{"id":932,"date":"2013-01-12T12:51:27","date_gmt":"2013-01-12T11:51:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=932"},"modified":"2013-01-12T12:58:53","modified_gmt":"2013-01-12T11:58:53","slug":"una-pagina-della-nostra-storia-il-terremoto-del-1693","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2013\/01\/12\/una-pagina-della-nostra-storia-il-terremoto-del-1693\/","title":{"rendered":"Tante cerimonie per ricordare il terremoto del 1693: una ferita aperta nella storia siciliana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;All&#8217;unnici &#8216;i jinnaru a vintin&#8217;ura,\u00a0fu ppi tuttu lu munnu na ruvina.\u00a0Piccili e ranni sutta li timpuna,\u00a0ricennu &#8220;Aiutu&#8221; e nuddu ci ni rava&#8221;. Inizia cos\u00ec un canto popolare che fa rivivere, utilizzando il dialetto siciliano, una delle pagine pi\u00f9 drammatiche della storia siciliana. Preceduto da una prima scossa sismica avvenuta alle 3,45 della notte del 9 gennaio 1693, lo sciame continu\u00f2 fino alla scossa pi\u00f9 devastante delle ore 13,30 dell\u201911 gennaio. In seguito lo sciame sismico con le scosse di assestamento, alcune delle quali anche abbastanza forti, dur\u00f2 per circa due anni. La scossa delle 13,30 fu di magnitudo 7,4, XI grado della scala Mercalli, con epicentro localizzato al largo della costa della Sicilia Orientale. Subito dopo questa scossa un maremoto invest\u00ec la costa ionica siciliana, com\u2019era gi\u00e0 successo con il terremoto del 1169. Indagini recenti stanno cercando di definire la sorgente delle scosse telluriche e l&#8217;ipotesi pi\u00f9 accreditata \u00e8 quella del sistema Ibleo-Maltese, anche sulla scorta delle evidenze del maremoto. Gran parte delle citt\u00e0 e dei paesi della Sicilia centro-orientale fu distrutta con un numero enorme di vittime. A Modica, su 18203 abitanti, ne morirono 3400, a Ragusa, su 9946 abitanti persero la vita 5000 persone, a Vittoria su 3950 i morti furono 200, a Scicli le vittime furono 2000 su 9382 abitanti, a Spaccaforno, l&#8217;odierna Ispica, decedettero 2.200 residenti su 7987, a Giarratana su 2981, non si salvarono 541 abitanti e infine a Monterosso Almo perirono 232 su 2340 persone. Di altri paesi come Santa Croce Camerina non si hanno cifre certe, anche se sicuramente ci sono state delle vittime. Ancora oggi, a distanza di 319 anni da tal evento, la memoria popolare non dimentica i lutti di quei giorni e svariate cerimonie ricordano in ogni paese di questo lembo di Sicilia quei momenti. L\u2019uscita del fercolo di un Santo, il suono dell\u2019organo, il rintocco delle campane, la processione, sono testimonianze di un ricordo indelebile. Da quel tremendo terremoto part\u00ec una nuova pagina della storia iblea. La ricostruzione dei paesi, la riedificazione delle chiese, il ritorno graduale alla normalit\u00e0 del vivere quotidiano, segnarono i primi decenni del nuovo secolo, il 1700. Da allora il Barocco prese il sopravvento su tutti gli altri stili architettonici ed etichett\u00f2 per i secoli a venire tutta la Val di Noto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <strong>Ermocrate<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Schema+tettonico+Mediterraneo1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-934 lazyload\" title=\"Schema+tettonico+Mediterraneo[1]\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Schema+tettonico+Mediterraneo1-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;All&#8217;unnici &#8216;i jinnaru a vintin&#8217;ura,\u00a0fu ppi tuttu lu munnu na ruvina.\u00a0Piccili e ranni sutta li timpuna,\u00a0ricennu &#8220;Aiutu&#8221; e nuddu ci ni rava&#8221;. 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