Montalbano, non è detta l’ultima parola: “Bisogna finire la serie”

All'appello mancano ancora due romanzi di Camilleri: "Decideremo dopo la pandemia"

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Non è ancora sceso il sipario sulla saga del Commissario Montalbano. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del prossimo episodio – “Il metodo Catalanotti” – che andrà in onda su Rai 1 l’8 marzo, sia il produttore Carlo Degli Esposti, che l’attore Luca Zingaretti hanno lasciato aperto uno spiraglio sulla prosecuzione della serie. Uno o due episodi al massimo, ma dopo che la pandemia sarà alle spalle: “La serie va conclusa – ha detto Degli Esposti, patron di Palomar -. Ma è passato solo un anno dalla tempesta perfetta che ci ha portato via autore, regista, sceneggiatore: è stato un terremoto, ora è presto per pensare a quello che faremo. Il COVID, poi, ci impedisce di tornare sul set con la tranquillità che ci ha contraddistinto in questi anni: ci sarà un momento, dopo il Covid, in cui prenderemo una decisione”.

A cavallo fra il 2019 e il 2020 sono scomparsi, oltre al maestro Camilleri, anche il regista Alberto Sironi e lo scenografo Luciano Ricceri, fra i scopritori (assieme al location manager Pasquale Spadola) dei magici luoghi del commissario: “Il Covid non è una scusa: la scomparsa di Camilleri, Sironi e Ricceri per noi è stata un vero terremoto – ha confermato Degli Esposti -. Ci vuole un ripensamento che a caldo è difficile per tutti: c’è la responsabilità di trasporre la letteratura di Camilleri senza Camilleri, senza la maestria di Sironi che ha trovato una chiave di racconto degna di Germi… Per questo vogliamo aspettare che passi la pandemia: produrre in queste condizioni mette addosso una tensione che non permette adesso un ripensamento. Certo, la serie va finita – aggiunge Degli Esposti – non possiamo chiudere con questa immagine di Montalbano, con questo Commissario così distante, ma abbiamo bisogno di tempo. Tutte le grandi mancanze hanno bisogno di tempo, il peggior nemico è la fretta”.

Come racconta TvBlog, “in ballo non ci sarebbe solo l’ultimo capitolo, Riccardino, ma anche Il cuoco dell’Alcyon, il penultimo romanzo scritto che avrebbe dovuto – nelle intenzioni – aprire ancora di più all’internazionalità del titolo, con personaggi – e quindi attori – stranieri, oltre ad alcuni racconti che non sono mai stati trasposti in tv e che potrebbero costituire nuovo materiale per eventuali altri film tv”. Anche Luca Zingaretti è possibilista: “Ogni volta che ci siamo riuniti l’abbiamo fatto una grande voglia, con un grande entusiasmo. Da parte mia non c’è nessuna stanchezza per questo personaggio – ha specificato l’attore romano -. Dall’anno scorso, però, sono mancati due complici, due compagni di trincea. Un anno fa ho detto che tornare su un set senza i miei punti di riferimento non mi avrebbe fatto piacere, ma dico anche c’è anche il rispetto per un progetto che deve compiersi. In questo anno, però, il tempo si è fermato: non c’è stato il tempo di elaborare il lutto, né la voglia di vedersi e parlare di questo. Quando la vita tornerà a scorrere vedremo. Vedremo anche come sarà accolto questo ritorno dal pubblico”.

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