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Ex caserma, Firullo: “Le Iene hanno chiamato me. Che ci faceva Di Giacomo?”

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Dal sig. Antonello Firullo, abbiamo ricevuto una dichiarazione in merito alla querelle sull’ex caserma della G.d.F. di Punta Secca. “Mi preme precisare alcuni aspetti della vicenda. Intanto, non sono stato io a chiamare ‘Le Iene’, ma sono stati loro a contattarmi perché, a conoscenza della vicenda, hanno voluto conoscere il mio parere. Loro si trovano in Sicilia per una serie di inchieste giornalistiche sugli ecomostri. Ma per tornare alla nostra vicenda: devo precisare che una legge regionale assegna alla Regione Sicilia il compito di decidere come meglio disporre dei beni dello stato ricadenti nel demanio. Quindi, solo la Regione decide, nessun altro. L’assessore Allù, che si vanta di averla strappata ai privati, commette un errore. Cosa nasconde la fretta di aver abbattuto l’immobile? Qualche giorno prima che tutto iniziasse, da parte della Sovrintendenza di Ragusa era pervenuta una lettera al Comune, invitando l’amministrazione a non prendere iniziative fino all’espletamento della conferenza di servizio fissata ad una settimana dopo. Invece, disattendendo quell’invito, hanno proceduto all’abbattimento con una fretta a dir poco sospetta, perché?  Che ci faceva l’on. Pippo Di Giacomo, presidente della V^ Commissione all’ARS (sanità), mentre si procedeva alla distruzione del rudere? Aveva una qualche competenza in merito? Insomma, sono tanti gli interrogativi che ci poniamo come società che ha presentato il progetto di riqualificazione dell’area, assolutamente nel pieno rispetto dei dettami della legge e della legalità. Attendiamo di conoscere le risposte che il sindaco Iurato ha dato al giornalista Gaetano Pecoraro de ‘Le Iene’. Il servizio in merito andrà in onda probabilmente nel corso della prima puntata, alla ripresa della nuova stagione del programma. Intanto ho esposto i fatti alla Procura della Repubblica di Ragusa, al Comando della Stazione Carabinieri di S.Croce, al Ministero dei Beni Culturali, all’Assessorato Regionale competente, al presidente dell’Antimafia Sicilia, Nello Musumeci”.

Di Giacomo

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