Barone: “Ennesima cantonata per Pd e Art.1. Non conoscono la legge”

"Chi dimora all'interno del territorio comunale può continuare a farlo senza violare il Dpcm"

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“Spiace constatare che, perfino in un momento critico e drammatico come quello che stiamo vivendo, si colga ogni occasione per porre in essere tendenziose strumentalizzazioni e inutili polemiche.” Lo dichiara il sindaco Giovanni Barone che aggiunge: “Pur non ritenendolo necessario, vista la palese faziosità della questione sollevata, colgo l’occasione per fornire alcuni chiarimenti che potranno essere utili a chi si trova in questa situazione. Il famoso modulo che il sindaco avrebbe fornito, infrangendo un non meglio precisato “segreto” (che mal si concilia con il concetto di pubblica amministrazione quale “casa di vetro”, aperta e trasparente agli occhi del cittadino), allo scopo di “incentivare lo spostamento da altri comuni”, addirittura “aumentando il rischio di contagi”, non è altro che la richiesta, che i cittadini italiani o gli stranieri possono presentare all’ufficiale di anagrafe qualora, essendo dimoranti nel comune da non meno di quattro mesi, non si trovino ancora in condizione di stabilirvi la residenza per qualsiasi motivo.”

“Mi sono, pertanto – continua Barone -, limitato a rappresentare questa possibilità, senza rivelare alcun segreto (che, ribadisco, non può esistere in una pubblica amministrazione), ma indicando una possibile soluzione ai soggetti che siano in possesso del requisito della dimora sul territorio comunale da almeno quattro mesi. È scontato che il predetto requisito dovrà essere dichiarato da ciascuno, sotto la propria responsabilità, ai sensi delle disposizioni in materia di autocertificazione, senza che possa ravvisarsi alcun “concorso di colpa” del sindaco nel caso di eventuali dichiarazioni mendaci.”

“Preciso, infine, che tale soluzione può essere attuata solo da coloro che si trovino già nelle case di villeggiatura (da almeno quattro mesi, appunto) e non, al contrario, da chi intenda, ad oggi, trasferirsi da altri comuni di residenza, considerato che, ai sensi del DPCM 03 novembre 2020, nelle zone “arancioni”, quale è la Sicilia, è vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute o per situazioni di necessità. È  il caso di evidenziare, infine, che non ho alcun potere di sospendere l’operatività di una legge dello Stato ed, anzi, ho l’obbligo di osservarla e di farla osservare, come d’altra parte qualsiasi cittadino deve fare. Dopo le batoste prese nei mesi scorsi nei quali ho ribattuto colpo su colpo con atti e delibere alle sciocche affermazioni del PD locale, si ricorre all’ennesimo disperato attacco del nulla, soprattutto in un momento difficile per tutti. Occorrerebbe dare segnali positivi alla gente che spesso è scorata o in difficoltà economiche, in un momento in cui ci si aspettava una collaborazione da parte di tutte le forze politiche, invece registro il solito reflusso bilioso reattivo alle batoste che hanno ricevuto dalle mie puntuali risposte tutte documentate”.

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