
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota del Laboratorio Politico Camarinense, che interviene sulla situazione della rotatoria lungo la Santa Croce–Punta Secca, sollevando criticità legate alla durata dei lavori, alla sicurezza del cantiere e ai numerosi incidenti verificatisi nell’area.
A seguire la nota:
Rotatoria sulla Santa Croce – Punta Secca: un cantiere infinito, una scia di incidenti.
Signor Sindaco continuiamo cosí?
Da mesi la rotatoria sulla Santa Croce-Punta Secca è ostaggio di lavori che sembrano non finire mai. Transenne, deviazioni, segnaletica confusa o assente, illuminazione scarsa e, soprattutto sabbia e detriti lasciati sulla carreggiata. Di giorno è caos, di notte è una trappola. Automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni sono costretti ogni giorno a districarsi tra pericoli che non dovrebbero esistere.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: numerosi incidenti, alcuni anche gravi. Non sono numeri, non sono statistiche. Sono persone, famiglie, danni, paure. Ogni sinistro poteva e doveva essere evitato.
Troppo comodo scaricare tutto sulla sfortuna, sulla distrazione o sul caso. Un cantiere che va avanti per mesi senza un’adeguata messa in sicurezza non è una fatalità: è una negligenza. E delle negligenze qualcuno deve rispondere.
Le responsabilità vanno accertate, ma i ruoli sono chiari. Il Comune, in quanto ente proprietario e custode della strada, ha l’obbligo di garantire condizioni di sicurezza e un’adeguata segnalazione preventiva. L’impresa esecutrice dei lavori ha il dovere di installare e mantenere la segnaletica di cantiere, di giorno e di notte, e di tenere pulita e sicura la carreggiata. Se questi obblighi vengono meno, non si può parlare di “incidente inevitabile”. Si parla di responsabilità civile e, in alcuni casi, penale.
E non basta dire “i lavori sono in corso”. Un cantiere non è una zona franca. Chi amministra e chi esegue i lavori non può lavarsene le mani mentre i cittadini rischiano la pelle ogni giorno.
Servono risposte immediate:
· messa in sicurezza immediata dell’intera rotatoria;
· segnaletica chiara, visibile e illuminata anche di notte;
· pulizia costante del manto stradale da ghiaia e detriti;
· controlli seri e sanzioni per chi non rispetta gli obblighi;
· un cronoprogramma certo per la fine dei lavori;
· chiarezza sulle responsabilità e sui risarcimenti.
Non vogliamo aspettare l’ennesimo incidente, magari quello irreparabile. Vogliamo strade sicure, adesso. Perché la sicurezza non è un optional, è un diritto.
Laboratorio Politico Camarinense