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Era il 1941 quando, in assenza di strutture difensive lungo tutto il territorio costiero italiano, si ebbe la necessità di provvedere alla costruzione di un sistema di difesa costiera con la realizzazione di diverse tipologie di strutture fortificate, allo scopo di impedire e contrastare eventuali sbarchi nemici. Per l’occasione furono istituite delle divisioni costiere con reparti che avevano il compito di costituire dei posti di osservazione, nuclei fissi e mobili e posti di blocco costieri. Sardegna, Sicilia, Isola d’Elba e Isole Pelagie rientrarono tra le priorità assolute di questo sistema difensivo. Anche a Santa Croce Camerina furono edificate diverse “casematte” all’ingresso del paesello perché passibile di sbarchi. La fortificazione costiera del nostro litorale fu organizzata in modo modesto con la dislocazione di cannoni rivolti verso il mare e di quelle strutture difensive ben ritirate sui rilievi attorno alle città. Decine di caduti santacrocesi proprio in quei fortini, se pur abilmente mascherati alla vista, venivano disposti a caposaldo, in modo da fornire una reciproca assistenza di fuoco per poter continuare a resistere. Adesso è necessario che sventoli un tricolore almeno per ricordare…

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