
Santa Croce. Dopo l’intervento del presidente del Consiglio comunale sulla vicenda relativa al progetto “Exit”, il dibattito politico si sposta adesso sulle richieste di trasparenza e di chiarimento rivolte all’Amministrazione comunale.
Sulla questione interviene il Laboratorio Politico Camarinense, che, prendendo le mosse dalla richiesta di accesso agli atti e dai dubbi sollevati in merito all’applicazione dell’articolo 78 del TUEL e agli eventuali obblighi di astensione, chiede al sindaco di fare piena chiarezza sulla vicenda.
Il gruppo politico sollecita, in particolare, la pubblicazione degli atti e dei verbali relativi al progetto, chiarimenti sui ruoli e sui rapporti tra i diversi soggetti coinvolti e una verifica di eventuali situazioni di conflitto di interesse.
Di seguito, integralmente, la nota del Laboratorio Politico Camarinense:
«Il Presidente del Consiglio Comunale ha depositato una richiesta di accesso agli atti e ha posto una questione tecnica precisa: l’art. 78 del TUEL e i doveri di astensione in caso di conflitto di interesse. Non è una polemica politica: è legittimità degli atti. Se un atto viene votato in violazione delle norme sull’astensione, rischia il vizio di nullità e l’Ente può subire danni procedurali gravi.
Ora però serve un passo in più. Il Sindaco non può restare in silenzio.
Chiediamo pubblicamente:
- Pubblicazione integrale degli atti e dei verbali relativi al Progetto “Exit”;
- Chiarezza su ruoli, incarichi,competenze, partner e rapporti tra Amministrazione, associazioni e soggetti coinvolti;
- Verifica immediata di eventuali situazioni di conflitto di interesse, anche solo potenziale;
- Se il conflitto dovesse essere accertato, condanna netta del conflitto di interesse e assunzione di tutte le conseguenze amministrative e politiche.
La trasparenza non è un optional. Il conflitto di interesse va condannato senza ambiguità, perché mina la fiducia dei cittadini e la credibilità delle istituzioni. Nessuna caccia alle streghe, ma nessuna zona grigia: chi amministra ha il dovere di chiarire, prima che siano i cittadini a doverlo pretendere.
Il Presidente del Consiglio Comunale ha fatto il suo dovere. Ora il Sindaco faccia il suo. Il silenzio, davanti a dubbi tecnici e a un chiacchiericcio che serpeggia, è una forma di complicità.
Il Sindaco parli, chiarisca tutto in Consiglio Comunale. L’Amministrazione pubblichi. Il Consiglio tuteli la legalità dei propri atti.