{"id":87319,"date":"2026-08-22T09:20:46","date_gmt":"2026-08-22T07:20:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/?p=87319"},"modified":"2026-08-22T10:17:06","modified_gmt":"2026-08-22T08:17:06","slug":"daini-nel-ragusano-la-lettera-aperta-di-tullio-serges-dirigente-del-servizio-15-interventi-dal-1-settembre-ma-solo-in-condizioni-di-sicurezza-siamo-aperti-al-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2026\/08\/22\/daini-nel-ragusano-la-lettera-aperta-di-tullio-serges-dirigente-del-servizio-15-interventi-dal-1-settembre-ma-solo-in-condizioni-di-sicurezza-siamo-aperti-al-confronto\/","title":{"rendered":"Daini nel Ragusano, la lettera aperta di Tullio Serges, dirigente del Servizio 15: \u00abInterventi dal 1\u00b0 settembre, ma solo in condizioni di sicurezza. Siamo aperti al confronto\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Sul tema della gestione e del contenimento dei daini nel Ragusano, resta acceso il dibattito pubblico tra istituzioni, associazioni e cittadini, con posizioni diverse sulle modalit\u00e0 e sui tempi degli interventi.<\/p>\n<p>Dopo le precisazioni fornite nei giorni scorsi, il dirigente provinciale del Servizio 15 \u2013 Ufficio per il Territorio di Ragusa, Tullio Serges, interviene nuovamente per fare chiarezza e rispondere alle questioni emerse. In una lettera aperta illustra il quadro normativo e tecnico di riferimento, ribadisce le ragioni delle scelte dell\u2019Amministrazione regionale e conferma la disponibilit\u00e0 al confronto. <\/p>\n<p>Di seguito la riportiamo integralmente:<\/p>\n<p>A seguito delle notizie e delle interpretazioni diffuse nei giorni scorsi attraverso la stampa e altri canali di comunicazione, in merito alle attivit\u00e0 di gestione e contenimento del nucleo di daini presente in Provincia di Ragusa, si ritiene opportuno chiarire la vicenda e le disposizioni impartite, al fine di superare i fraintendimenti emersi.<br \/>\nL\u2019Amministrazione \u00e8 consapevole della sensibilit\u00e0 del tema e comprende le preoccupazioni di natura etica manifestate da associazioni, cittadini e altre componenti della comunit\u00e0 rispetto agli interventi riguardanti tale disposizione. Proprio per questo \u00e8 necessario che il confronto si svolga sulla base della documentazione ufficiale, dei dati disponibili, delle valutazioni degli organismi tecnico-scientifici competenti e della normativa vigente.<br \/>\nIn tale contesto, occorre considerare, in primo luogo, la responsabilit\u00e0 istituzionale di prevenire l\u2019aggravarsi delle criticit\u00e0 ambientali e dei danni al comparto agricolo, nonch\u00e9 l\u2019aumento dei rischi per la sicurezza stradale e delle possibili problematiche sanitarie connesse alla presenza non controllata della popolazione di daini.<br \/>\nIntervenire su un nucleo ancora circoscritto e numericamente limitato consente di prevenire il suo consolidamento e la sua espansione, evitando che in futuro si rendano necessari interventi pi\u00f9 estesi e impattanti. La finalit\u00e0 dell\u2019azione amministrativa \u00e8 quindi quella di scongiurare che il rinvio delle decisioni produca conseguenze pi\u00f9 gravi per gli ecosistemi, le attivit\u00e0 agricole, la sicurezza pubblica e gli stessi animali.<br \/>\nIn tal senso, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) evidenzia come l\u2019espansione delle popolazioni di ungulati possa determinare effetti negativi sugli habitat e sulle specie, danni alle attivit\u00e0 agricole e un aumento del rischio di incidenti stradali. Questo rende necessario un approccio gestionale complessivo fondato su solide basi tecnico-scientifiche e orientato alla prevenzione.<br \/>\nGli interventi programmati si inseriscono nel quadro delineato dall\u2019articolo 19-ter della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, che ha previsto l\u2019adozione di un Piano straordinario nazionale quinquennale per la gestione e il contenimento della fauna selvatica. Tale Piano costituisce lo strumento di programmazione e coordinamento delle attivit\u00e0 di gestione e contenimento numerico mediante abbattimento e cattura. Le relative operazioni non costituiscono esercizio dell\u2019attivit\u00e0 venatoria e possono essere svolte anche nelle zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e urbane, nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto.<br \/>\nIn attuazione di tale disposizione, con Decreto interministeriale 13 giugno 2023 \u00e8 stato adottato il Piano straordinario nazionale. In coerenza con questo quadro, la Regione Siciliana ha predisposto il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica nel territorio della Regione Siciliana 2025-2029, apprezzato con deliberazione della Giunta regionale n. 25 del 4 febbraio 2025 e approvato con D.D.G. n. 841 del 18 marzo 2025 del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale.<br \/>\nIl Piano straordinario regionale, fondato sulla Legge n. 157\/1992, sul Decreto interministeriale 13 giugno 2023 e sulla pertinente legislazione regionale, costituisce il riferimento programmatico e operativo per gli Uffici territoriali. Il Piano straordinario regionale nel suo complesso, ivi comprese le misure riferite specificamente al nucleo di daini presente nel Ragusano, \u00e8 supportato dalle valutazioni tecnico-scientifiche rese da ISPRA che con parere Prot. 2232\/2025 del 16.01.2025 ha rilevato, con riferimento alle popolazioni di daini presenti, nei Nebrodi e in Provincia di Ragusa, la coerenza del Piano straordinario con le proprie indicazioni tecniche.<br \/>\nLe attivit\u00e0 previste nel territorio Ragusano non derivano, pertanto, da una scelta autonoma o estemporanea del Servizio 15 Ragusa RFV, ma dall\u2019attuazione di un quadro nazionale e regionale gi\u00e0 definito.<br \/>\nNell\u2019ambito dell\u2019istruttoria tecnica, ISPRA ha evidenziato che il Daino, considerato allo stato delle conoscenze una specie parautoctona per la Sicilia, pu\u00f2 esercitare impatti diretti sugli habitat naturali, compresi quelli prioritari presenti nelle aree della Rete Natura 2000, e impatti indiretti su specie di interesse conservazionistico e gestionale, tra cui la lepre italica, Lepus corsicanus.<br \/>\nLo stesso Istituto ha inoltre ritenuto accettabili i metodi di intervento proposti, la strategia individuata per la determinazione della consistenza del prelievo e le attivit\u00e0 di monitoraggio, anche sanitario.<br \/>\nLe scelte adottate dalla Regione si collocano pertanto nel solco delle valutazioni e degli indirizzi tecnico-scientifici espressi da ISPRA e risultano coerenti con i principi e i criteri contenuti nelle \u201cLinee guida per la gestione degli ungulati. Cervidi e Bovidi\u201d (Manuale ISPRA n. 91\/2013), che costituiscono il riferimento tecnico nazionale in materia.<br \/>\nIn attuazione del Piano straordinario regionale e dell\u2019Autorizzazione trasmessa con nota Prot. n. 86367 del 13 agosto 2026 dal Servizio 3, Gestione faunistica del territorio del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, il Servizio 15 \u2013 Ufficio per il Territorio di Ragusa RFV ha adottato il provvedimento Prot. n. 86568 del 15 agosto 2026, disponendo che i coadiutori allo scopo formati potessero operare per l\u2019attivit\u00e0 relativa all\u2019emergenza daini in Provincia di Ragusa, non indicando che si potesse procedere all\u2019effettivo contenimento degli stessi.<br \/>\nQuesta circostanza, nota ai coadiutori, discendeva dal fatto che nell\u2019autorizzazione trasmessa dal Servizio 3 dipartimentale si precisava di \u201cavviare con immediatezza le attivit\u00e0 propedeutiche e operative necessarie, comprese quelle finalizzate all\u2019individuazione, al monitoraggio e alla localizzazione degli animali, nonch\u00e9 all\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 di controllo cos\u00ec da prevenire la dispersione del nucleo conseguente all\u2019incremento del disturbo antropico connesso all\u2019imminente apertura dell\u2019attivit\u00e0 venatoria\u201d.<br \/>\nPertanto, l\u2019espressione \u201coperare a partire da giorno 16\/08\/2026\u201d, contenuta nel documento dispositivo del Servizio15 Ragusa RFV, era riferita all\u2019avvio dell\u2019intero percorso operativo, comprensivo di tutte le necessarie fasi preparatorie e non all\u2019immediata attuazione degli interventi di contenimento, come prospettato in alcune ricostruzioni.<br \/>\nLa disposizione, trasmessa con PEC del 15 agosto 2026 alle Autorit\u00e0, alle Amministrazioni e agli Enti interessati, nonch\u00e9 ai coadiutori abilitati individuati dal Servizio 15 Ragusa RFV ed appositamente formati, \u00e8 stata utile per avviare le azioni finalizzate a procedere \u201ccompatibilmente con le necessarie condizioni organizzative e di sicurezza, all\u2019attuazione degli interventi di controllo del nucleo del daino segnalato nel territorio di Ragusa, in attuazione del Piano straordinario regionale 2025-2029 e nel rispetto delle relative prescrizioni\u201d.<br \/>\nLe prescrizioni del Piano straordinario riguardano le limitazioni delle \u201coperazioni con arma da fuoco da appostamento fisso\u201d nei giorni dal 01 al 31 agosto per ragioni legate alla sicurezza dei siti, ma anche per preservare dagli interventi le femmine adulte (superiori ad un anno) nel periodo in cui i piccoli, tra giugno ed agosto, possono ancora essere potenzialmente dipendenti dalla madre.<br \/>\n\u201cLe attivit\u00e0 propedeutiche e operative\u201d e \u201cle necessarie condizioni organizzative e di sicurezza\u201d dovevano essere completate prima dell\u2019attuazione degli interventi di contenimento propriamente detti. Il calendario operativo successivamente predisposto dal Servizio 15 Ragusa RFV ha quindi individuato nel 1\u00b0 settembre 2026 la data iniziale prevista per gli interventi di contenimento, subordinandone l\u2019attuazione all\u2019esito del monitoraggio, all\u2019organizzazione delle squadre e alla verifica delle condizioni di sicurezza.<br \/>\nAi sensi delle prescrizioni del Piano straordinario, quindi, l\u2019attivit\u00e0 propedeutica, distinta dagli interventi di contenimento, non \u00e8 soggetta alle prescrizioni temporali relative agli stessi interventi e, pertanto, tale attivit\u00e0 propedeutica pu\u00f2 essere eseguita anche in periodi diversi da quelli previsti per il contenimento.<br \/>\nA fronte delle interpretazioni successivamente emerse sui canali social e negli articoli di stampa riconducibili a una non corretta comprensione della disposizione o a una lettura non integrale della documentazione trasmessa, il Servizio 15 Ragusa RFV ha ritenuto opportuno trasmettere alle Autorit\u00e0, alle Amministrazioni e agli Enti interessati, nonch\u00e9 ai coadiutori abilitati e appositamente formati individuati dal Servizio 15 Ragusa RFV, ulteriore nota Prot. n. 87323 del 19\/08\/2026, con la quale si \u00e8 precisato, qualora fosse stato male interpretato, che gli interventi di contenimento non avrebbero avuto inizio prima del 1\u00b0 settembre 2026 e, comunque, soltanto dopo il completamento delle attivit\u00e0 propedeutiche e la verifica delle condizioni tecniche e di sicurezza.<br \/>\nCon lo stesso documento Il Servizio 15 Ragusa RFV ha quindi definito e comunicato ai coadiutori il relativo calendario operativo a partire dal mese di settembre. Sono state escluse anche le giornate di sabato, in relazione alla possibilit\u00e0 di dover eseguire campionamenti da trasferire all\u2019Istituto zooprofilattico sperimentale.<br \/>\nLa programmazione tiene conto anche del provvedimento del TAR relativo alla sospensione delle giornate di preapertura venatoria e dell\u2019opportunit\u00e0 di intervenire, ove possibile, prima dell\u2019apertura generale della stagione, cos\u00ec da limitare la dispersione degli animali e la sovrapposizione con altre attivit\u00e0 sul territorio.<br \/>\nRiepilogando, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, la presenza dei daini risulta concentrata principalmente nei territori comunali di Ragusa, Monterosso Almo e Giarratana, mentre la consistenza complessiva del nucleo provinciale \u00e8 stimata in circa cento individui. Tale dato \u00e8 dinamico e sar\u00e0 aggiornato anche attraverso le attivit\u00e0 di monitoraggio avviate.<br \/>\nL\u2019attuazione degli interventi gestionali previsti per il nucleo di daino del ragusano rappresenta quindi una misura preventiva diretta ed impedire che una presenza ancora localizzata possa consolidarsi ed evolvere verso una diffusione pi\u00f9 ampia e difficilmente reversibile.<br \/>\nL\u2019esperienza maturata in altri territori siciliani, tra cui le Madonie (ed anche nel bosco della Ficuzza), evidenzia come la crescita non gestita di una popolazione di ungulati possa determinare pressione sulla vegetazione e sugli habitat, danni alle colture, interferenze con le attivit\u00e0 antropiche e un maggiore rischio di collisioni stradali.<br \/>\nAgire su un nucleo ancora circoscritto consente di limitare il numero degli animali coinvolti, contenere i costi pubblici ed evitare il successivo ricorso a operazioni pi\u00f9 estese, complesse ed onerose.<br \/>\nLa scelta delle modalit\u00e0 operative trova fondamento nelle strategie individuate nel Piano straordinario regionale e nei pareri resi espressamente dall\u2019ISPRA. Le norme e i riferimenti tecnico scientifici richiamati prevedono la possibilit\u00e0 di ricorrere ad azioni selettive di abbattimento, quando queste risultino la soluzione pi\u00f9 efficace possibile, sicura e proporzionata per conseguire gli obiettivi di gestione riferite allo specifico contesto.<br \/>\nCon specifico riferimento al nucleo di daino presente nel ragusano, si evidenzia che l\u2019ipotesi della cattura con successivo trasferimento degli animali, prospettata da alcuni, presenta criticit\u00e0 non risolvibili sotto il profilo della fattibilit\u00e0, dell\u2019efficacia e del benessere animale.<br \/>\nIn particolare, devono essere considerate le difficolt\u00e0 operative di cattura in modo rapido ed in tempi compatibili con gli obiettivi di contenimento gli esemplari di daino presenti in numero limitato in area libera, il possibile rischio di dispersione degli esemplari, lo stress connesso alle operazioni di cattura e contenzione, le esigenze connesse al trasporto, nonch\u00e9 la disponibilit\u00e0 di strutture idonee per la custodia temporanea per gli obbligatori controlli veterinari e per quella definitiva dopo l\u2019eventuale idoneit\u00e0 sanitaria. Infine, la necessit\u00e0 di disporre di strutture autorizzate e adeguatamente attrezzate per l\u2019eventuale destinazione degli animali.<br \/>\nTale soluzione risulta inoltre incompatibile con il divieto, vigente in Sicilia, di trasferire o spostare esemplari di questa specie (non autoctona) verso altre aree, proprio al fine di evitare la diffusione della popolazione e il conseguente trasferimento delle criticit\u00e0 ambientali in territori attualmente non interessati.<br \/>\nPer l\u2019attenzione alle peculiarit\u00e0 ambientali ed alla fragilit\u00e0 ecologica di diverse aree e come indicato dall\u2019ISPRA (Linee guida per la gestione degli ungulati \u201cCervidi e Bovidi\u201d ISPRA, Raganella et al., 2013) ed in linea con quanto stabilito nel DM 13 giugno 2023, la strategia delineata nel presente Piano straordinario regionale prevede l\u2019attuazione di interventi mirati alla progressiva rimozione degli individui di ciascun nucleo, fino all\u2019eradicazione completa in ogni sito. Tale strategia rappresenta l\u2019unica opzione efficace per prevenire ed eliminare gli impatti e i rischi connessi alla presenza di questa specie, inclusi i danni agli habitat e alle specie di interesse conservazionistico, nonch\u00e9 i rischi per la salute pubblica e la sicurezza.<br \/>\nAlla luce di tali elementi, la scelta operativa adottata deriva quindi da una valutazione complessiva di carattere normativo, tecnico, ambientale e di sicurezza, finalizzata a individuare la modalit\u00e0 di intervento maggiormente efficace e proporzionata rispetto alle caratteristiche del nucleo e del territorio interessato.<br \/>\nCon riferimento alle proposte, avanzate da alcune associazioni e Partiti Politici, l\u2019eventuale conferimento a strutture di ricovero o cosiddetti \u201csantuari\u201d pu\u00f2 essere valutato soltanto in presenza di strutture preventivamente identificate e autorizzate, dotate di adeguata capacit\u00e0 ricettiva e verificate sotto il profilo sanitario, strutturale e gestionale.<br \/>\nLa generica dichiarazione di prevedere questa destinazione costituisce, di per s\u00e9, un\u2019alternativa concretamente impraticabile.<br \/>\nRiguardo l\u2019ipotesi di ricorrere a sostanze immunocontraccettive, occorre precisare che tale metodologia non risulta contemplata tra le misure operative individuate dal Piano straordinario e validate nell\u2019ambito delle valutazioni tecnico-scientifiche finora acquisite.<br \/>\nIl suo eventuale impiego richiederebbe, in ogni caso, una preventiva e rigorosa verifica sotto il profilo scientifico, veterinario, ambientale e giuridico. Per ciascun prodotto dovrebbero essere accertate la registrazione e l\u2019autorizzazione all\u2019impiego in Italia, l\u2019utilizzabilit\u00e0 sulla specie interessata, le modalit\u00e0 e la periodicit\u00e0 della somministrazione, la selettivit\u00e0 del trattamento, gli effetti sul benessere animale e i possibili rischi per le specie non bersaglio e per gli ecosistemi.<br \/>\nIn una popolazione a vita libera come quella presente nel Ragusano, non risulterebbe concretamente possibile garantire la somministrazione selettiva e uniforme del trattamento, evitare che alcuni individui ricevano dosi ripetute e che altri rimangano esclusi, n\u00e9 assicurare, in tempi compatibili con le esigenze di contenimento, il trattamento di una quota di popolazione sufficiente a produrre effetti apprezzabili.<br \/>\nTali criticit\u00e0 risultano particolarmente rilevanti in un contesto aperto e non controllato, nettamente diverso da quello di popolazioni confinate in aree recintate o comunque accessibili individualmente dove questi farmaci sono stati finora sperimentati.<br \/>\nL\u2019immunocontraccezione, anche laddove tecnicamente praticabile, produrrebbe inoltre effetti soltanto sulla capacit\u00e0 riproduttiva futura, senza ridurre il numero degli animali gi\u00e0 presenti n\u00e9 eliminare nell\u2019immediato gli impatti sugli habitat, i danni alle attivit\u00e0 agricole e i rischi per la sicurezza.<br \/>\nAllo stato, non risulta individuato uno specifico prodotto autorizzato n\u00e9 un protocollo validato, selettivo e concretamente applicabile. Tale metodologia non pu\u00f2, pertanto, essere considerata, nelle condizioni attuali, un\u2019alternativa praticabile, efficace ed equivalente alle misure previste dal Piano straordinario regionale.<br \/>\nRispetto ai dubbi espressi riguardo ai danni che questi animali possono causare, bisogna ricordare quanto avvenuto in alcuni areali dove non aver attenzionato adeguatamente la presenza di questi animali negli anni precedenti, determina oggi effetti pesantissimi sulla conservazione della biodiversit\u00e0 vegetale, rischi per la sicurezza e la salute pubblica ed animale.<br \/>\nIl Daino causa danni alle specie forestali attraverso comportamenti alimentari e territoriali, impattando negativamente sul rinnovamento del bosco e della vegetazione. Questo animale, erbivoro intermedio, si nutre principalmente di graminacee, integrando la dieta con frutti come ghiande. In ambiente mediterraneo, consuma anche more, frutti di Rosacee e piante tipiche della macchia. Predilige boschi misti di leccio e conifere, ma anche la macchia degradata rappresenta un habitat favorevole. I danni comportamentali, come la pulitura del palco e le marcature territoriali, sono evidenti soprattutto su giovani piante e arbusti, specialmente in estate e autunno.<br \/>\nI danni alimentari, quindi, oltre a quelli su graminacee, comprendono la brucatura di germogli, foglie e rametti delle piante interessate, oltre a danni consistenti alle coltivazioni agricole, come orti e piante da frutto. La specie, per finalit\u00e0 alimentari (e per la ripulitura del palco), attua pure lo scortecciamento su diverse specie arboree.<br \/>\nIn Provincia di Ragusa, questo \u00e8 stato segnalato da aziende agricola ubicata nell\u2019areale compreso tra la diga di S. Rosalia e la frazione di San Giacomo. Questa ha subito danni su un numero elevato di piante di carrubo e di ulivo, e ci\u00f2, sebbene non sia una causa diretta di morte delle piante, pu\u00f2 favorire infezioni da agenti patogeni. Si lamentano danni pure sulle piante da frutto, ciliegio, nespolo e albicocche, nelle quali vengono asportati tutti i frutti presentii.<br \/>\nInfine, lungo le strade limitrofe alle aree frequentate dagli animali, possono verificarsi incidenti stradali che possono aver anche conseguenze gravi.<br \/>\nMentre la denuncia di danni causati da questi animali alle biocenosi nelle quali si insediano \u00e8 praticamente inesistente, in quanto non vi \u00e8 un\u2019attenzione particolare da parte di personale qualificato se non nelle aree di Parco o in quelle demaniali gestite, i danni alle colture agricole come quelli dovuti ad incidenti stradali passano, il pi\u00f9 delle volte, inosservati per disaffezione degli utenti a segnalare gli eventi al fine di ottenere un possibile risarcimento, rendendoli contemporaneamente disponibili per gli enti preposti anche a fini statistici.<br \/>\nSi auspica che tale abitudine abbia un\u2019inversione di tendenza, e venga sostituita da un atteggiamento pi\u00f9 attivo da parte dei soggetti interessati, a vantaggio degli utenti, come degli Enti preposti abilitati a disporre i risarcimenti ed a condurre le analisi statistiche.<br \/>\nA completamento del quadro operativo, particolare attenzione sar\u00e0 riservata anche agli aspetti sanitari e veterinari connessi alla presenza del nucleo. \u00c8 in corso di definizione un protocollo di collaborazione con i servizi veterinari dell\u2019ASP e con l\u2019Istituto zooprofilattico sperimentale territorialmente competente, finalizzato al monitoraggio sanitario dei capi rimossi e all\u2019acquisizione di dati oggettivi sulla situazione locale. La specie pu\u00f2 essere veicolo di importanti malattie trasmissibili anche all\u2019uomo (brucellosi, tubercolosi, etc.) ed alle specie di interesse zootecnico regolarmente allevate, in primis bovini, asini e ovi-caprini (Malattia di Aujeszky brucellosi, toxoplasmosi e tubercolosi Malattia Emorragica Epizootica del Cervo \u201cEHD\u201d.<br \/>\nL\u2019individuazione delle patologie da ricercare e delle relative modalit\u00e0 di campionamento sar\u00e0 rimessa ai competenti organismi veterinari.<br \/>\nRiguardo alla sicurezza, si vuole rassicurare l\u2019utenza che le attivit\u00e0 saranno condotte da coadiutori che seguiranno protocolli operativi, gi\u00e0 collaudati, basati su standard applicati nell\u2019attivit\u00e0 per il contenimento dei suidi selvatici ed inselvatichiti. Prima di ogni operazione saranno verificate le condizioni dei luoghi, la presenza di abitazioni, strade e attivit\u00e0 antropiche, le distanze di sicurezza, la visibilit\u00e0 e ogni ulteriore circostanza rilevante. Qualora non ricorrano tutte le condizioni necessarie, l\u2019intervento non verr\u00e0 attuato e verr\u00e0 rinviato.<br \/>\nNei pressi dei siti di appostamento saranno sempre istallate tabelle di segnalazione.<br \/>\nSi ricordi che il Servizio 15 Ragusa RFV \u00e8 attivo da pi\u00f9 di due anni per la richiamata problematica riguardante i suidi selvatici ed inselvatichiti. Nell\u2019ambito di questa attivit\u00e0, condotta con la collaborazione attiva dei coadiutori attualmente autorizzati ad operare, sono stati ottenuti, sino ad oggi, soddisfacenti risultati.<br \/>\nDall\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0, il contenimento ha interessato 424 capi dei quali 185 rimossi con attivit\u00e0 di appostamento da postazione fissa e 239 con attivit\u00e0 di cattura.<br \/>\nSi riportano questi dati in relazione a dichiarazioni, lette recentemente sulla stampa e altri canali di comunicazione, secondo le quali l\u2019attivit\u00e0 non avrebbe sortito alcun risultato.<br \/>\nSi rileva infine, sia per i cinghiali che per i daini, che la presenza degli animali in prossimit\u00e0 della rete viaria richiede, parallelamente all\u2019attivit\u00e0 di contenimento, un\u2019azione coordinata degli enti gestori delle strade.<br \/>\nANAS, Libero Consorzio Comunale di Ragusa e Comuni interessati potranno valutare, secondo le rispettive competenze, l\u2019adeguamento della segnaletica, la riduzione della velocit\u00e0 nei tratti maggiormente esposti, il miglioramento della visibilit\u00e0 e l\u2019adozione di ulteriori misure tecnicamente idonee a ridurre il rischio di collisioni.<br \/>\nL\u2019Amministrazione conferma la propria disponibilit\u00e0 al confronto con il Comune di Ragusa, con le altre amministrazioni competenti, con le associazioni e con i portatori di interesse. Ogni proposta alternativa, purch\u00e9 corredata da adeguata documentazione tecnica e idonea ad assicurare risultati tempestivi, sicuri, selettivi ed efficaci, potr\u00e0 essere sottoposta alle necessarie valutazioni amministrative e tecnico-scientifiche, compresa, ove occorra, l\u2019acquisizione del parere di ISPRA.<br \/>\nLa disponibilit\u00e0 al confronto non pu\u00f2 tuttavia determinare la sospensione degli interventi previsti dal Piano straordinario regionale che, in assenza di soluzioni conformi alla normativa, scientificamente fondate e concretamente applicabili, proseguir\u00e0 secondo il programma previsto.<br \/>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-87319 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2026\/08\/22\/daini-nel-ragusano-la-lettera-aperta-di-tullio-serges-dirigente-del-servizio-15-interventi-dal-1-settembre-ma-solo-in-condizioni-di-sicurezza-siamo-aperti-al-confronto\/c990b907-f15a-43e3-adeb-8c033722360f\/'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/c990b907-f15a-43e3-adeb-8c033722360f-20x36.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/c990b907-f15a-43e3-adeb-8c033722360f-150x150.jpeg\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2026\/08\/22\/daini-nel-ragusano-la-lettera-aperta-di-tullio-serges-dirigente-del-servizio-15-interventi-dal-1-settembre-ma-solo-in-condizioni-di-sicurezza-siamo-aperti-al-confronto\/f31932b9-0d06-4ab1-a4a1-84024f796378\/'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/f31932b9-0d06-4ab1-a4a1-84024f796378-20x27.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/f31932b9-0d06-4ab1-a4a1-84024f796378-150x150.jpeg\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2026\/08\/22\/daini-nel-ragusano-la-lettera-aperta-di-tullio-serges-dirigente-del-servizio-15-interventi-dal-1-settembre-ma-solo-in-condizioni-di-sicurezza-siamo-aperti-al-confronto\/bd45980d-c971-4bdc-a4d6-5c0ffedffb8b\/'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/bd45980d-c971-4bdc-a4d6-5c0ffedffb8b-20x36.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/bd45980d-c971-4bdc-a4d6-5c0ffedffb8b-150x150.jpeg\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\nIL DIRIGENTE PROVINCIALE<br \/>\nDott. Tullio Serges<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul tema della gestione e del contenimento dei daini nel Ragusano, resta acceso il dibattito pubblico tra istituzioni, associazioni e cittadini, con posizioni diverse sulle modalit\u00e0 e sui tempi degli interventi. 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