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SC 24, pericolo H24: una strada senza tregua tra Santa Croce Camerina e Punta Braccetto

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C’è una strada, la SC 24, che collega Santa Croce Camerina a Punta Braccetto, che da tempo non è solo un’arteria di collegamento, ma un concentrato quotidiano di rischi. Non è la classica lettera firmata quella che segue, ma una riflessione diretta, vissuta, di chi quella strada la percorre spesso e ne conosce bene ogni insidia.
Uscire da un’abitazione privata lungo questo tratto può trasformarsi, più volte, in un’esperienza pericolosa. Il limite di velocità, chiaramente indicato a 50 km/h in diversi punti, viene troppo spesso ignorato. Non è raro imbattersi in automobilisti che sfrecciano anche a 100 km/h o più, rendendo ogni immissione laterale un salto nel vuoto. Il rischio di essere falcidiati non è un’iperbole: è una concreta possibilità.
Con l’avvicinarsi della bella stagione, la situazione è destinata a peggiorare. Il flusso di turisti e villeggianti cresce in modo esponenziale, trasformando la SC 24 in un viavai continuo di auto. Molti conducenti, incuranti dei limiti, percorrono la strada a velocità sostenuta, aggravando un pericolo già presente tutto l’anno. E non si tratta soltanto di turisti o villeggianti: spesso anche chi questa strada la conosce bene finisce per percorrerla con eccessiva disinvoltura, sentendosi quasi autorizzato a correre “a occhi chiusi”, dimenticando quanto possa essere pericolosa.
Non va dimenticato che lungo questa arteria insistono numerose abitazioni, molte delle quali occupate stabilmente. Anche nelle ore serali, la mancanza di un’illuminazione adeguata aumenta i rischi: pedoni che camminano lungo la strada – spesso senza elementi catarifrangenti – diventano quasi invisibili. In questo senso, è importante anche richiamare l’attenzione di chi percorre la strada a piedi o in bicicletta: senza adeguate segnalazioni luminose o catarifrangenti, il rischio di essere travolti, soprattutto al buio, è altissimo. A questo si aggiunge la presenza di ciclisti, in particolare tra i tanti residenti stranieri, soprattutto del Nord Europa, che scelgono questa zona per lunghi soggiorni o per svernare. Non esistono percorsi ciclopedonali dedicati e, pur non essendo questa la sede per pretendere un progetto così ambizioso, è però doveroso sottolineare come la strada venga comunque utilizzata quotidianamente anche per spostamenti in bicicletta, rendendo ancora più urgente un’attenzione concreta alla sicurezza.
Il quadro si completa con la presenza di accessi agricoli e numerose immissioni private: una combinazione che rende la sicurezza stradale estremamente fragile. L’incolumità di residenti, turisti e passanti è costantemente esposta.
È evidente che una parte del problema risiede nella negligenza di chi guida. Ma proprio per questo, si rende necessario un intervento concreto. L’appello è rivolto all’amministrazione comunale: valutare l’installazione di dossi artificiali o altri dissuasori di velocità potrebbe rappresentare una soluzione efficace. Se il buon senso non basta, che siano almeno gli strumenti fisici a imporre il rispetto delle regole.
Allo stesso tempo, è fondamentale richiamare la responsabilità individuale. Non solo lungo la SC 24, ma in tutta la fascia costiera, sempre più frequentata, il comportamento di ogni automobilista può fare la differenza. Rispettare i limiti, prestare attenzione, adottare una guida prudente: sono gesti semplici, ma essenziali per la sicurezza collettiva.
Chi scrive, responsabile di questo sito, continuerà a percorrere questa strada. Ma lo farà con la speranza che presto non sia più sinonimo di pericolo costante, soprattutto con l’estate alle porte e un traffico destinato ad aumentare. Perché sentirsi al sicuro, anche su una strada di tutti i giorni, non dovrebbe essere un lusso.

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Scritto da
Alessia Cataudella

Direttore responsabile SCW

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