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ASP e Comuni sottoscrivono l’Accordo di Programma per rafforzare la presa in carico delle persone fragili

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Sarà sottoscritto martedì 9 giugno, alle 9.30, in piazza Igea, alla presenza di S.E. il Prefetto di Ragusa, Tania Giallongo, l’Accordo di Programma tra l’ASP di Ragusa e i dodici Comuni della provincia, finalizzato al rafforzamento dell’integrazione tra i servizi sanitari, sociosanitari e socioassistenziali del territorio. L’intesa punta a costruire un modello di lavoro condiviso tra Azienda sanitaria e amministrazioni comunali, per rendere più coordinata la presa in carico delle persone fragili, con disabilità o con bisogni assistenziali complessi.
Nel corso dell’incontro saranno illustrati gli ambiti operativi dell’Accordo, con particolare attenzione alla presa in carico integrata sanitaria e sociale, ai Progetti di Vita personalizzati, all’Assistenza Domiciliare Integrata, agli interventi del “Dopo di Noi”, al rafforzamento delle Cure Palliative territoriali, ai sostegni all’autonomia e all’assistenza indiretta.
Spazio anche ai programmi di Home Visiting e di continuità assistenziale post partum previsti nell’ambito del progetto “Ti ASPetto a casa”, alle campagne itineranti di screening oncologico, all’integrazione delle residenzialità territoriali e all’utilizzo di strumenti digitali come la Cartella Socio Sanitaria Informatizzata e la piattaforma eCare Suite.
Il rafforzamento della rete territoriale, in coerenza con il modello previsto dal D.M. 77/2022, passa anche attraverso Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali, chiamate a svolgere un ruolo centrale nel raccordo tra ospedale, territorio, assistenza domiciliare e servizi sociali.
“La sottoscrizione dell’Accordo di Programma – sottolinea il Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Drago – rafforza il raccordo tra Azienda sanitaria e Comuni su un terreno decisivo: la presa in carico delle persone che hanno bisogni complessi e non possono essere seguite attraverso interventi separati. L’obiettivo è costruire percorsi più chiari, condivisi e continui, in cui la risposta sanitaria e quella sociale procedano insieme, a partire dalle esigenze concrete dei cittadini e delle famiglie”.

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