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Ieri il maltempo ha colpito tutta la Sicilia ed in particolare i comuni degli iblei. Pioggia e grandine si sono alternate per l’intera giornata, ma alle 16.30, dopo che il cielo si ripuliva dalle nubi, è apparso – e non accadeva da tempo – un fenomeno meteorologico con uno spettro quasi continuo di luce in un cielo pavido di luce solare: l’arcobaleno o iride. Accade e si forma quando la luce del sole attraversa le gocce d’acqua rimaste in sospensione dopo un temporale. È un arco multicolore, rosso sull’esterno e viola sulla parte interna. Isaac Newton nel 1672 distinse solo cinque colori primari: il rosso, il giallo, il verde, il blu e il violetto. Solo più tardi si introdusse l’arancione e l’indaco dando sette colori in analogia con il numero delle note in una scala musicale. Storicamente una bandiera arcobaleno fu usata nella guerra dei contadini tedeschi nel XVI secolo come segno di una nuova era, di speranza e cambiamento sociale. In Italia è presente nella bandiera della pace mentre nella Genesi (9:13) l’arcobaleno è un patto tra Dio e l’umanità dopo che Noè sopravvive al diluvio universale. Oppure le mitologie, dove in quella greca è legata alle divinità con un sentiero creato dalla messaggera Iris tra terra e paradiso o quella hindu con il significato di arco di Indra, il dio del fulmine e del tuono. Invece nella mitologia irlandese è il nascondiglio segreto del leprechauno, una sorta di folletto, con una pentola piena di oro, che viene posta alla fine dell’arcobaleno, che diventava difficile da raggiungere.  Insomma la verita è che dopo il temporale, tra leggende, colori e bellezza del cielo, arriva pure il sereno.

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