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Santa Croce 2027: Tra il “Passamano” di Barone, l’onda di Vannacci e le provette impazzite del Laboratorio

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Santa Croce 2027: Tra il “Passamano” di Barone, l’onda di Vannacci e le provette impazzite del Laboratorio

A Santa Croce Camerina il tempo è un concetto del tutto relativo. Mentre i comuni mortali attendono con ansia il 2027, la politica locale ha già preso la macchina del tempo, schiacciato l’acceleratore e dato ufficialmente il via alla campagna elettorale con un anticipo che fa sembrare le prossime amministrative dopodomani. I motori si scaldano rapidamente, regalando ai cittadini una settimana ricca di colpi di scena, nostalgie canore e geometrie strategiche degne di una partita a scacchi sotto l’ombrellone.

Tutto questo fermento, a dire il vero, fa gioco anche all’attuale amministrazione guidata da Peppe Dimartino. Finora la maggioranza si è dimostrata abilissima a nascondere la polvere sotto il tappeto e a contenere le inevitabili discordie interne, blindandole rigorosamente dentro le mura amiche per non mostrare crepe all’esterno. Ma con le grandi manovre delle opposizioni ormai sotto la luce del sole, anche il muro difensivo del palazzo rischia di subire le prime scosse.

Il gioco del “Passamano” e la colonna sonora di Giovanni Barone

A rompere gli indugi con un tempismo svizzero è l’ex sindaco Giovanni Barone. Il nostro ha lanciato la sua personalissima OPA sul futuro del paese con un manifesto politico dal titolo che è già una promessa, o forse un avvertimento: “Passamano”.

 

Dopo il terzo posto del 2022, il viaggio di Barone ha toccato più sponde di un traghetto per Malta: prima l’addio alla Democrazia Cristiana, poi il divorzio lampo dal movimento Territorio per le solite, immancabili “divergenze strategiche”. Oggi l’ex sindaco si rimette in proprio, blindato da indiscrezioni che sussurrano di un clamoroso ritorno di fiamma. A fargli da spalla ci sarebbero infatti alcuni reduci nostalgici della Democrazia Cristiana locale e una componente minima di PD non in linea con il partito. Una frangia ribelle, quest’ultima, dato che il PD provinciale ha già dettato chiaramente la linea ufficiale: dentro la coalizione del Laboratorio senza “ma” e senza “se”.

Il ricongiungimento di Barone con i nostalgici dello scudocrociato è comunque un quadro talmente zuccheroso che, nella colonna sonora di questo accordo, sembra risuonare in sottofondo il celebre pezzo neomelodico “Per sempre sì”: una promessa di amore eterno e fedeltà assoluta, almeno fino alla prossima girandola di poltrone.

Per dare sostanza alla discesa in campo, Barone ha rispolverato un elenco di 33 “opere e proposte innovative”, puntando il carico pesante sul recupero del marchio “Le primizie di Montalbano”. Un brand registrato nel 2012 e rimasto chiuso in un cassetto a fare la muffa. Barone ha ammesso candidamente di aver passato gli anni tra il 2017 e il 2020 a commissionare dotti studi per capire come mai i produttori locali preferissero vendere i pomodori senza la burocrazia del Comune. La conclusione di questo epico saggio accademico? In Europa esistono già le leggi sulla sicurezza dal 2004 e i marchi geografici non devono essere un ibrido. Praticamente, dopo anni di studi, è stata scoperta l’acqua calda. Ma forte di queste illuminazioni, l’ex sindaco è pronto a riprendersi le chiavi del paese.

Linea diretta con il Generale: “Futuro Nazionale” marcia (a distanza)

Se il passato ritorna cantando, il futuro bussa alla porta con il passo felpato della strategia militare. A Santa Croce si pianifica infatti il domani identitario di “Futuro Nazionale”, il movimento politico che si ispira al “Mondo al Contrario” del Generale Roberto Vannacci e che ha avviato le grandi manovre nella provincia di Ragusa.

Durante la prima riunione provinciale dei comitati costituenti a Comiso, gli esponenti santacrocesi hanno applicato la più classica delle tattiche di guerriglia: la ritirata strategica. Non hanno partecipato fisicamente, ma hanno comunque inviato calorosi saluti a distanza, incassando il benestare dei coordinatori. In paese la curiosità è già alle stelle. Non appena il circolo locale sarà ufficializzato, bisognerà capire chi ci metterà la faccia e come si posizioneranno sullo scacchiere delle amministrative. La vera sfida,fotografata sui temi, si giocherà sulla proposta della “Remigrazione” – cavallo di battaglia nazionale del Generale – che in un territorio a fortissima vocazione agricola e ad altissima densità di manodopera straniera promette di aprire dibattiti epici e cortocircuiti ideologici nei bar del centro.

Il “tavolo delle meraviglie”: tra scavi teorici e fantasmi sotto il tappeto

Mentre i partiti tradizionali del centro-destra classico vivono una stagione di profonda transizione e calo di consensi a livello provinciale, cresce l’attesa per le “varianti impazzite”. Oltre all’effetto Vannacci, si registra l’ascesa del movimento Controcorrente di Ismaele La Vardera, che pur non avendo ancora messo piede a Santa Croce rischia di diventare il vero ago della bilancia.

A cercare di blindare i confini ci ha pensato il “Laboratorio Politico Camarinense”, una maxi-coalizione ad ampio spettro che mette insieme anime che normalmente non prenderebbero nemmeno lo stesso ascensore: il PD ufficiale, il movimento Territorio, Forza Italia, la Democrazia Cristiana, il movimento politico Terra Mia e la civica Insieme per Santa Croce. Tutti riuniti attorno a un tavolo per fare il punto, scoprendo però che le provette del laboratorio tendono a esplodere.

Al centro di questo delicato ecosistema spicca la figura di Luca Agnello, attuale Presidente del Consiglio Comunale e pezzo da novanta della coalizione. Agnello è reduce da una rottura politica consumata proprio con l’attuale sindaco Peppe Dimartino e con la coalizione di CambiaVerso, un’esperienza ormai archiviata che lo vede oggi posizionato dall’altra parte della barricata. A lui spetta il difficile compito di fare da pivot istituzionale nel Campo Largo, cercando di evitare che i vasi comunicanti del Laboratorio si frantumino prima del tempo.

Nato con le nobili e altisonanti intenzioni di essere un “laboratorio di riflessione e di scavo teorico, storico, analitico” per offrire un “costruttivo contributo a un salto di qualità nella gestione del territorio”, l’esperimento deve fare i conti con la cruda realtà della tattica. L’estrema eterogeneità dei componenti ha già creato i primi fronti di guerra. Forza Italia ha letteralmente battuto i pugni sul tavolo chiedendo un immediato cambio di marcia: definire subito le regole del gioco e individuare un candidato sindaco autorevole che sia il garante di tutti, senza continui rinvii. La linea degli azzurri è un ultimatum: senza chiarezza, il partito si mette in stand-by politico, perché il tempo e le risorse perse rischiano di essere letali.

A surriscaldare l’aria ci pensano poi i malumori di altri alleati, convinti che dietro le quinte si stiano tenendo “riunioni trasversali” e carbonare all’insaputa del gruppo. Il sospetto? Che si voglia confezionare un candidato sindaco “fantasma”, da tenere nascosto fino all’ultimo secondo utile per poi calarlo dall’alto per ovvia mancanza di tempo. Il Laboratorio è avvisato: tra formule chimiche instabili e sgambetti sotto il tavolo, il rischio di far saltare l’intera struttura prima del 2027 è altissimo.

Del resto, la saggezza popolare a Santa Croce non sbaglia mai, e davanti a questo scenario di accordi segreti, ritorni nostalgici e laboratori confusi, il vecchio proverbio siciliano calza a pennello:

“Ccu fa carte prima d’u iocu, perdi u cuntu e u picciolo macari.”
(Chi fa le carte prima del gioco, perde il conto e anche il denaro).

La partita è appena iniziata, ma c’è già chi rischia di rimanere con le carte truccate in mano.

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