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Addio, Orazio. Un’icona di Santa Croce che sapeva ammaliare e far sorridere

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Numerose testimonianze d’affetto e di stima accompagnano l’ultimo viaggio di Orazio Fidone, scomparso ieri all’età di 74 anni, dopo una malattia che ne ha deteriorato il fisico ma mai lo spirito. Santa Croce perde un’icona, un uomo generoso e perbene, capace di catturare l’attenzione con i suoi racconti e le sue doti d’affabulatore. Ha reso la sua tenuta di campagna, per molti anni, un brulichio di gente e di festa. Finito nel ciclone di un processo mediatico, nel 2014, quando fu il primo a rinvenire il corpicino di Lorys Stival dentro un canalone, si è portato addosso l’etichetta del “cacciatore”. Ma per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, Orazio era anche molto altro. Era amicizia, ironia, leggiadria, disincanto, passioni, premura. Ed è bello rileggerlo attraverso il filtro di alcune testimonianze.

“Addio amico mio di sempre – scrive il signor Giorgio – mi mancherai e, mancherai anche a tutti gli amici con i quali abbiamo diviso tantissime giornate di caccia spensierati lì da te al “passo Scicli” ed in montagna al “Fanuso”. Adesso senza di te sarà difficile continuare questa passione però di una cosa sono certo: non mi stancherò di fare vivere il tuo ricordo finché vivrò. Neanche la morte può separare i veri amici”. “Averti conosciuto e frequentato – sottolinea il signor Domenico – è stato un grande onore e privilegio. Discutere con te era sempre fortemente piacevole e meraviglioso, hai lasciato in tutti noi veramente un grande vuoto. Ricorderemo e parleremo di te come se tu fossi sempre presente”.

“Ciao Orazio – scrive il signor Francesco -, ci siamo sempre voluti bene e rispettati, la nostra comitiva è stata qualcosa di unica e bella. Con le nostre famiglie abbiamo girato e visitato luoghi e paesi. La nostra passione per la caccia ci ha visti insieme in tantissime battute in zone locali e anche lontane. E’ stato tutto un sorriso, gioia e felicità. Poi motivi di vita ci hanno allontanato ma non hanno spento il fuoco della nostra amicizia. Sei stato l’amico, il fratello con il quale ho condiviso gioie e tristezze della passata gioventù. Oggi ci hai lasciato e dispiacere e dolore mi riempiono il cuore. Non sarai dimenticato, potrà farlo solo chi non ti ha conosciuto”. Da parte dei fondatori, del direttore responsabile e dei collaboratori della nostra testata, vanno le più sincere condoglianze alla moglie Lucia, alla figlia Eva con Fausto, ai nipoti e a tutti quelli che gli vogliono bene. Sono tantissimi.

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