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Gianfranco Arrabito, classe 1982, appassionatissimo di scacchi, laureato in Scienze del Governo e dell’Amministrazione di Modica, venerdì pomeriggio ha presentato, presso la sede dell’Unitre di Santa Croce Camerina, Centro Terza Primavera, alla presenza della presidente dell’Unitre, Maria Rosa Vitale, il suo primo libro “ALLA RICERCA DEL SAPERE PERDUTO”, edito dalla Booksprint Edizioni. Il libro è un racconto contemporaneo, a tratti ironico e pieno di citazioni e riferimenti, dai più colti ai più banali, per far capire al lettore di ogni età il suo pensiero, che fa un viaggio a ritroso e ha inizio nel Natale del 2070 e, dal futuro al presente, in piena crisi economica e politica, si ritrova appunto alla ricerca del sapere perduto. Relatore di eccezione il professore Federico Guastella, dirigente scolastico in pensione che ha presentato il romanzo evidenziando ai presenti un interrogativo importante: fino a che punto la scienza può risolvere i problemi dell’universo? Ecco che il progresso scientifico diventa impoverimento esistenziale, eclissi del pensiero razionale e concreto, l’immagine del superuomo che sacrifica la memoria storica e la ritiene inutile in un mondo sottomesso alla tecnologia e minacciato dalle calamità naturali sempre meno prevedibili, tra invenzioni di ogni genere. Nell’epilogo il pastore Serafino del ventunesimo secolo, a Ragusa Ibla, colui il quale aveva già previsto i tempi bui del presente che viviamo oggi, trova il modo per correggere il guaio commesso e a tal fine nasconde in una grotta un forziere con i libri di lettura che parlano di fantascienza, di storia e la Bibbia. Nascosto tra questi un appunto su un foglietto: “Senza immaginazione, senza passato, senza fede non può svilupparsi una civiltà”. A Gianfranco i miei personali complimenti: ci lascia nell’attesa per le opere successive dove scoprirà come il nostro ipotetico futuro sia stato architettato da alcuni personaggi al di sopra di ogni sospetto.

Giusy Zisa

2 Commenti

  1. gianfranco

    8 marzo 2014 a 11:18

    Grazie tantissimo a Giusy per l’articolo. Un ringraziamento agli intervenuti.

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  2. gino

    24 marzo 2014 a 00:28

    testo scorrevole, lettura appassionata, un libro che va letto perche’ fa meditare

    Rispondi

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