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Punta Secca & Caucana: Benvenuti a ‘Paradiso Marina’, dove il pesce diventa carta e le frane diventano blu

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Punta Secca e Caucana. C’era una volta un borgo marinaro fatto di poesia, barche e tradizioni. Oggi, grazie alle ultime trovate della nostra illuminata amministrazione, siamo ufficialmente diventati un parco giochi della burocrazia creativa. Ecco la quaterna di mezza estate che sta facendo discutere (e ridere per non piangere) l’intera marina.

🎣 1. Il miracolo di Punta Secca: la moltiplicazione dei depliant (e degli uffici)

Per capire come siamo finiti in questo grande equivoco estivo, bisogna seguire la scia dei soldi. C’era una volta un bancone di marmo dove i pescatori vendevano il pesce fresco. In passato gli operatori avevano chiesto una tettoia per ripararsi dal sole africano e la risposta fu: “No, rovina il decoro, compratevi un ombrellone”. Poi l’ombrellone volava via col vento, ma il decoro era salvo.

Com’è avvenuta la magia odierna? Semplice: il Comune ha intercettato un finanziamento della Regione Siciliana per l’incremento dei servizi turistici nelle spiagge libere [Il provvedimento n. 1097 del 14/07/2026, DDG n. 1035-2026]. Per intascare i 20.130 euro, la Giunta ha dovuto fare un gioco di prestigio: ha preso l’area dei pescatori e l’ha trasformata d’ufficio in un Infopoint Turistico con annesso wc autopulente [Il provvedimento n. 1097 del 14/07/2026, DDG n. 1035-2026]. La tettoia si fa, sì, ma il pesce deve sparire per fare spazio ai turisti!

Il capolavoro supremo è che Punta Secca possiede già un InfoPoint turistico istituzionale in Piazza Vigata, super attrezzato per la promozione del territorio insieme al GAL Terra Barocca. Ma la nostra lungimirante amministrazione ha deciso che nel giro di pochissimi metri i turisti hanno un disperato bisogno di un secondo ufficio informazioni, probabilmente per chiedere la strada per raggiungere il primo.

Venerdì 24 luglio, l’opera è stata finalmente inaugurata. Il Sindaco ha subito scritto su Facebook che “c’è chi fa i fatti e c’è chi preferisce polemizzare sul nulla”. Certo! Peccato che l’inaugurazione sia stata gestita come una festa privata in giardino: invitati i passanti e le associazioni, ma nessun invito formale ai consiglieri di opposizione né al Presidente del Consiglio Comunale, che pure rappresenterebbe l’intero paese. Le foto sui social con i sorrisi di rito sono bellissime, ma ai pescatori sfrattati dal bancone di marmo rimangono solo le brochure in mano. Vi conviene imparare l’inglese e fare lo “storytelling” della seppia. Se avete caldo, potete sempre rinfrescarvi le idee leggendo una mappa turistica. O chiudendovi dentro il bagno autopulente.

🏊‍♂️ 2. Il “giallo” dei bagnini fantasma: informazioni tante, sicurezza zero

Ma l’attenzione ossessiva di questa amministrazione per i servizi turistici non finisce qui. È emerso infatti un dettaglio a dir poco paradossale sulla gestione delle nostre spiagge libere: abbiamo ben due Infopoint per spiegare ai turisti dove andare a fare il bagno, ma sulle spiagge mancano i bagnini di salvataggio.

Secondo le segnalazioni che arrivano dal territorio, il servizio di vigilanza e salvamento non è ancora partito o risulta drammaticamente scoperto, lasciando residenti e visitatori sprovvisti della minima tutela in caso di correnti o mareggiate. In pratica, la strategia di sicurezza balneare del Comune è questa: se un bagnante si trova in difficoltà tra le onde, non troverà un bagnino pronto a tuffarsi, ma potrà consolarsi correndo al nuovo Infopoint dello scalo per ricevere un elegantissimo depliant illustrativo su come galleggiare. O, mal che vada, potrà rifugiarsi nel bagno autopulente a meditare. Prima l’accoglienza cartacea, poi la sopravvivenza!

🚪 3. La porta sul nulla, la svendita commerciale e il telefono per Marte

A due passi da lì, la famosa “Porta sul Mare” vicino a casa Montalbano è stata buttata giù dal ciclone Harry. Ricostruita? Macché. Pare che lì accanto stiano aprendo nuove realtà commerciali e, come si legge ironicamente sui social, “è cambiata la tipologia di porta d’ingresso”… nel senso che la storica cornice azzurra è stata sacrificata per non intralciare i nuovi interessi privati del borgo. La poesia dell’orizzonte non fa fare cassa, l’occupazione commerciale degli spazi sì.

Che beffa per la storia. Pensare che agli inizi del Novecento la casa del Commissario Montalbano era solo un magazzino per il pesce, e nella famosa veranda venivano salate ed essiccate le sarde. Questo lembo di terra era amato da Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino, ma soprattutto da Elvira Sellerio. Proprio qui la fondatrice della casa editrice ebbe l’illuminazione di trasformare in film i romanzi di Andrea Camilleri. Se lo scrittore fosse vivo, probabilmente ci sputerebbe in faccia vedendo come stiamo svendendo ogni singolo centimetro di spiaggia, impedendo persino il passaggio dietro la torre. In compenso, in piazza Belvedere il vecchio telefono pubblico distrutto dal vento è stato sostituito con il “NUOVO LOOK TELEPHONE”, un’installazione dal design così avveniristico e inquietante che sui social la gente si chiede: “Ma quel ☎️ è collegato direttamente con il Generale Vannacci?”. Niente più foto romantiche nell’infinito, quest’anno il selfie di tendenza si fa davanti a una cabina spaziale.

🗺4. La frana quantistica di Caucana: paghi oggi, affondi domani

Sul Lungomare delle Anticaglie andiamo oltre le leggi della fisica: a sinistra la strada frana in mare portandosi via i preziosi reperti archeologici di Kaukana, a destra – sullo stesso identico asfalto – la terra diventa magicamente sicura se ci disegni sopra le strisce blu! Per riparare il costone non c’è un euro e si mettono le transenne, ma per attivare i parchimetri (dalle 9:00 a mezzanotte, a 1 euro all’ora) non si è perso un secondo.

Il Comune vieta il transito per sicurezza ma incassa la sosta: puoi affondare, basta che paghi il biglietto. Il colpo di genio finale? Il cartello recita “Accesso riservato solo a residenti e frontisti”. In pratica, hanno inventato il parcheggio a pagamento obbligatorio riservato esclusivamente a chi ha già il garage a casa. Pagare la tassa di sosta per guardare la propria casa scivolare in spiaggia: se non è amore questo!

🎭 Il Gran Finale: Ridere per non affondare

Insomma, cari cittadini e turisti, il piano di rilancio della nostra marina è chiaro: se sei un pescatore ti diamo una mappa, se cerchi un bagnino ti diamo un ufficio informazioni vuoto, se vuoi la poesia ti diamo uno spazio privato, e se la strada frana ti facciamo pagare il parcheggio. Una gestione della cosa pubblica così surreale che persino i reperti archeologici di Kaukana stanno scivolando in mare pur di non vedere i parchimetri.

D’altronde, davanti a questo spettacolo di burocrazia creativa, gli antichi saggi della nostra terra avevano già capito tutto secoli fa. A futura memoria di questa amministrazione, la cornice perfetta per descrivere questo teatrino è un vecchio e potente proverbio siciliano:

“I rasti si sciarriano e i quartari si rumpuno!”
(I vasi d’argilla litigano tra loro e i piatti di terracotta si rompono)

Mentre la politica si scontra sui finanziamenti regionali, si vanta dei “fatti” su Facebook, apre doppioni di uffici turistici e inventa strisce blu creative dimenticandosi della sicurezza in mare, a rompersi – e a pagare il conto – sono sempre i soliti: i pescatori sfrattati, i bagnanti abbandonati, i residenti tartassati e i cittadini traditi. Buona estate a tutti, e ricordatevi le monete per il parchimetro… prima che il mare si porti via pure quelle!

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