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Il Teatro Instabile al Lumiere con ‘Il Grigio’ di Gaber: una riflessione “obbligata” sulla sofferenza

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Il Piccolo Teatro Instabile Ibleo ha messo in scena venerdì sera al Cine -Teatro Lumiere a Ragusa, “Il Grigio” di Gaber e Luporini, quasi a volere ‘dare ascolto’ al dolore, quello per la perdita inattesa di chi era tra loro fino a pochi mesi fa, che proprio all’arte di fare teatro aveva dedicato la sua felice, ma breve esistenza: la giovanissima Laila Busacca. La Compagnia teatrale con questa sua opera, inedita, ha offerto agli spettatori attenti una valida alternativa alla rassegnazione, per sfidare il dolore senza soffocarlo e piuttosto imparare da esso e provare a metterlo in scena ogni giorno, per andare avanti nonostante i limiti che il vivere quotidiano impone ad ognuno di noi. L’intento della regista Lucia Cascone è andato oltre il semplice intrattenimento, in quanto è noto che l’arte, quando è vera, come in questo caso, cerca di rivelare l’essenza delle cose, di trovare un orizzonte di significato, un senso da contrapporre alla realtà caotica e incoerente in cui viviamo. E’ stato impossibile per il pubblico del Lumiere distogliere lo sguardo dal palcoscenico e si è stati tutti ‘costretti’ a guardare dentro di sé. Siamo tutti usciti dalla sala con meno certezze, ma l’effetto destabilizzante è stato addolcito dall’uso dell’ironia, che, come diceva Gaber, “permette di giocare seriamente e fare cose serie giocando”, arrivando ad ironizzare anche sulla sofferenza. La libertà, uno dei brani più noti di Gaber, interpretato magistralmente dalla voce e dalla chitarra di Amedeo Mazza, ha coinvolto attivamente il pubblico in un canto libero; quest’ultimo contiene la citatissima frase “La libertà non è star sopra un albero, / non è neanche avere un’opinione, / la libertà non è uno spazio libero, / libertà è partecipazione”. Questi versi sottolineano appunto come nel conflitto e nel bisogno di appartenenza vince quest’ultima: la partecipazione. Quando l’arte di fare teatro ‘incontra’ l’anima del pubblico, il successo è garantito e sarebbe giusto credere che la Compagnia del Piccolo Teatro Instabile Ibleo riesca a trovare presto il consenso di una platea più vasta e gli apprezzamenti che merita, oltre le  aspettative di sempre.

Giusy Zisa

Nella foto sopra in alto Elena Pluchino la ballerina e Amedeo Mazza

Elvira Nobile e Rossella Giannone nel ruolo di LAILA

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