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Il parco di Kaukana, polmone verde e fonte di resti archeologici, è situato nell’area del territorio di Santa Croce Camerina. Non tutti sanno che tra quegli alberi si celano i resti dell’antico abitato di bizantino e del Porto di Kaukana, importante anche in periodo bizantino e poi distrutto per opera dei Saraceni nell’827. Kaukana rifugio di tanti uomini e donne scampati alla distruzione di Kamarina nel 258 A.C. ad opera del console romano Attilio Calatino. Negli anni 70/80 i primi abusi edilizi, con costruzioni sopra i resti di mura mai valorizzate per la loro importanza storica. E poi le onde del mare, l’erosione della costa, il ripascimento della spiaggia hanno messo a repentaglio la ricostruzione delle antiche mura e delle sue abitazioni, della chiesa cimiteriale a tre navate con tombe ricavate nel pavimento. Oggi invece, dopo qualche anno di degrado, con l’iniziativa del comitato di residenti che hanno raggiunto un accordo con la Soprintendenza, il parco di Kaukana è aperto per la fruizione dei siti, almeno durante il periodo estivo. Qualche giorno fa anche l’archeologo Saverio Scerra, della Soprintendenza di Ragusa, ha guidato un gruppo di visitatori curiosi ed interessati alla storia ed alla scoperta dell’area archeologica e dell’antico abitato bizantino, valorizzandone i luoghi.

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