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Il 26 e 27 ottobre scorsi, il consigliere comunale d’opposizione Luca Agnello ha partecipato alla quinta edizione della Scuola della Democrazia, un corso di alta formazione politica promosso dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e dall’associazione Italiadecide. Assieme ad Agnello erano presenti 60 giovani amministratori locali (fra cui consiglieri, assessori e sindaci) provenienti da tutta Italia. “E’ stata un’esperienza altamente formativa, dove, aldilà della presenza di politici di primo piano, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con tante realtà locali, scambiandoci idee, progetti, proposte ed esempi di buona amministrazione – ci ha confermato Agnello -. Ciascuno di noi, rientrato nella propria sede, ha il dovere di calare questa esperienza nel proprio territorio. In questa due giorni abbiamo appreso anche nozioni tecniche innovative, come la gestione dei trust e l’incentivo all’utilizzo dei contratti di rete, una nuova frontiera per le imprese che, attraverso forti sgravi fiscali, possono investire in sinergia nel territorio”.

I giovani amministratori hanno ascoltato, fra gli altri, le lezioni dell’ex presidente della Commissione Parlamentare anti-mafia Luciano Violante, dell’attuale Ministro del Turismo e dei Beni culturali Massimo Bray e del presidente della Camera Laura Boldrini. “E proprio dall’ultimo consigliere comunale del piccolo comune di S.Croce – rivendica orgogliosamente Luca Agnello – è nato lo slogan da proporre al Ministro Bray per la promozione del marchio Italia nel mondo in prospettiva dell’evento Expo 2015: ossia “ITALIA DIVERSAMENTE UNICA”. Questa intuizione è nata dopo aver percepito in ciascuno dei partecipanti l’amore e la passione per il proprio territorio e i suoi beni culturali e artistici; diversi, ma tutti degni di considerazione… e proprio per questo unici”.

Durante l’incontro con Laura Boldrini, invece, Agnello ha presentato l’emergenza santacrocese nel processo di accoglienza dei migranti, chiedendo – anche a nome degli altri amministratori siciliani – come la terza carica dello stato interpreta il fenomeno dell’immigrazione dal punto di vista delle responsabilità e degli oneri degli enti locali sul fronte sociale ed economico. E soprattutto quale tipo di intervento sia richiesto all’Europa. Il presidente della Camera ha allargato la lettura del fenomeno allo sfruttamento cui sono sottoposte queste persone sui luoghi di lavoro: “Non basta parlare di sicurezza e ordine pubblico. Mi piacerebbe che dal territorio venisse anche il messaggio di tolleranza zero verso chi sfrutta i migranti, verso chi li costringe a lavorare come schiavi. Vorrei ci fosse uno Stato che non tollera questo. Tutti sanno chi sono gli imprenditori che mandano i caporali a prelevare i migranti per poi farli lavorare nella campagne a 15 euro al giorno. Chi entra nel nostro territorio in modo irregolare non può denunciare, altrimenti gli si ritorce contro. Il sistema, invece, dovrebbe essere riconcepito nell’ottica di integrare nella legalità. Senza quel lavoro migrante tante aziende non andrebbero avanti, chiuderebbero i battenti. Dobbiamo premiare i datori di lavoro che regolarizzano, quelli che forniscono un alloggio adeguato in cui vivere. Così facendo, ci guadagnerebbero tutti, ci guadagnerebbe la civiltà. In certi territori è più difficile, ma non impossibile. Bisogna tentare. E soprattutto i comuni non devono essere lasciati da soli”.

 Paolo Mandarà

(qui il consigliere Agnello con il Presidente del Consiglio Regionale della Val d’Aosta Emily Rini)

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