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Guglielmo Occhipinti, portavoce del gruppo agricoltori, ha chiacchierato con noi commentando una frase pronunciata dal sindaco di Santa Croce – ieri – sulla crisi agricola: “Gli agricoltori – aveva spiegato la Iurato su Facebook – devono mettersi insieme e fare sistema per uscire dalla crisi. Vedo ancora troppe microaziende cui manca una visione del futuro. I problemi si risolvono dal basso, solo dopo interviene la politica”.

Cosa ne pensa di questa dichiarazione del sindaco Iurato?
“Mettendoci insieme abbiamo più forza, è vero. Però possiamo metterci insieme quanto vogliamo… se non c’è una forza politica che tutela dell’agricoltura non si risolve nulla. Il sindaco ha ragione quando dice che ci sono tante microaziende, ma veniamo da esperienze negative di tantissime cooperative che sono fallite pur stando insieme. Non c’è una cosa giusta ed una sbagliata. È vero che le aziende dovrebbero mettersi insieme, ma anche i commercianti della zona dovrebbero mettersi insieme e creare una piattaforma. Il sindaco ha fatto tanto per il marchio, ha lottato. Alcune aziende avevano chiesto di aderire, ma – scaduti i termini – non se la sono sentita di continuare, soprattutto a causa della crisi. Una notizia pesante è che se la zucchina al mercato aveva un prezzo di un euro al chilo, proprio oggi al mercato sono entrate zucchine provenienti dalla Turchia ad un prezzo di 60 centesimi al chilo, visti i bassi costi di produzione che vi sono lì. Quindi un duro colpo per noi dato che vengono acquistati i prodotti che hanno costi più bassi”.

Che fine ha fatto il marchio di Montalbano?
“Il marchio di Montalbano esiste, adesso sta ai produttori se usufruirne oppure no, è facoltativo. Per il momento siamo in una fase di stand by”.

La presenza del gruppo agricoltori all’interno dell’amministrazione, con le sue scelte, è servita a qualcosa?
“Abbiamo fatto il marchio e non abbiamo avuto pareri contrastanti da parte dell’amministrazione. Noi ci siamo messi con l’amministrazione Iurato perché ha sposato la nostra causa, e così è stato fino all’ultimo. Abbiamo avuto anche il riciclaggio da parte di una ditta esterna per quanto riguarda i presidi sanitari, a costo zero. Di cose per l’agricoltura ne sono state fatte anche se la cosa più grossa è il marchio. Il marchio è di proprietà del comune, esiste, è a disposizione degli agricoltori, ci vuole solo chi ne usufruisce.

A proposito di crisi agricola, ci si mettono anche le malattie. Come si sta sviluppando e come si sta cercando di combattere la virosi, che sta creando molti problemi alle produzioni?
“Il virus che crea la virosi è arrivato in Italia nel 1984 e veniva nel pomodoro. Poi si sono create delle varietà tolleranti, perché varietà resistenti non esistono, ed abbiamo agito mettendo le reti come protezione esterna della serra e si è andato avanti. Già fino a due/tre anni fa si vedeva questo limite di tollerabilità che le case sementiere dimostravano nei confronti del virus. La soglia del virus si è innalzata e ha superato la tollerabilità delle varietà delle ditte sementiere. Questo virus (il new delhi, ndr) è passato dal pomodoro alla zucchina fino al cetriolo. Ma nella zucchina non è arrivato solo oggi in Italia. Già due anni fa era in Marocco e l’anno scorso è stato pure in Spagna. Ma noi ci siamo fatti trovare impreparati, perché nessuno ci ha avvisati, di fronte a questo evento. Paghiamo tanti soldi per ottenere una prevenzione e non ci dovevamo trovare impreparati. Il danno è irrimediabile, tanto che non si trova seme di zucchina, perché stanno estirpando e di nuovo reimpiantando. Speriamo di riuscire a contenere la virosi con l’abbassamento delle temperature. I trattamenti da utilizzare contro tale malattia sono a base di agrofarmaci o insetti predatori o farmaci biologici, ma resta comunque un grave problema”.

Un Commento

  1. gianni

    28 ottobre 2016 a 13:06

    Solo per puntualizzare. Le cooperative falliscono solo se non si coopera.

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