Se pensavate che il Consiglio Comunale fosse il luogo della nobile arte del confronto, l’ultima seduta a Santa Croce vi avrebbe fatto ricredere. Più che un’aula istituzionale, è sembrata il set di una commedia degli equivoci, tra fughe improvvise, allergie alla meritocrazia e colpi di scena degni di una serie TV di serie B.
𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞: 𝐭𝐫𝐚 𝐭𝐡𝐫𝐢𝐥𝐥𝐞𝐫 𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞
Il colpo di scena arriva a metà seduta: il Presidente abbandona l’aula alla velocità della luce. Mentre i maligni sussurrano di una “ritirata strategica”, la realtà è più nobile: un incidente domestico del figlio (a cui vanno i nostri auguri). Qui però finisce il cuore e inizia la farsa.
Incredibile ma vero: mentre il Presidente correva per un’emergenza familiare, l’Assessore allo Sport ne approfittava per sferrargli un attacco frontale dal sapore di un regolamento di conti. Uno spettacolo di rara eleganza istituzionale. Il Sindaco ora batta un colpo: intende tollerare questo “tiro al bersaglio” interno o deve ammettere che la sua maggioranza è ormai fuori controllo?
𝐈𝐥 𝐆𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞… 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐞?
Entriamo nel tragicomico. Il gruppo “Insieme per Santa Croce” propone tre emendamenti tecnici per il Garante dell’Infanzia: laurea, esperienza quinquennale, indipendenza dalla politica. Roba da manuale, suggerita persino dall’ANCI e dall’Autorità Garante Nazionale. Risposta della maggioranza? Bocciati. Evidentemente, a Santa Croce la competenza è un optional fastidioso. Perché scegliere un esperto quando si può avere una figura “malleabile” e magari priva di quei fastidiosi titoli accademici che complicano le cose? Il messaggio è chiaro: meglio la politica di bottega che la tutela professionale dei minori. Una scelta che definire “senza spina dorsale” sarebbe un complimento: qui siamo all’allineamento passivo più puro, dove si vota a comando degli assessori, anche contro il parere favorevole degli uffici.
𝐂𝐚𝐫𝐨 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨, 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢𝐚
Sia chiaro: a tratti abbiamo provato quasi imbarazzo per il Primo Cittadino. Lo abbiamo visto provato, forse consapevole di essere trascinato da una “maggioranza anarchica e irresponsabile” e da assessori che confondono l’arroganza con l’autorevolezza. Un consiglio non richiesto in vista della prossima legislatura: se vuole salvare la faccia e la credibilità, faccia pulizia. Lasci fuori i presuntuosi e gli incompetenti che le fanno perdere consenso ogni volta che aprono bocca. Punti sulla qualità: è l’unica ricetta per non affondare insieme a chi, al Comune, sembra stare per puro caso. D’altronde, osservando la pervicacia con cui si rifiutano le competenze e si premia l’arroganza, non possiamo che ricordare un antico e saggio proverbio siciliano: “Si duna a spiga a cu’ non havi i denti e u pani a cu’ non havi a vucca”. Mai saggezza popolare fu più attuale per descrivere una gestione del potere dove i ruoli di responsabilità finiscono spesso nelle mani di chi non ha gli strumenti per gestirli, lasciando la città a digiuno di qualità.
𝐈𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐱 “𝐑𝐞 𝐒𝐨𝐥𝐞”: 𝐨 𝐢𝐨 𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐥𝐮𝐯𝐢𝐨
Fuori dal Palazzo, i corridoi della politica mormorano e le voci diventano grida. Pare che un ex Sindaco della nostra città, transitato ultimamente sotto le insegne del movimento “Territorio”, abbia deciso di appendere definitivamente la fascia (già indossata in passato e mai dimenticata) al chiodo. Il motivo? Sembra che dopo un acceso confronto interno, la sua pretesa di essere l’unico candidato possibile per la prossima sfida non abbia trovato il tappeto rosso che si aspettava. Il suo motto, d’altronde, è sempre stato un classico del narcisismo politico: “O io, o nessuno”. E così, davanti al rifiuto del “Laboratorio Politico” di incoronarlo subito, il pezzo forte ha deciso di portarsi via il pallone e lasciare il campo. Un ritiro che conferma una vecchia regola: quando l’ego corre più veloce della strategia, si finisce per guardare la partita dalla panchina, convinti che senza di sé il mondo smetta di girare.
𝐒𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭à 𝐞 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭à
Chiudiamo con una nota seria, ma necessaria. Un passaggio obbligato va alla denuncia del Sindaco su minacce social e allo sfregio del portone comunale. Condanniamo vivamente questi episodi: la politica deve essere scontro di idee, non bersaglio di vandalismi. Esprimiamo piena solidarietà al primo cittadino, apparso visibilmente provato. Tuttavia, ricordiamo che la sovraesposizione mediatica è un’arma a doppio taglio che può alimentare tensioni. La nostra satira rimarrà sempre un bisturi per analizzare i fatti, mai un’arma per offendere l’uomo. Saremo sempre dalla parte dei giusti, pronti a denunciare chi scambia la critica politica e la satira con la calunnia personale: la prima è democrazia, la seconda è solo barbarie.
𝐁𝐮𝐨𝐧 𝟏° 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 (𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐯𝐢)
Infine, un augurio speciale per la Festa dei Lavoratori a questa instancabile maggioranza. Grazie per l’immenso contributo… al riposo amministrativo. Il vostro lavoro “silenzioso” (e spesso passivo) sta portando il paese verso traguardi inesplorati. Continuate così: con la vostra capacità di dire di no a tutto ciò che è sensato, state davvero facendo fare un salto di qualità… verso il basso.
𝐁𝐮𝐨𝐧 𝟏° 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐂𝐫𝐨𝐜𝐞!