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Domenica mattina, presso i locali della sede della biblioteca comunale del Comune, numerosi cittadini, anche di nazionalità straniera, di Santa Croce, hanno incontrato il sindaco Franca Iurato, il presidente del Consiglio comunale Maria Zisa, la dottoressa Mimma Donzelli (dirigente servizi sociali) e Antonella Gulino (vice-dirigente servizi sociali) . L’argomento all’ordine del giorno era la richiesta esplicita di un confronto con l’Amministrazione da parte delle   “mamme di Santa Croce”, che dopo aver creato un gruppo su Facebook, hanno scelto, qualche sera fa, di scendere in piazza e manifestare il proprio disagio di fronte al degrado sociale vissuto dalla città nell’ultimo periodo. Dopo un iniziale momento di confusione tra i presenti, dovuto all’incapacità reale di concretizzare a chi esattamente fosse stato rivolto l’invito a prendere parte all’incontro, il sindaco invoglia i presenti a fissare le linee guida della questione e chiarisce che considera questo momento propedeutico a quelli successivi che saranno svolti nell’immediato e rivolti a tutti i cittadini. Dello stesso parere il Presidente del Consiglio che impone un discorso tra genitori prima di un coinvolgimento dei giovani, a tal fine tenta di giustificare la presenza esterna all’edificio di gruppi di altre persone che sono stati invitati ad allontanarsi. I saluti e il sostegno del Prefetto di Ragusa che si è reso disponibile ad  incontrare i presenti e avviare percorsi di legalità per i giovani, vengono riferiti subito dal sindaco, precisando che sono già in corso, ma per ovvie ragioni non si può darne notizia dettagliata, operazioni di ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine in riferimento alla sicurezza del paese. Evidente appare la necessità di evitare un tornare indietro nel tempo al periodo preistorico quando i cavernicoli ponevano fine alle diatribe con procedimenti oggi non più proponibili in una società multiculturale e variegata come la nostra. Il sindaco prosegue il suo intervento citando la Costituzione Italiana sulla quale ha prestato giuramento all’inizio del suo mandato e per inciso legge i primi tre articoli.

Seguono, ordinati e precisi, diversi interventi, tra cui quello abbastanza significativo di Samia Chaaraoui, esponente di spicco per la comunità tunisina e dispiaciuta per chi non è presente in aula, ricorda l’impegno che la comunità straniera ha preso per il paese e cita come parecchi tunisini siano parte attiva integrata nella realtà riuscendo anche ad essere per esempio donatori Avis, chiedendo l’approvazione alle sue precisazioni direttamente al Presidente Avis Salvatore Mandarà presente in biblioteca. Quest’ultimo nel suo intervento riferisce di un problema storico di cui la comunità non si è mai fatta carico, un confronto sereno con le varie etnie presenti nel nostro territorio è fondamentale per un unico obiettivo: l’integrazione di tutti, convivenza civile a fondamento di ciò. Percorsi formativi dalla scuola alla famiglia vengono reclamati da più parti e doveroso appare il ricorso ai percorsi giovanili che si devono obbligatoriamente prevedere nel prossimo bilancio comunale. Pina Cocuzza richiama alle “vecchie abitudini” i genitori per un controllo attento e regolare verso i propri figli da parte di tutte le famiglie, riappropriarsi quindi del ruolo genitoriale appare esigenza di carattere primario, oltre che puntare l’attenzione in tempi brevi nell’utilizzo degli spazi pubblici, quali la piazza, affinchè diventino luoghi di aggregazione per tutti. La dott.ssa Donzelli precisa come in passato tentativi di fare decollare il centro giovanile siano stati scansati dalla comunità nonostante l’impegno della classe politica. La Donzelli prosegue richiamando all’attenzione un incontro con i Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche presenti nel territorio per avviare i percorsi fin qui menzionati. L’iniziativa lanciata dalla signora Salva Puccia vuole invece la presenza quotidiana di carabinieri e poliziotti in ogni quartiere a controllo del territorio. Una mamma tunisina ci ricorda come spesso le leggi italiani si differenziano da quelle tunisine che vietano per esempio di bere alcolici per strada, pena la galera. La signora lamenta inoltre il clima di discriminazione che esiste a scuola, spesso addirittura gli extracomunitari vengono ingiustamente accusati di furti di piccoli valore che possono verificarsi nelle classi di appartenenza di ognuno di loro. Patrizia Ruggeri, esponente attiva delle mamme di Santa Croce, sottolinea come la lingua e il suo utilizzo corretto sia spesso motivo di incapacità reale a comunicare tra tutti, oltre a percepire senza mezzi termini il clima di paura in paese. L’incontro si conclude con delle proposte volte anche a rivedere le varie ordinanze comunali in corso in riferimento all’ordine pubblico, al progettare e avviare presto incontri di formazione e informazione per genitori e giovani sui temi della viabilità, della legalità del rispetto dell ambiente. Rimaniamo in attesa di ulteriori prossime comunicazioni che a questo punto ci appaiono doverose da parte dell amministrazione.

Giusy Zisa

CLICCA SOTTO VER VEDERE LE INTERVISTE DI SIMONA DI MARCO

AL SINDACO FRANCA IURATO

[youtube]uACUC7Awpgs[/youtube]

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIA ZISA

[youtube]7TeuOJF9FNI[/youtube]

INTERVISTA CON SAMIA CHAARAOUI

[youtube]0VSyjfgiaJA[/youtube]

INTERVISTA CON SALVATRICE PUCCIA

[youtube]UGQlE2CwcFg[/youtube]

7 Commenti

  1. cittadina

    18 novembre 2013 a 12:48

    ho visto interviste solo di italiani ,,ma un intervista di una mamma straniera ??????? quelle nn sono mamme ??????? gia da qui si vede la differenza ….dove sono le mamme straniere ???????

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    • Antonella M.

      18 novembre 2013 a 13:29

      Cittadina , l’intervista ad una straniera c’è, guardi bene SAMIA CHAARAOUI

      Rispondi

      • cittadina

        18 novembre 2013 a 20:02

        PERCHE A SANTA CROCE ESSISTE SOLO LEI ?

        Rispondi

  2. Federico

    18 novembre 2013 a 14:35

    e l’assessore ai servizi sociali dove stava??????????

    Rispondi

  3. giuseppe

    18 novembre 2013 a 18:39

    Ma perchè abbiamo un assessore ai servizi sociali?

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  4. giuseppe

    18 novembre 2013 a 19:25

    Ma di quale diffrenza straparli cittadina di che? Se una differenza c’è stata era quella che, nel tavolo di rappresentanza oltre ai politici e ai funzionari dei servizi sociali c’era solo la rappresentante dei tunisini e non una delle mamme italiane. Ma di che parli, le hai viste le immagini? E che, a volte, prima di azionare la bocca o meglio la mano per simili stupidaggini bisogna connettersi con il cervello se ce l’hai mai avuto.

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  5. cittadina

    19 novembre 2013 a 14:34

    io nn sto sparlando … uguale a voi anche io voglio sicurezza per i miei figli .,ma la vera problema nn sono questi ragazzini nati e cresciuti qui ,la vera problema sono tutti quelli senza lavoro ,tunisini ,marocchini albanesi , romeni quelli che camminando li vedi gruppetti di 5…6 ..ogni angolo ogni strada ,,quelli ……..anche io sono un genitore e se sono straniero uguale a voi voglio sicureza …..io nn sparlo giuseppe ,mi esprimo la mia opinione come genitore …..,io cervello ce l’ho ho abbastanza ,vivo qui da 10 anni e tutti giorni vedo come e la vita ,non sto seduto in piazza asspetando che mi cadono dal cielo i soldi ,LAVORO GIORNO PER GIORNO ,,corro della mattina a sera per portare a casa un pezzo di panne sul tavolo ,quindi limitati a offendere . siamo tutti genitori e non importa il colore ,la nazionalità ho la religione ,ci dobbiamo tartare come essere umani .tutto qui .

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