Home News Politica Stretta sulle bollette dell’acqua: l’ATI approva l’aumento del 10,5%. Ispica e Pozzallo dicono no, a Santa Croce scoppia il caso
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Stretta sulle bollette dell’acqua: l’ATI approva l’aumento del 10,5%. Ispica e Pozzallo dicono no, a Santa Croce scoppia il caso

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Un nuovo rincaro si abbatte sulle tasche dei cittadini della provincia. L’Assemblea Territoriale Idrica di Ragusa (ATI) ha dato il via libera ad un adeguamento tariffario del 10,5% sulle bollette dell’acqua, un provvedimento che colpirà progressivamente tutti i 12 comuni del territorio ibleo. Si tratta di una stangata sopra la media: l’aumento deliberato per il ragusano supera infatti significativamente il dato medio nazionale, che si attesta al 6,4%.
Quanto pagheranno le famiglie? I dati reali
Tradotto in cifre concrete, l’impatto sui bilanci domestici sarà immediato. Secondo le stime basate sulle nuove tariffe, per una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 150 metri cubi, la spesa passerà da 205 a 226 euro, con un esborso di 21 euro in più all’anno. Dall’altro lato della barricata, l’ATI difende il provvedimento sostenendo che le tariffe della provincia di Ragusa rimangano comunque tra le più basse d’Italia. Secondo l’Assemblea, l’adeguamento si è reso strutturalmente necessario per coprire i crescenti costi del servizio, fare fronte ai rincari energetici e operativi e tentare di migliorare la gestione complessiva di Iblea Acque.
Il voto nell’ATI: è scontro politico tra i sindaci
La delibera è passata a larga maggioranza, ma la mappa del voto in assemblea svela una profonda spaccatura politica e una netta diversità di approccio tra le amministrazioni locali:
  • 9 sindaci hanno espresso voto favorevole, blindando l’aumento richiesto dal gestore.
  • 1 sindaco ha scelto la via dell’astensione.

Soltanto 2 sindaci si sono opposti fermamente, alzando un argine invalicabile lungo la fascia costiera. A votare “No” sono stati i primi cittadini di Ispica e Pozzallo, Pierenzo Muraglie e Roberto Ammatuna. I due sindaci hanno espresso una netta opposizione politica e sociale, motivata dai continui e storici disservizi che affliggono l’erogazione idrica nei loro territori (tra guasti, interruzioni e carenze strutturali). Per Ispica e Pozzallo la qualità della prestazione deve tassativamente precedere l’aumento della tariffa, rifiutando il principio per cui l’inefficienza della gestione ordinaria continui a ricadere sulle tasche dei contribuenti.

Il caso Santa Croce Camerina: “Penalizzati i cittadini virtuosi”
È proprio alla luce di questa mappa del voto che a Santa Croce Camerina la vicenda assume i contorni di uno scontro politico rovente. Il Laboratorio Politico Kamarinense è infatti intervenuto duramente, evidenziando il paradosso di una realtà locale storicamente virtuosa, caratterizzata da impianti efficienti e bassi livelli di evasione fiscale. Secondo il movimento politico, la cittadinanza si trova a subire un provvedimento lineare che appiattisce i meriti del territorio: “Chi rispetta le regole e paga regolarmente non merita di essere penalizzato” si legge nella nota ufficiale, che definisce la scelta della tariffa unica “un modo per fare cassa sulle spalle delle famiglie”.
Il Sindaco nel mirino: “Accettata una decisione calata dall’alto?”
L’affondo del Laboratorio Politico Camarinense si sposta poi inevitabilmente sulla figura del Primo Cittadino di Santa Croce, mettendolo direttamente a specchio con la forte presa di posizione dei colleghi di Pozzallo e Ispica:
  • Richiesta di trasparenza: Viene chiesto pubblicamente al Sindaco di chiarire la sua posizione nel voto (se faccia parte dei 9 favorevoli o dell’astensione) e se abbia provato a difendere le peculiarità della comunità.
  • Mancata opposizione: Il movimento domanda perché l’amministrazione non si sia opposta con forza a un aumento così gravoso, preferendo non seguire la linea del “no” tracciata dagli altri comuni della costa.
  • Le famiglie allo stremo: Con un costo della vita in costante crescita e un aumento locale che supera del 4% la media nazionale, la nota conclude ricordando la funzione sociale della risorsa idrica: “L’acqua è un bene essenziale, non un lusso, e nessuno può continuare a fare cassa sulle spalle delle famiglie”.

La palla passa adesso all’Amministrazione comunale di Santa Croce Camerina. In seguito alle barricate erette da Pozzallo e Ispica e ai dati reali della stangata, la cittadinanza attende di conoscere la posizione ufficiale del proprio Sindaco e le motivazioni di una scelta che peserà sui bilanci familiari.
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Scritto da
Redazione

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