo il loro aspetto esteriore, sorvolando sulle effettive interiorit\u00e0 culturali, sentimentali e relazionali, il cercare uno spunto di riflessione nella messa in scena di una fiaba \u00e8 sicuramente da elogiare. 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