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Il vespaio sollevato dall’opposizione, circa l’assenza di Santa Croce dal progetto sulle energie rinnovabili promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, non ha diritto di cittadinanza. Almeno secondo il sindaco Franca Iurato che, in una lettera aperta indirizzata agli organi di stampa, spiega come il Comune sia rimasto fuori dai finanziamenti perché buona parte degli edifici pubblici, su cui andavano installati gli impianti, non sono accatastati. Il sindaco ribadisce inoltre la sua attenzione verso questa problematica. Ecco il testo integrale del suo messaggio:

Cari amici,
con questa mia, mi preoccupo di ringraziare e – nel contempo – tranquillizzare stampa, opinione pubblica e opposizione riguardo la questione dei finanziamenti destinati al fotovoltaico nel nostro paese. In questi ultimi anni, l’attenzione alle fonti di energia alternativa è altissima, soprattutto in un paese come il nostro che si fregia dell’appellativo di “Città del Sole”. Chi più e meglio di noi può capire la valenza del fotovoltaico? Domanda quasi retorica, scontata, se non fosse che negli anni del boom degli incentivi (seconda parte del decennio scorso) nulla sia stato fatto per sfruttare adeguatamente il nostro meraviglioso e lucente sole. Sembra strano, eppure è così: nulla di nulla, se non ad opera di privati che, approfittando dei corposi incentivi al tempo in atto, ancora beneficiano di quanto – lungimiranti – misero allora in opera. Il Comune, in tutto ciò, rimase a guardare, all’ombra di un sole che comunque era anche suo.
Il passato, però, è passato e si dice che chi ha tempo non aspetti tempo. Infatti già nel dicembre del 2012, con una deliberazione sindacale, mi premurai di colmare questo vuoto che, ancora adesso, sembra incomprensibile e paradossale a giovani e solerti consiglieri d’opposizione. La deliberazione di cui sopra, come ogni atto promulgato dal Sindaco, è naturalmente consultabile. Dallo studio messo in campo per perseguire lo scopo del fotovoltaico, emerse una realtà a cui tutt’oggi stiamo cercando di porre rimedio: buona parte degli edifici pubblici, inclusi alcuni scolastici, non risultano essere accatastati. L’accatastamento degli edifici scolastici è un requisito sine qua non per l’accesso ad alcuni finanziamenti per la sostenibilità e l’efficienza energetica. Qui non si tratta di non voler o saper cogliere la palla al balzo, ché capite benissimo che – per cogliere la palla – bisogna quantomeno avere le braccia adeguate ad afferrarla. Cosa di cui ci stiamo occupando, cioè la messa in regola (e quindi anche in sicurezza etc etc ) degli edifici pubblici, tutti: messa in regola che include la necessaria certificazione energetica, di cui non disponiamo, per gli edifici che si intende munire di fotovoltaico.
Inoltre, nel 2013, ebbi l’onore di firmare a Bruxelles il Patto dei Sindaci che (cito testualmente dal sito) “vede coinvolte le autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. Attraverso il loro impegno i firmatari del Patto intendono raggiungere e superare l’obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020.”
L’attenzione, quindi, è alta, altissima. E stupisce che, dopo anni di assoluto disinteresse, si punti il dito contro proprio adesso che, partendo da zero, stiamo provvedendo alla causa in modo concreto.
Per l’iniziativa “Scuole Sicure”, ho fatto richiesta (anch’essa agli atti) alla Presidenza del Consiglio, in data 13 Marzo 2014, di 1.300.000 euro per la messa in sicurezza e a norma dell’istituto scolastico “Psaumide Camarinense”. Sono già stati assegnati incarichi a tecnici locali, affinché si provveda all’urgente accatastamento degli immobili pubblici, soprattutto scolastici. Tutto ciò, finalizzato all’obiettivo che ho a cuore, cioè l’attenzione all’ambiente, al risparmio energetico e alla sicurezza scolastica.
Certa che l’opposizione continui l’eccelso lavoro di suggerire bandi di finanziamento, spero che anche il nostro paese possa accedervi quanto prima: stiamo lavorando alacremente perché ciò avvenga, partendo proprio dai requisiti minimi di cui ancora non disponiamo.

Redazione


2 Commenti

  1. Francesco

    18 ottobre 2014 a 08:43

    Però il lavoro di accatastamento facciamolo fare “SOLO” agli impiegati dell’ufficio tecnico, o a qualche bravo tecnico di S.Croce (ce ne sono tanti !!!) e non a “qualche” consulente esterno di chissà dove che si frega i soldi dei Santacrocesi….Quantomeno facciamoli restare a S. Croce questi soldi

    Rispondi

  2. Loredana

    21 ottobre 2014 a 15:37

    La solita vergogna!!!!!

    Rispondi

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