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Lorenzo Vizzini ha ufficialmente intrapreso la sua “Vita Nuova”: è questo il titolo del primo singolo, dal 24 aprile in tutte le piattaforme digitali (iTunes, Google Play e Spotify in primis), che anticipa l’album “Il viaggio”. Lorenzo ha 22 anni, è un cantautore, un orgoglio tutto ragusano, e vanta una speciale collaborazione con la grande Ornella Vanoni. Gli abbiamo fatto qualche domanda a proposito di questo suo importante percorso artistico che gli ha concesso un privilegio davvero importante e al contempo inaspettato, quello di scrivere ben otto dei tredici brani di “Meticci (Io mi fermo qui)”, l’ultimo album di Ornella. “Lei è una persona dallo spessore artistico e culturale fuori dalla norma, ha una personalità che si sprigiona nel tempo, senza timore di venir fuori dagli schemi e mostrarsi per quello che è . Vivere al fianco di una persona così umanamente ricca mi ha fatto crescere tantissimo, dandomi la possibilità di costruire un bagaglio di vita e di esperienze che non avrei potuto mai aver maturato in vent’anni” aveva dichiarato Vizzini qualche tempo fa. Abbiamo ripercorso, con curiosità, le tappe di questa preziosa collaborazione che lui stesso ritiene un’autentica fortuna per la sua carriera e per il suo futuro.

“Il mio primo incontro con Ornella – ci racconta Lorenzo – avvenne ad un suo concerto. Andai lì con Mario Lavezzi, allora mio produttore. Dietro le quinte Mario fece le presentazioni, dicendole che ero un giovane cantautore, ma non avevo ancora 18 anni! Lei, quasi per gioco, mi propose una sfida: mi chiese di scrivere una canzone che raccontasse la storia di una donna che scioglieva i suoi capelli lunghissimi nel mare, per poi dal mare raccogliere gli uomini. Nonostante sembrasse una proposta bizzarra, la presi subito sul serio e la notte stessa scrissi quella canzone. Dopo due giorni mi trovai a casa di Mario, che mi disse: ‘Non prendertela se ti stronca, Ornella è fatta così’. Fiducioso mi accostai a Ornella e Mario con la chitarra in mano, per fargli ascoltare quello che ero riuscito a produrre. Ornella si mostrò interessata e alla fine del brano mi disse: ‘Bella, me la fai riascoltare?’. Quella canzone era “La donna dai capelli blu mare”, che successivamente diventò la seconda traccia di “Meticci”. Risoluta, il giorno dopo Ornella mi chiamò e mi chiese di andare a Forte dei Marmi insieme a lei per scrivere il suo album. Abbiamo composto insieme otto brani, tra i quali i due singoli “Basta poco” e “Non è questa casa mia”. A livello professionale Ornella mi ha aperto un mondo diverso, che non avevo mai pensato di conoscere ed esplorare prima: quello dell’autore. Nascendo come cantautore, sono sempre stato abituato a scavarmi dentro prima di scrivere una canzone. Le canzoni in fondo sono così: se non sei sincero il bluff viene subito a galla. Anche con Ornella ho seguito questo approccio da cantautore, quindi ho imparato a conoscerla, per sapere della sua vita, delle sue debolezze. Una certezza però la porto con me: ho conosciuto un’artista senza eguali, ma soprattutto una donna meravigliosa ed un’amica come poche altre. Spesso con Ornella scherziamo dicendo: ‘Fortuna che ci siamo conosciuti a quest’età, altrimenti ci saremmo innamorati e avremmo sofferto come pazzi!’. Nonostante a livello professionale mi abbia dato molto, è a livello umano che credo di avere conosciuto una persona straordinaria, fuori dal comune, oltre il conformismo. Ornella è una professionista minuziosa, attenta al dettaglio, un’ottima osservatrice. E’ sempre più raro oggi trovare artisti come lei, per questo, nonostante continuo a scrivere a fasi alterne per altri artisti, sono concentrato solo sul mio percorso. E’ da un po’ infatti che ho deciso di tenere per me tutte le esperienze da autore e di concentrarmi solo sulle mie canzoni e sui miei dischi. Dopo averla conosciuta penso sempre di dover lavorare in una maniera che nella discografia moderna, sempre più vicina a un fast-food, non è possibile. Non bastano un po’ di talento e una bella voce, che spesso sono soltanto i contorni di una brama di successo: ci vogliono amore, sensibilità, gusto, cultura, passione. Grazie a Ornella ho imparato soprattutto che fare musica significa amare la musica e vivere di sogni, emozioni, progetti, fantasie, malinconie e gioie, arrabbiature e delusioni, sorrisi ed amori, come se il vero nostro mestiere alla fine fosse la vita vera. Questo è il più grande privilegio che si possa ricevere dalla propria esistenza”.

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