Il servizio di igiene ambientale a Santa Croce Camerina rischia di piombare in una corsa contro il tempo dai contorni amministrativi incerti. A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali di opposizione Piero Mandarà e Gaetano Riva, esponenti del gruppo “Insieme per Santa Croce”, che hanno depositato un’articolata Interrogazione consiliare indirizzata al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente. Al centro della contestazione vi sono i gravi ritardi procedurali e una serie di anomalie tecniche e contabili emerse dall’analisi degli ultimi atti adottati dal 3° Dipartimento (Assetto del Territorio).
La vicenda ruota attorno alla gestione del nuovo bando di gara europeo per l’affidamento del servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti, un appalto pluriennale da diversi milioni di euro. L’attuale servizio, gestito in regime di proroga tecnica, scadrà improrogabilmente il prossimo 31 agosto 2026. Tuttavia, secondo quanto denunciato dai consiglieri d’opposizione carte alla mano, l’iter per il nuovo affidamento si trova ancora in una fase preliminare.
«Con la determina n. 1013 dello scorso 3 luglio – spiegano Mandarà e Riva – l’Amministrazione ha affidato a una ditta esterna l’incarico per la redazione del Piano Economico Finanziario di Affidamento (PEFA). Si tratta di un documento obbligatorio per legge, che la SRR ATO 7 Ragusa aveva già richiesto per integrare il Piano d’intervento inviato dal Comune ad aprile. Il paradosso è temporale: l’ufficio tecnico ha attivato questa consulenza a soli 58 giorni dalla scadenza definitiva del servizio. Un margine che appare oggettivamente difficilmente compatibile con i tempi tecnici ordinari per redigere il piano, approvarlo in Consiglio Comunale, ottenere il visto della SRR e celebrare una complessa gara d’appalto europea senza subire interruzioni».
L’interrogazione del gruppo “Insieme per Santa Croce” solleva inoltre pesanti interrogativi sulla legittimità formale e sulla trasparenza contabile degli atti pubblicati all’Albo Pretorio. Tra i rilievi mossi dai consiglieri figurano refusi normativi significativi – come il richiamo a norme del Codice degli Appalti estranee agli affidamenti diretti o l’indicazione di provvedimenti sindacali con date future (dicembre 2026) – ma soprattutto una singolare manovra di bilancio.
«Abbiamo rilevato che i 3.660 euro necessari a pagare la progettazione del piano rifiuti sono stati impegnati sul capitolo destinato alla “Manutenzione del patrimonio comunale” anziché sui capitoli specifici del settore ambiente e della TARI – incalzano Piero Mandarà e Gaetano Riva –. Vogliamo sapere se questa imputazione sia stata preventivamente validata dal Servizio Finanziario dell’Ente e sulla base di quale principio contabile. Non vorremmo che la fretta di rincorrere i ritardi stia spingendo gli uffici a compiere acrobazie contabili che rischiano di esporre il Comune a rilievi dei Revisori dei Conti».
Mandarà e Riva hanno formalmente richiesto che l’Amministrazione fornisca una risposta scritta dettagliata prima della conferenza dei capigruppo e della seduta consiliare, allegando un cronoprogramma tassativo con le date di approvazione del piano, trasmissione alla SRR e pubblicazione della gara. «I cittadini di Santa Croce pagano una TARI importante e hanno diritto a una programmazione trasparente, a garanzia della massima efficienza e della continuità di un servizio pubblico così essenziale» concludono i consiglieri.