Il comitato per la sicurezza ha deciso: Daspo urbano e stop ai bivacchi

Presente il vicesindaco Frasca. Il prefetto ha assicurato l'intensificazione dei controlli

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Sono stati il vicesindaco di Santa Croce, Filippo Frasca e l’assessore comunale alla sicurezza, Patrizia Mandarà, a rappresentare il Comune alla riunione di ieri pomeriggio del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura a Ragusa, accompagnato dalla Comandante della Polizia Locale. Dopo avere esaminato i fatti delittuosi di Vittoria, si è discusso, su espressa richiesta del Sindaco, Giovanni Barone, la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica del Comune di Santa Croce Camerina. I rappresentanti dell’Ente hanno espresso preoccupazione con riferimento alla rissa con feriti dello scorso lunedì sera tra cittadini di origine tunisina e alcuni residenti. Il Prefetto, Filippina Cocuzza, ha fatto riferimento all’importanza dell’applicazione del regolamento sul “DASPO urbano”, già adottato dal Comune di Santa Croce con apposita delibera nonché dell’opportunità di aderire all'”Accordo di vicinato” come strumento di sicurezza partecipata.

Dal Palazzo territoriale del Governo è arrivato l’input di programmare mirati controlli congiunti delle Forze di polizia, coadiuvate dalla Polizia locale, al fine di contrastare ogni forma di bivacco che possa sfociare in azioni violente, fonte di timore e di disagio per la cittadinanza, controlli che saranno pianificati con immediatezza per dare una risposta alla collettività. Il vicesindaco, Frasca, ha lamentato una situazione che in città ormai permane da diversi anni con persone dedite a consumare alcolici ed a tenere comportamenti che arrecano grave disturbo ai residenti a partire anche dalle prime ore del pomeriggio. Frasca ha manifestato al Comitato, la solidarietà del Consiglio Comunale di Santa Croce con in testa il Presidente della civica assise che ha garantito il fronte comune dei consiglieri sul delicato punto della sicurezza pubblica. Il Comune di Santa Croce ha espresso massima apertura e collaborazione con tutte le forze dell’ordine.

Cos’è il Daspo urbano

Il “DASPO urbano” si chiama così perché è simile al DASPO, acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, una misura adottata in Italia nel 1989 per contrastare la violenza negli stadi. Introdotto dal decreto sicurezza dell’ex Ministro dell’Interno, Marco Minniti, è una misura con cui un sindaco – in collaborazione con il prefetto – può multare e poi stabilire un divieto di accesso ad alcune aree della città per chi «ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione» di infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie e aeroporto). Con un aggiornamento del decreto a opera dell’ex Ministro Matteo Salvini, l’applicazione del DASPO urbano viene estesa ai «presidi sanitari», alle zone di particolare interesse turistico, alle «aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli». La misura riguarda anche le persone indiziate per reati di terrorismo.

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