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“Belìce, un documentario che fa commuovere”: l’opinione di A.Galuppi

"Una ricerca obiettiva e lineare in cui sono i protagonisti a narrarsi"

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Se dovessi definire la sensazione provata durante la visione di questo documentario, direi subito “la pulizia”. Una ricerca obiettiva e lineare in cui sono i protagonisti a narrarsi e Domenico Occhipinti è un “direttore d’orchestra”  presente ma esterno al fatto narrante, che si limita a definire i vari momenti ed ordinarli attraverso le parole di chi ha vissuto quella tragica esperienza in prima persona (i sopravvissuti) e chi si è limitato a farsene portavoce (i giornalisti dell’epoca). La commistione tra passato e presente, tra notizia e ricordo emerge in modo fluente dando efficacia a quella che vuole essere sia la commemorazione di una vicenda drammatica, quale appunto è stato il terremoto del Belice, senza entrare in merito a considerazioni personali, ma, altresì, la testimonianza di un popolo che ha dovuto trovare la forza di ricominciare da zero con grandissima dignità. Un lavoro, quello di Domenico Occhipinti e Guglielmo Distefano (direttore di fotografia) che sa commuovere e far riflettere sulla nostra terra, sulle nostre radici. (PER RIVIVERE LA PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO CLICCA QUI)

Fonte LA PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO SULLA TRAGEDIA DEL BELICE

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1 Commento
  1. Nuccio Iurato dice

    Un bell’ articolo che riesce sinteticamente a riassumere ciò che la visione del documentario suscita.

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