{"id":85193,"date":"2026-01-12T12:33:47","date_gmt":"2026-01-12T11:33:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/?p=85193"},"modified":"2026-01-12T12:33:47","modified_gmt":"2026-01-12T11:33:47","slug":"12-gennaio-1976-12-gennaio-2026-santa-croce-una-memoria-che-resta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2026\/01\/12\/12-gennaio-1976-12-gennaio-2026-santa-croce-una-memoria-che-resta\/","title":{"rendered":"12 gennaio 1976 \u2013 12 gennaio 2026: Santa Croce, una memoria che resta"},"content":{"rendered":"<p>Cinquant\u2019anni fa, il 12 gennaio 1976, Santa Croce Camerina veniva colpita da una tragedia destinata a segnare profondamente la comunit\u00e0. Un incidente stradale, causato dal ghiaccio sull\u2019asfalto lungo la strada per Catania, cost\u00f2 la vita a Giuseppe Dimartino e Giovanni Giavatto, giovani santacrocesi conosciuti e stimati.<br \/>\nDimartino era capitano del Santa Croce Calcio, mentre Giavatto ne era dirigente: due figure centrali per lo sport locale, legate non solo al campo ma anche alla vita sociale del paese.<br \/>\nCon loro viaggiavano altri tre ragazzi di Santa Croce: Peppino Agnello, Pietro Occhipinti e Luigi Zisa, che sopravvissero all\u2019impatto. Tutti accomunati dalla passione per il calcio, Agnello e Occhipinti erano anch\u2019essi giocatori, parte di quella stessa comunit\u00e0 sportiva che fu duramente colpita da quell\u2019evento.<br \/>\nUn episodio che lasci\u00f2 un segno indelebile, in un\u2019epoca in cui \u2013 come viene ricordato \u2013 \u00abnon c\u2019erano cellulari e le notizie arrivavano ai familiari in modo incerto, aumentando paura e angoscia\u00bb.<br \/>\nA distanza di mezzo secolo, a rievocare quel giorno \u00e8 il presidente del Consiglio comunale di Santa Croce, Luca Agnello, che ha affidato a un post su Facebook un ricordo personale e carico di significato. Suo padre, Peppino Agnello, allora giovane studente, \u00abteneva la tesi di laurea (nella foto) tra le gambe mentre viaggiava in auto verso Catania, insieme ad altri quattro giovani santacrocesi\u00bb.<br \/>\nUn dettaglio che diventa simbolo di una vita sospesa e di un futuro improvvisamente messo in discussione. \u00abQuel giorno, a causa del ghiaccio sull\u2019asfalto, ci fu un incidente\u00bb, scrive Agnello, ricordando i due amici che persero la vita e i tre che tornarono a casa portando dentro per sempre il peso di quella data.<\/p>\n<p>Giuseppe Dimartino e Giovanni Giavatto, \u00abuomini di sport\u00bb, sono ricordati ancora oggi al Campo Sportivo di Santa Croce, \u00abin uno spazio della memoria che raccoglie pi\u00f9 nomi e pi\u00f9 storie, ma che continua a parlare di sacrificio, passione e comunit\u00e0\u00bb.<br \/>\nNel suo messaggio, Luca Agnello si sofferma anche su un luogo diventato nel tempo simbolo di dolore: \u00abOgni volta che passo da quel viadotto, da quella strada maledetta che nel tempo ha sempre mietuto vittime, il pensiero torna inevitabilmente a quel giorno\u00bb.<\/p>\n<p>Tra i sopravvissuti a quell\u2019incidente vi furono persone che negli anni hanno continuato a dare un contributo importante alla comunit\u00e0: Peppino Agnello, impegnato nella vita amministrativa del Comune; Pietro Occhipinti, medico, padre del giornalista Domenico Occhipinti e compianto marito dell\u2019ex sindaco Franca Iurato; e Luigi Zisa, ciascuno con il proprio percorso, ma uniti da una memoria comune.<\/p>\n<p>\u00abLa memoria non \u00e8 solo ricordo. \u00c8 rispetto, consapevolezza, silenzio\u00bb, conclude il presidente del Consiglio comunale. Un pensiero che, nel giorno del cinquantesimo anniversario, viene condiviso \u00abper chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, per chi \u00e8 tornato a casa, per chi, da allora, porta dentro quella data\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinquant\u2019anni fa, il 12 gennaio 1976, Santa Croce Camerina veniva colpita da una tragedia destinata a segnare profondamente la comunit\u00e0. Un incidente stradale, causato dal ghiaccio sull\u2019asfalto lungo la strada per Catania, cost\u00f2 la vita a Giuseppe Dimartino e Giovanni Giavatto, giovani santacrocesi conosciuti e stimati. 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