Percorso delle torri e rifiuti speciali: ma chi salvaguarda il mare?

"Lo sviluppo turistico è troppo condizionato dalla serre che sorgono vicine alla battigia"

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Acquisire la striscia di terreno a 150 metri dalla battigia, la cosiddetta fascia di inedificabilità che si estende dal Palmento a Punta Braccetto, nel rispetto della Legge Regionale n.78/76, era quanto emerso nella seduta del Consiglio comunale del 4 marzo 2019: l’area si sarebbe potuta utilizzare per il percorso delle Tre torri – Torre Scalambri, Torre di Mezzo e Torre Vigliena – oramai da anni oggetto di discussioni da parte della politica locale e di deputati regionali che, di tanto in tanto, rievocano l’esigenza di abbattere muri e creare percorsi ambientali e turistici, a cui non fa seguito alcun impegno per l’individuazione delle risorse economiche utili a realizzarlo.

Anche il piano regolatore apre a un processo di sviluppo economico che si staglia su una prospettiva turistica del territorio santacrocese, ancora troppo vincolato al sorgere di serre nei pressi della costa e di aziende agricole che, dopo aver chiuso le proprie attività, lasciano a ridosso della battigia decine e decine di tonnellate di rifiuti speciali pronti per essere inghiottiti dal mare o bruciati, dando vita al fenomeno delle fumarole che, specialmente di notte, inquinano e rendono l’aria irrespirabile. E’ proprio vero che il mare costituisce la linfa più autentica per la nostra economia, ma è altrettanto vero che nulla si sta facendo per tutelarlo e salvaguardarlo.

Salvatore Mandarà è il responsabile provinciale di Fare Ambiente

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