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Il “Triangolo delle Bermude” di Santa Croce Camerina, fantasmi notturni e pillole miracolose

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C’era una volta un incrocio tranquillo, un po’ sonnolento, di quelli che a passarci a febbraio ti conciliavano la quiete dell’anima. Parliamo dello snodo della Madonnina, lungo la mitica ex SP 35, la via crucis d’asfalto che collega Santa Croce Camerina a Punta Secca. Un luogo dove l’unica vera preoccupazione dell’automobilista era evitare che un moscerino si schiantasse sul parabrezza. Un posto d’altri tempi dove, per ben ottant’anni, non si era mai visto un incidente. Poi, la svolta: sono arrivati gli “specialisti”.

Essendo il nostro primo cittadino un architetto di professione, la progettazione e la condivisione dell’opera devono avergli fatto brillare gli occhi. Peccato che, per i comuni mortali al volante, il risultato si stia rivelando una gincana d’altri tempi, una gara all’aperto a ostacoli che farebbe invidia ai progettisti di Giochi senza Frontiere. Oggi la stragrande maggioranza della popolazione è fermamente convinta di una cosa: quella rotatoria è l’apoteosi del caos. Per dovere di cronaca e per amor di correttezza, va detto che il cantiere è ancora aperto e i lavori devono ancora terminare; tuttavia, il bilancio del suo debutto parla già chiaro, con ben tre incidenti registrati in soli tre giorni.

Chiunque abbia disegnato la geometria di questa rotonda sembra aver ignorato qualsiasi nozione di linearità e curvatura. Se sali da Punta Secca, la strada ti invita gentilmente a proseguire dritto, ignorando del tutto l’ostacolo e offrendoti il brivido di un potenziale frontale con chi scende da Santa Croce. Il cordolo centrale è così basso da risultare invisibile, specialmente in caso di maltempo. Come se non bastasse, per dare un tocco di internazionalità al cantiere, chi viene da Caucana si ritrova il cartello di obbligo di dare precedenza posizionato sul lato sinistro della carreggiata. Una finezza da guida all’inglese che lascia l’automobilista del tutto disorientato, a domandarsi a quale corsia o universo parallelo quel segnale si riferisca.

Nel dubbio, l’automobilista che si avvicina all’intersezione non accende la freccia, ma fa partire l’autoradio a tutto volume con lo storico brano milanese, sperando in una miracolosa intercessione:

Testo originale milanese   Traduzione in italiano
O mia bela Madunina
che te brilet de luntan,
tuta dora e piscinina
ti te dominet Santacruci.
Sota ti se viv la vita,
se sta mai cuj man in man…
O mia bella Madonnina
che brilli da lontano,
tutta d’oro e piccolina
tu domini Santa Croce.
Sotto di te si vive la vita,
non si sta mai con le mani in mano…

Una preghiera in musica quantomai necessaria, visto che l’amministrazione ha cercato di tamponare la situazione piazzando delle strisce in plastica colorata che di notte diventano del tutto invisibili. Più che un’opera pubblica in corso d’opera, sembra un test di sopravvivenza stradale in cui una minima distrazione basta a distruggere l’auto. Altro che lacrime di coccodrillo; qui gli avvocati della zona stanno già scaldando i motori per chiedere robusti risarcimenti per i danni subiti dai malcapitati.

Nel frattempo, la vera statua della Madonnina osserva la scena da una posizione del tutto disagevole. Invece di essere valorizzata al centro della rotatoria, come logica avrebbe voluto, è stata lasciata in disparte. Forse si è preferito evitare di metterla nel mezzo: con quel tasso di collisioni prima ancora della fine dei lavori, i fari delle auto fuori controllo avrebbero rischiato di abbagliarla tutte le notti.

A questo quadro si aggiunge il grande mistero che attanaglia i motociclisti nel tratto stradale tra la rotonda e il bivio per Punta Braccetto, specificamente nel senso di marcia verso Santa Croce. La ditta che ha fatto gli scavi ha asfaltato definitivamente o ha solo steso un velo pietoso di fondo, tanto per rendere la guida su due ruote una follia quotidiana? Nell’attesa che il cantiere venga finalmente chiuso (e che si intervenga sul serio prima che ci scappi il morto), cari automobilisti, l’unica soluzione è affidarsi alla musica: alzate il volume della radio, stringete il volante e sperate che la Madonnina vi guardi da quassù.

Il Fantasma delle Vasche e le grandi manovre del Carnevale Elettorale

A pochissima distanza dalla nostra ormai celebre rotatoria in corso d’opera, la notte santacrocese ha deciso di regalare ai suoi cittadini un altro brivido, quasi a voler distrarre gli automobilisti dai cordoli invisibili. Intorno alle 23 di martedì scorso, nella zona delle Vasche, una misteriosa figura mascherata è stata avvistata e prontamente filmata mentre si aggirava solitaria nel buio.

Nell’era degli smartphone è bastato un video di pochi secondi, rigorosamente senza contesto, per scatenare il perfetto “giallo” da tastiera. Le immagini hanno prodotto di tutto: dal panico complottista di chi ci ha visto una minaccia criminale, fino alle inevitabili risate di chi ha derubricato la faccenda a semplice goliardata notturna acchiappa-like. In assenza di segnalazioni ufficiali alle forze dell’ordine, l’unica certezza è che lo schermo del telefono ha ingigantito un bizzarro passante trasformandolo nel protagonista di un thriller paesano.

Se l’obiettivo del misterioso figurante era farsi notare sul web, il successo è stato planetario. Ma la domanda che oggi attanaglia la comunità va ben oltre il semplice scherzo: chi si nascondeva dietro quella maschera inglese o carnascialesca?

Le ipotesi più accreditate in paese sono essenzialmente due. La prima è che si sia trattato di un anticipo di test per il prossimo Carnevale di Santa Croce: con la crisi dei tempi moderni, le prove tecniche di trasmissione per i costumi vanno fatte con largo anticipo e favor di tenebre. La seconda ipotesi, decisamente più suggestiva, guarda già alle scadenze politiche della prossima primavera. Che si tratti di qualche politico locale che ha deciso di lanciare la propria candidatura a sindaco in modo alternativo? In fondo, muoversi mascherati nella notte per le vie del paese è un’ottima metafora delle grandi manovre partitiche. E poi, presentarsi agli elettori a volto coperto eviterebbe lo stress di doverci “mettere la faccia” fin da subito.

Le “Pillole” di Filippo: dalle retrovie della classifica alle vette della geopolitica iblea

Se la politica locale cercava una maschera o una guida strategica per curare i propri mali, la terapia è servita a domicilio. Direttamente dal magico mondo dei social network, sbarca infatti la rubrica settimanale più attesa da tutti i palazzi del potere (tranne uno): le “Pillole di Sicurezza” firmate da Filippo Frasca.

Il nostro eroe, reduce da un memorabile exploit nell’ultima tornata elettorale dove ha conquistato un solido quinto e ultimo posto con la bellezza di ben 200 voti totali, ha deciso che il palcoscenico del consiglio comunale era decisamente troppo stretto per il suo genio. Perché limitarsi a Santa Croce quando si può fare da consulente spirituale e strategico a deputati, senatori e sindaci di tutta la provincia? Oggi Filippo distribuisce ricette politiche e terapie d’urto a chiunque, manco fosse il primario della geopolitica iblea.

Resta però un enorme mistero medico-politico: quale miracolosa “pillola” potrebbe prescrivere come terapia al sindaco Peppe Dimartino? Forse una pillola per la memoria, per ricordargli che in questi cinque anni di amministrazione – nonostante Frasca gli sia rimasto vicinissimo – l’influenza del nostro esperto di sicurezza è stata talmente invisibile da far concorrenza al famoso cordolo della rotonda. Un’influenza così sottile e spirituale che i cittadini si stanno ancora chiedendo se abbia mai inciso su una singola delibera. Ma si sa, i grandi consiglieri agiscono nell’ombra, protetti dal fumo delle loro stesse intuizioni.

E a proposito di grandi intuizioni, nelle sue dirette Facebook – intervallate da improvvisi mal di testa da tre giorni che bloccano i palinsesti web – il nostro Filippo ha rispolverato nientemeno che la “Leva di Archimede”. Una proposta di disegno di legge (il DDL MOSIS) nata nel lontano 2012, che secondo lui i politici degli ultimi vent’anni, definiti bonariamente “tutti superficiali”, non hanno saputo comprendere. Un’utopia che diventa realtà, un piano così perfetto per distribuire fondi sulla sicurezza che persino il Senatore Sallemi e l’Onorevole Minardo staranno sicuramente passando notti insonni a studiarlo. Per non parlare del flash geopolitico sull’“Emendamento Assenza” e gli 842.000 euro vincolati per il Libero Consorzio di Ragusa: notizie bomba che giustamente richiedono una diretta streaming immediata, non appena passa l’emicrania.

Il minimo che l’elettorato possa chiedersi oggi, guardando al futuro e alla prossima primavera, è: quale prestigioso ruolo andrà a ricoprire Filippo nella futura giunta di Dimartino in caso di vittoria? Con un curriculum del genere, un quinto posto storico e una farmacia di “pillole” social così assortita, le opzioni sono straordinarie. Potrebbe diventare Assessore alla Sicurezza delle Rotonde Incomplete, oppure ricevere la delega speciale ai Rapporti con i Fantasmi delle Vasche. O più semplicemente, Assessore alle Utopie e alle Dirette Facebook con Mal di Testa Correlato.

Tra rotonde rompicapo che richiedono preghiere milanesi, fantasmi che vagano vicino alle Vasche e dispensatori di pillole virtuali, a Santa Croce Camerina non ci si annoia mai. D’altronde, come dice il saggio…

“U mienzu lupu fa sgarru a lu mienzu cani, e cu’ accatta chiovi s’arritrova fanga.”
(Chi semina confusione o fa le cose a metà, finisce sempre per raccoglierne i frutti).

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