
Cose notoriamente difficili da trovare nel mondo contemporaneo: un’oasi nel deserto, un ago in un pagliaio, la propria taglia esatta durante i saldi di fine stagione, un parcheggio a Punta Secca in un qualsiasi giorno della settimana. Ma soprattutto: esponenti della maggioranza che capiscano l’ironia.
Se vi fate un giro per Santa Croce Camerina, ma soprattutto a Punta Secca – sede ufficiale di questa amministrazione, ovvero il loro quartier generale e la vera centrale operativa – l’atmosfera è splendida. Si festeggia, si brinda, si canta. Viviamo in una sorta di perenne festival tutto l’anno. Il Sindaco trova sempre il tempo di promuovere con contagioso entusiasmo video istituzionali e brindisi per Calici di Stelle. Ed è fantastico, per carità. Il problema è che una comunità non vive di soli brindisi. Nella scala delle priorità civiche, di norma, prima si garantiscono i servizi essenziali e si asfaltano le strade, poi si stappa il vino. Qui invece, se questa è la nuova bravura di amministrare, siamo tutti felici: le strade interne restano un colabrodo, ma lo facciamo con il sorriso e un calice in mano.
Fantascienza a Palazzo: il centro storico “rigenerato”
C’era una volta, nel lontano 2022, un programma elettorale chiamato “CambiaVerso”. Leggerlo oggi è come sfogliare un catalogo di fantascienza pura: si prometteva di trasformare il centro storico di Santa Croce Camerina in un “laboratorio di rigenerazione urbana” e in un “polo culturale” vibrante, sognando teatri comunali e facciate ristrutturate grazie a piogge di contributi a fondo perduto. Peccato che, a quattro anni dall’annuncio, l’unico “verso” che è cambiato sia quello dei santacrocesi: che invece di convergere verso il centro, scappano a gambe levate verso Marina di Ragusa o altrove pur di farsi una passeggiata dignitosa e trovare un locale accogliente.
Prendiamo Piazza Vittorio Emanuele: una volta era il salotto buono della città, oggi è un luogo dove i santacrocesi si sentono paradossalmente stranieri in patria. Eppure, parliamoci chiaro, una seria riqualificazione del Centro Storico e il recupero del Patrimonio Architettonico erano esattamente ciò che serviva al nostro nucleo urbano per rinascere. Invece, ben vengano le presenze etniche in una comunità aperta, ma qui è saltato completamente l’obiettivo fondamentale della convivenza. Il progetto della reale integrazione sociale e culturale è fallito in modo evidente. La piazza è diventata quasi esclusivamente una zona di bivacco perenne e di concentrazione che scoraggia il passeggio delle famiglie locali e ha desertificato le attività commerciali tradizionali, complice anche l’apertura di un negozio H24 con distributori automatici che funge da catalizzatore e punto di ritrovo fisso. Ci vogliono dire il Sindaco e la sua giunta cosa hanno fatto concretamente per questa tematica, oltre a ignorare il loro stesso programma?
La sicurezza e la gestione del territorio secondo Palazzo di Città
Mentre l’Amministrazione si concentra sulla sua arma letale di distrazione di massa – gli eventi culturali e musicali, peraltro ben riusciti ma rigorosamente confinati a Punta Secca – la realtà del territorio bussa alla porta e non ha il biglietto d’ingresso. Il Sindaco ripeteva come un mantra che Santa Croce è un paese sicuro e tranquillo, dove la delinquenza è in diminuzione. Poi però la cronaca vera, quella delle inchieste giornalistiche profonde, racconta tutta un’altra storia.
Mentre noi balliamo, le rotte internazionali si spostano dal mare di Casuzze verso le nostre campagne. I dati giornalistici parlano chiaro: si descrive una preoccupante logistica criminale, reti transnazionali, summit tra clan e un asse che rischia di trasformare i nostri magazzini e le nostre serre in punti di occultamento. Altro che oasi di pace: siamo al centro di una geografia ben più complessa che mette in allarme il sistema sicurezza. E il Comune dove sta? Cosa fa sul fronte del controllo del territorio e della gestione reale dell’integrazione e della sicurezza? Fallimento totale su tutta la linea, comprese le zero iniziative a favore del comparto agricolo che, alla pari del turismo, rappresenta l’asse portante dell’economia locale. Se l’economia gira, è solo per l’eroico spirito di iniziativa dei nostri operatori commerciali.
Il malcontento delle borgate: Casuzze, Caucana e la “scomparsa” Punta Braccetto
Se a Punta Secca si brinda, a Casuzze e Caucana la pensano diversamente. Lì i cittadini hanno capito l’andazzo: per l’Amministrazione contano solo i riflettori della borgata del Commissario Montalbano. Per non parlare poi di Punta Braccetto, borgata divisa a metà con il comune di Ragusa, che sembra essere stata del tutto cancellata dal vocabolario e dalla mappa geografica dell’amministrazione.
Nelle frazioni balneari l’unica “festa” rimasta è quella delle tasse, da pagare rigorosamente puntuali, per poi ricevere in cambio eventi speciali del calibro di: strade scassate, buche profonde e una vegetazione selvaggia stile “Jungle” sui marciapiedi. Abbiamo spiagge bellissime che meriterebbero ben altra valorizzazione, ma purtroppo non rientrano nel perimetro del “Brindisi di Città”.
Ad onor del vero, a Casuzze qualcosa si è mosso: l’Amministrazione è riuscita ad animare la borgata delegando tutto alle serate danzanti degli inarrestabili anziani del “Centro Diurno Terza Primavera”! Un plauso va interamente a loro che, con il loro liscio, hanno creato l’unico briciolo di movimento in una frazione altrimenti dimenticata da Dio e dalla giunta. Per il resto, il deserto.
Verso il 2027: Fratelli di “CambiaVerso” e la democrazia del silenzio
In tutto questo, lo scenario politico in vista delle elezioni amministrative del 2027 offre uno spettacolo esilarante. D’altronde, a Santa Croce, dire “CambiaVerso” o dire “Fratelli d’Italia” è esattamente la stessa identica cosa. Sono tutti schierati lì, a partire dal primo cittadino. E il loro pensiero unico è chiarissimo, sembra quasi di sentire la celebre canzone di Toto Cutugno rivisitata per l’occasione: “Lasciatemi cantare… solo noi!”.
A Palazzo di Città sognano una gestione comoda, liscia, idealmente senza alcuna opposizione, convinti che così si possa governare molto meglio. È questa l’idea di democrazia che si respira a Santa Croce. I consiglieri di minoranza sono stati duramente attaccati sui canali ufficiali della maggioranza solo perché hanno osato esercitare il proprio ruolo ispettivo, chiedendo con una legittima nota: “Che fine ha fatto il Piano Regolatore Generale?”. Apriti cielo! Con una nota di rara comicità, la maggioranza ha rimproverato l’opposizione di “essersi svegliata dopo due anni”. Detto da loro, che da quattro anni si trovano in uno stato di coma vegetativo politico, fa sobbalzare sulla sedia. Una sorta di stand-by perenne con il telecomando centralizzato direttamente a Palazzo di Città.
In aula consiliare i consiglieri di maggioranza fanno la presenza, abbassano la testa e la chinano costantemente verso il basso, pronti a pronunciare il fatidico, automatico “Sì” a comando. Appena il Sindaco chiama, scatta la “chiamata alle armi”. Sembra di rivedere la vecchia cartolina del servizio militare: tutti sull’attenti, un.. due.. un.. due.. e ogni condivisione social diventa un perfetto passo di marcia allineato. D’altronde, a vederli così ubbidienti e silenziosi viene in mente quel vecchio saggio detto nostrano: “Testa fissa, pani e sarachi” (Testa bassa, pane e sarde). Niente idee, niente dibattito, solo totale sottomissione. Signorsì, Signor Sindaco!
Il Laboratorio Politico e la ricerca del “gatto” in grado di catturare i topi
Dall’altra parte dello schieramento troviamo il cosiddetto Laboratorio Politico. Loro, attualmente, si sono concessi delle lunghe “ferie ecologiche” per ridurre l’inquinamento acustico: solo sole, mare e famiglia. Fanno finta di muoversi, ma in realtà stanno ballando un lento estenuante. Hanno una paura matta di camminare da soli, gattonano nella speranza che qualcuno da Palermo o Ragusa gli dia la manina. L’unica strategia politica che conoscono è lanciare il sasso dal cespuglio e sperare che qualche passante lo raccolga.
Se questa area vuole davvero avere una chance di battere l’attuale amministrazione nel 2027, che ha già schierato il proprio candidato uscente, dovrà per forza trovare una figura alternativa di reale spessore, di fama riconosciuta e soprattutto credibile. Ed è qui che si deve applicare la celebre “Teoria del gatto” del leader cinese Deng Xiaoping: “Non importa che il gatto sia bianco o nero, l’importante è che catturi i topi”. Tradotto in chiave locale: per l’alternativa a Dimartino non importerà la provenienza ideologica o il colore della tessera del candidato, ma conterà solo che sia una figura autorevole, capace di stanare l’immobilismo di Palazzo di Città e di risolvere i problemi concreti del paese. Altrimenti, l’attuale amministrazione continuerà a fare le fusa davanti alle telecamere dei video promozionali, mentre i problemi dei cittadini resteranno al palo.
Il brindisi finale
Cari amministratori, continuate pure a ballare e a brindare a favore di smartphone. Ma ricordatevi che la realtà dei fatti ha la memoria lunga, e i nodi – prima o poi – tornano sempre al pettine.
Per concludere questa radiografia del nostro amato paese, non resta che affidarsi alla saggezza dei nostri vecchi, che racchiude perfettamente lo stato attuale di Santa Croce Camerina:
“Arrivaru i bizzoli e cacciaru i cardiddi” (Sono arrivati i passeri e hanno cacciato i cardellini). Avete promesso il cambiamento del mondo, ma avete solo restaurato la restaurazione, cambiando la città… sì, ma decisamente in peggio.