P.Secca, un ristorante nel traffico. “Prolungate la Ztl di pochi metri”

Il titolare di Colapesce ha scritto più volte al sindaco: "Ma nessuno ci riceve"

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All’ultima richiesta del 18 febbraio scorso, nessuno ha avuto il coraggio (o la voglia) di rispondere. Ma questa storia si trascina ormai da quattro anni. Dal giorno dell’apertura di Colapesce, un ristorantino giovane e brioso che sorge in corso Aldo Moro, all’ingresso di Punta Secca, il cui nome si ispira alla leggenda di Nicola, figlio di un pescatore, bravissimo nelle immersioni.

La burocrazia e la politica da quattro anni “cestinano” le lettere di Gennaro Ferrentino, il titolare, che sollecita la chiusura del pezzo di strada (dopo lo snodo di via Kennedy) di fronte all’attività. Cinquanta metri che auto e motorini, noncuranti del senso unico, continuano a percorrere in entrambi i sensi di marcia, creando nocumento agli avventori del locale. Cinquanta metri che forse non cambierebbero le sorti della frazione, già “sigillata” da Ztl e isola pedonale durante i mesi estivi. Anche la petizione popolare del 2019 non ha sortito effetti.

Nell’ultima richiesta – che trova il sostegno di molti residenti, compresi quelli del tratto di strada interessato – Ferrentino ha chiesto la chiusura al traffico veicolare, “eccetto per mezzi di soccorso e pronto intervento”, nella fascia oraria 20-24. Giusto per la cena. Il motivo? “Non riusciamo a garantire un servizio e una permanenza serena nel dehors dell’attività”. I ragazzi di Colapesce, inoltre, non hanno potuto usufruire dell’aumento del 50% del suolo pubblico, garantito a tutte le attività in periodo di pandemia. Predisporre i tavoli ai margini della sede stradale, significherebbe esporre i propri clienti ai tubi di scarico delle auto e alle goliardate di qualche giovane centauro, coi rischi annessi e connessi.

Lavorare in queste condizioni è un grosso sacrificio, come ci spiega Michaela La Rosa, compagna del titolare: “Abbiamo chiesto più volte un appuntamento alla segreteria del sindaco, ma nessuno ci ha fatto sapere nulla. Non chiudere quel pezzo di strada è una scelta politica. Non c’entra nulla la viabilità. Fra l’altro, nei numerosi tentativi di interlocuzione, abbiamo indicato alcune possibili soluzioni per la regolamentazione del traffico: ad esempio, segnalando la deviazione alla rotonda e predisponendo un semaforo rosso, anziché una transenna, dopo via Kennedy, in modo da consentire il passaggio ai mezzi di soccorso, ai mezzi autorizzati e al carico scarico merce (sebbene a quell’ora della sera le operazioni di carico e scarico siano già terminate). Inoltre la chiusura di quel tratto stradale non comporta la perdita di posteggi né liberi né a pagamento: quelli su via de Gasperi e Via Paolo VI sarebbero comunque raggiungibili da via Papa Giovanni XXIII”.

Prolungare la Ztl di quel tanto che basta, darebbe a Colapesce l’opportunità di lavorare in sicurezza. Nella sua ultima richiesta al Comune, Ferrentino ha spiegato che che “per la quarta stagione ho deciso di investire ancora nella mia attività commerciale, innovando il locale e l’offerta al fine di mantenere la clientela consolidata negli anni e attrarne di nuova. Clientela che recandosi a Punta Secca porta indubbi giovamenti anche all’economia delle altre attività commerciali nonché alle finanze del Comune stesso”. Per superare l’impasse, si potrebbe cominciare dal fissare un appuntamento. Il silenzio non è mai la risposta giusta.

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