
EDITORIALE – Leggere continui commenti negativi sulla Sicilia ferisce chi questa terra la vive, ci investe e lavora ogni giorno per elevarne gli standard. Ma di fronte all’ennesima emergenza legata ai capricci dell’Etna, che tra voli bloccati e cenere sulle coste rischia di compromettere l’immagine dell’isola, la risposta non può essere la semplice difesa d’ufficio. Serve un colpo d’ala. Serve la capacità di guardare oltre la crisi, trasformando un problema strutturale in un’opportunità di marketing territoriale e di credibilità istituzionale senza precedenti.
A tracciare questa rotta visionaria, ma concretamente realizzabile, è Marcello Strada, noto imprenditore e CEO fondatore di Hibiscus Medica, il moderno centro medico polispecialistico inaugurato nel marzo del 2026 a Comiso, in via Giorgio Almirante 19. Una realtà che, sotto la guida del Direttore Sanitario Dott. Calogero Termini, ha fatto dell’accessibilità, del benessere del paziente e dell’eccellenza dei servizi la propria missione. Ed è proprio da questa attitudine all’eccellenza e alla cura del “cliente/cittadino” che nasce la proposta che Strada rivolge direttamente ai vertici della Regione Sicilia, e in particolare al Governatore Renato Schifani.
La lezione di Ennio Doris: la responsabilità che crea fiducia
“È del tutto inutile continuare a rincorrere chi approfitta delle difficoltà temporanee per screditare la nostra terra”, spiega Marcello Strada. “La risposta più forte che la Sicilia può dare non è difendersi. È sorprendere il mondo”.
Per spiegare la sua visione, l’imprenditore comisano attinge a un celebre precedente della storia economico-finanziaria italiana: il caso di Ennio Doris e Silvio Berlusconi ai tempi del crollo di Lehman Brothers. In quel momento di panico globale, decisero di intervenire direttamente con risorse proprie per tutelare i clienti coinvolti, assumendosi un impegno economico enorme. Quel gesto rimase scolpito nella memoria collettiva perché non fu una semplice operazione contabile, ma una dimostrazione concreta di responsabilità, serietà e assoluta credibilità.
Se quel modello ha funzionato per un colosso finanziario, perché non potrebbe funzionare per il “brand” Sicilia?
La proposta a Schifani: un piano mirato per i disagi reali
L’appello che Marcello Strada lancia al Presidente Schifani è preciso e rivoluzionario nella sua semplicità: immaginare un’operazione straordinaria destinata a tutti quei turisti le cui vacanze, in queste ore, sono state realmente compromesse dai disagi legati al vulcano e alla logistica dei trasporti.
L’idea non è quella di attivare un freddo e burocratico sistema di rimborsi, né un’erogazione a pioggia. Strada ci tiene a precisare la natura pragmatica e chirurgica del suo ragionamento:
“Sicuramente i numeri possono essere discussi e verificati meglio, ma il senso del mio ragionamento è un altro. Non mi riferivo genericamente a tutti coloro che hanno deciso di trascorrere agosto in Sicilia, ma alle persone che hanno subito concretamente un disagio a causa delle cancellazioni e delle variazioni dei voli. Chi, ad esempio, è riuscito ad arrivare utilizzando un altro scalo potrebbe ricevere semplicemente il rimborso del transfer sostenuto. Per i circa 700 voli cancellati, una parte dei passeggeri sarebbe probabilmente stata ospite di parenti o amici: in quel caso l’intervento potrebbe limitarsi al costo del nuovo volo, qualora non vi abbia già provveduto la compagnia aerea. L’altra parte, invece, avrebbe soggiornato in hotel, B&B o altre strutture turistiche: è soprattutto a queste persone che pensavo quando parlavo di un gesto concreto da parte della Sicilia.”
L’obiettivo finale è invitarli ufficialmente a tornare, offrendo loro una nuova vacanza o un ristoro mirato. “Sarebbe un messaggio di una potenza devastante al mondo intero: ‘La Sicilia non abbandona chi l’ha scelta’“, sottolinea il CEO di Hibiscus Medica.
Non contano i calcoli, conta il segnale
La forza dell’appello non sta nell’algebra dei costi, ma nella visione politica complessiva. Strada apre al dibattito e a soluzioni alternative, purché si agisca:
“Al di là dei calcoli, non è la mia proposta specifica che conta. Il punto è il segnale: trasformare un problema che ha danneggiato l’immagine della Sicilia in un’occasione per dimostrare attenzione, serietà e capacità di reagire. Non conta tanto quanto si spende. Conta il messaggio che la Sicilia decide di mandare al mondo.”
Nessuno spot televisivo o cartellone negli aeroporti esteri potrebbe mai comprare la reputazione di una terra che si fa carico del benessere dei propri ospiti anche di fronte a una calamità naturale. Le istituzioni siciliane trasmetterebbero un’immagine di serietà e autorevolezza che rimarrebbe impressa nei mercati turistici mondiali per i prossimi decenni.
Il messaggio di Marcello Strada alla politica regionale è chiaro, lucido e privo di retorica: a volte non bisogna perdere tempo a rincorrere chi parla male della Sicilia. Bisogna fare qualcosa di così grande, etico e dirompente da costringere il mondo intero a parlarne bene. La palla, adesso, passa a Palazzo d’Orléans.