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“Santa Croce Qualunquemente”: dal trionfo pop dell’estate 2026 al grande teatro delle promesse 2027

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Cala il sipario sull’estate 2026, un’infuocata stagione ricca di eventi sulla fascia costiera di Santa Croce Camerina. Quest’anno Punta Secca è stata il polo attrattivo assoluto, con un cartellone che ha polverizzato qualsiasi record precedente di serate e, soprattutto, di spese. Mai visti così tanti soldi investiti in musica e spettacoli nella storia del paese: siamo andati in totale vicinissimi al tetto stratosferico dei 100 mila euro che, per le casse di un comune come il nostro, equivalgono a una fortuna infinita.

Insieme al record di presenze, abbiamo registrato un primato imbattibile: quello del Sindaco. Non si è perso un solo evento. Ha timbrato il cartellino della presenza su ogni singolo spettacolo e serata, sia che l’organizzazione fosse comunale sia che dietro ci fossero le associazioni locali. Ormai siamo davanti a uno stakanovista del selfie istituzionale: nella stessa giornata, e persino nella stessa ora, è capace di palesarsi in tre località diverse. Non si è ancora capito se si sposti alla velocità della luce o se possieda il dono dell’ubiquità. Gli assessori provano disperatamente a inseguirlo, ma corrergli dietro è un’impresa disperata. D’altronde, il primo cittadino non lascia spazio a nessuno: vuole esserci solo e soltanto lui, costringendo la sua stessa giunta a sperare in un piccolo imprevisto o in un calo di zuccheri pur di riuscire a sostituirlo per un saluto sul palco.

Ma adesso che l’estate è alle spalle, “si spengono le luci e tacciono le voci”. I riflettori della cronaca locale si spostano ufficialmente sulla nuova attesissima stagione televisiva: la serie “Santa Croce Qualunquemente”. È l’inizio del magico periodo che precede il super-anno elettorale della primavera 2027, quando in un colpo solo voteremo per le amministrative, le regionali e le nazionali. Un vero e proprio allineamento dei pianeti che dà il via al cosiddetto “mercato delle vacche”, inaugurato dalla stagione d’oro degli annunci di sgravi fiscali (come abbiamo già visto nei recenti dibattiti sul Bollo auto) e delle promesse miracolose. La luce si faceva più dolce, i tavoli dei comizi si allungano e i politici tornano ad abbracciare le famiglie.

La parata dei miracoli (per tutti i gusti e tutti gli schieramenti)

Sia chiaro un punto fermo: il manuale del perfetto venditore di illusioni non ha colori politici. Quando si apriranno ufficialmente le danze, assisteremo a una gara di solidarietà e di bontà che coinvolgerà l’intero arco costituzionale locale. Nessuno escluso. Che siano gli amministratori uscenti intenzionati a difendere la poltrona, o gli sfidanti dell’opposizione pronti a dare battaglia, la musica sarà la stessa per tutti. Tutti i futuri candidati sindaci, i papabili assessori e l’esercito di aspiranti consiglieri comunali che busseranno alle vostre porte si trasformeranno improvvisamente in Babbo Natale. Preparatevi, perché nei prossimi mesi la narrazione elettorale collettiva supererà la fantascienza. Sentiremo parlare di Spazi Gioco così tecnologici che i bambini camarinensi fluttueranno a gravità zero. Il Progetto EXIT verrà venduto da destra a sinistra non come un piano sociale per l’autismo, ma come la porta stellare per la ricchezza eterna. Il Progetto P.I.P.P.I. diventerà la cura universale a ogni male, e il nuovo Asilo Nido di via Iozzia sarà descritto da ogni schieramento come il fulcro di una nuova era dell’oro.

Chi è in carica vi canterà le lodi delle docce solari in spiaggia (a pagamento), dei golf cart elettrici di Punta Braccetto, dei verbali scritti dall’Intelligenza Artificiale e dei droni notturni anti-fumarole, rivendicandoli come visioni epocali. Chi vuole prendere il loro posto vi giurerà che quelle stesse opere, se gestite da loro, vi porteranno direttamente nello spazio profondo a costo zero. Il copione della promessa trasversale è sempre lo stesso, recitato con la lacrimuccia agli occhi davanti a un caffè pagato al bar da candidati sindaci, assessori e consiglieri di ogni fazione: «Votateci, e arriverà il posto di lavoro per vostro figlio, l’opportunità della vita per il nipote e la svolta per tutta la famiglia!».

Tifosi della politica, sveglia!

A questo punto scatta la domanda satirica obbligatoria: ma questi mattoni e questi annunci altisonanti, da qualunque parte politica arrivino, creeranno davvero un futuro stabile o serviranno solo a raccogliere voti? La storia locale ci insegna che tra il dire e il fare c’è di mezzo il seggio, e un minuto dopo il voto c’è spesso il vuoto. Per questo bisogna fare una scelta rivoluzionaria: aprire gli occhi. Il messaggio è dedicato soprattutto ai fan sfrenati. Ai tifosi della politica da tastiera che difendono il proprio leader o il proprio candidato consigliere come ultras in curva. Sveglia! La politica non è il campionato di calcio. Se la vostra squadra perde la domenica, vi tenete il malumore e finisce lì. Ma se la politica vi illude con promesse irrealizzabili – da qualsiasi lista esse provengano – a perdere non è una coppa: è il vostro futuro, il lavoro dignitoso e la stabilità delle vostre famiglie.

Non affidate il vostro destino alle promesse da marinaio scritte sui volantini patinati o pronunciate davanti a un palco elettorale. Il bisogno di lavorare non può essere trasformato in dipendenza psicologica o in un’attesa infinita in sala d’aspetto, sperando nel politico di turno. La buona politica crea le condizioni per farvi camminare sulle vostre gambe; quella cattiva, da qualunque lato della barricata si trovi, vi tiene al guinzaglio invisibile di una speranza che scade cinque minuti dopo la chiusura delle urne.

Meno burattini, più cittadini liberi

Cari giovani di Santa Croce Camerina, il consiglio per i prossimi mesi è semplicissimo: non diventate mai il pubblico pagante dello spettacolo di qualcun altro. Non trasformatevi nelle pedine intercambiabili di abili burattinai – che siano aspiranti sindaci, assessori o consiglieri – che si ricordano del vostro nome, dei vostri bisogni e delle vostre lauree solo quando c’è da riempire il pallottoliere delle preferenze. Pretendete trasparenza da tutti. Chiedete ad alta voce opportunità vere, formazione professionale reale, infrastrutture che funzionino e lavoro dignitoso. Chiedete queste cose alla luce del sole, rifiutando le promesse sottobanco scambiate nei bar all’ora dell’aperitivo o nelle segreterie politiche improvvisate.

Di burattini in giro ce ne sono già fin troppi e i palcoscenici della politica nostrana sono decisamente saturi. A Santa Croce servono cittadini liberi, consapevoli e capaci di pensare con la propria testa. Quando la primavera del 2027 arriverà e la grandine di promesse comincerà a cadere fitta da ogni schieramento, fatevi un favore: aprite l’ombrello della dignità. Il futuro è vostro, non di chi sta cercando di vendervelo a rate per un pugno di voti. Dopotutto, i nostri vecchi lo sapevano bene: «Prometti pani e vivi a speranza, campa cavaddu ca l’erba crisci». Non restiamo a guardare passivamente l’erba che non cresce: impariamo a pretendere la concretezza da chiunque si candidi a governarci.

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