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L’Estate è finita, la monnezza resta: il grande circo dei rifiuti a Santa Croce e dintorni

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Bentornati nel meraviglioso Truman Show di Santa Croce Camerina. Quel magico ecosistema dove ci conosciamo tutti, ci scambiamo sorrisi di circostanza al bar e in piazza, ma ci trasformiamo in spietati gladiatori da tastiera non appena si tocca il tabù supremo: la spazzatura.

Con la fine della bella stagione, le case estive di Casuzze, Caucana, Punta Secca e Punta Braccetto si svuotano di colpo. In compenso, i marciapiedi e le aree pubbliche si riempiono di tutto ciò che l’umanità ha prodotto da Ferragosto in poi. È il tradizionale e deprimente rito del “passaggio di testimone”: partono i turisti, restano i sacchetti. Un brivido autunnale che non delude mai.

📱 La fauna di Facebook: anatomia del commentatore locale

Se aprite un post qualsiasi sul degrado costiero, vi imbatterete in una fauna social da fare invidia a un documentario del National Geographic:

  • I Difensori d’Ufficio (Ad Occhi Chiusi): Commentano a favore dell’amministrazione comunale sempre, comunque e a prescindere dal principio di realtà. Se un cumulo di spazzatura alto due metri dovesse bloccare l’ingresso di casa loro, vi spiegherebbero con foga che si tratta di un’installazione d’arte contemporanea per valorizzare il turismo. Il motivo? Una fede politica incrollabile o, più probabilmente, la speranza di un miracoloso “beneficio lavorativo” presente o futuro. Promesse estive, sogni invernali. I loro commenti hanno lo stesso valore politico e sociale del due di coppe quando la briscola è a bastoni.
  • I Professionisti del “No” (Per DNA): Per loro, tutto ciò che fanno i nostri amministratori è sbagliato in partenza per motivi genetici. Se la giunta scoprisse la cura per l’immortalità, loro protesterebbero perché “si stava meglio quando si moriva”. Se il sindaco dice “buongiorno”, loro controllano il meteo convinti che stia piovendo.
  • I “Secchioni” delle Carte: Quelli neutrali. Creature mitologiche che prima di digitare sulla tastiera commettono un reato imperdonabile su Facebook: studiano i bandi, leggono i capitolati d’appalto e verificano le delibere. Sono pochissimi. Praticamente una specie protetta, come i panda, ma decisamente meno considerati dagli algoritmi.

😈 L’avvocato del diavolo e i ruggiti dei leoni da tastiera

Diciamolo chiaramente, una volta tanto i “difensori d’ufficio” hanno ragione da vendere. Le foto sul web documentano la realtà senza filtri igienici: sacchi neri, verdi, bianchi griffati dai supermercati della zona, cartoni della pizza formato famiglia, montagne di bottiglie e persino ombrelloni sventrati e sdraio decapitate. Un minestrone indifferenziato che straborda dai contenitori dei rifiuti differenziati costieri. Questa non è la spazzatura di chi ha mangiato un gelato in spiaggia; sono svuotamenti selvaggi di case e a volte attività commerciali!

La ditta preposta svuota i contenitori tutti i santi giorni con impegno visibile. Eppure, dodici minuti dopo il passaggio dei mezzi, la situazione torna identica. Questa non è “mancanza di raccolta”, è abuso del servizio e strafottente inciviltà in purezza.

A chi da mesi grida contro la cattiva gestione va rivolta una domanda scomoda: chi li produce questi rifiuti, gli alieni? Chi li occulta di notte nei contenitori destinati ai bagnanti? Forse proprio qualcuno di quei leoni e leonesse digitali che denunciano il degrado online per fare incetta di like e poi, quando nessuno guarda, trattano il territorio con olimpica strafottente maleducazione. Protestare su Facebook mentre si contribuisce al problema non è senso civico, è solo ipocrisia a chilometro zero. Ai zozzoni di professione diciamo: prima di ruggire sulla tastiera, controllate la scia di rifiuti che vi lasciate alle spalle.

E in tutto questo grande teatro si inseriscono pure gli operai della ditta d’appalto, che scendono nell’arena dei commenti social a spiegare cosa sia o non sia di loro competenza. Ragazzi, un consiglio spassionato: forse sarebbe meglio fare il proprio lavoro in silenzio. Lasciate che siano i cittadini a giudicare se le strade sono pulite e lasciate che sia l’amministrazione a fare i controlli giornalieri. Controlli che, per la cronaca, sono come il mostro di Loch Ness: tutti giurano che esistano, ma nessuno ha mai scattato una foto nitida per provarlo.

🕵️ Il mistero degli strumenti invisibili: valorizzare anziché abbandonare

Eppure, a guardare bene, la soluzione ce l’avremmo in casa. Il nostro territorio dispone di eccellenze umane e tecnologiche che, se supportate a dovere, potrebbero davvero mazzuolare gli zozzoni: il potenziamento stagionale della Polizia Municipale, la straordinaria squadra dei volontari della Protezione Civile (“Tutela del territorio”), i sistemi di videosorveglianza e le fototrappole.

Sia chiaro: gli agenti e i volontari, con gli uomini e i mezzi ridotti all’osso attualmente disponibili, fanno già i salti mortali e danno molto più di quanto potrebbero. Il vero mistero è perché la politica non decida di investire seriamente su di loro! Invece di lasciarli a combattere una guerra con le fionde, bisognerebbe potenziare queste risorse, dare idonei strumenti operativi e finanziare una presenza massiccia sul territorio. Se le fototrappole ci sono ma non bastano, o se mancano i fondi per i turni, la colpa non è di chi indossa la divisa o la pettorina da volontario, ma di chi gestisce il portafoglio comunale. Non si può pretendere la sicurezza e il controllo h24 se poi si lasciano i nostri presidi umani a corto di risorse economiche e di personale utilizzabile.

🐷 I “maiali” ci sono, certo… ma il servizio non funziona! (L’attacco del “No”)

Ecco perché, dall’altro lato della barricata, i professionisti del “No” tirano fuori verità sacrosante. Certo, i “maiali” esistono, ma il servizio mostra corde così tese che stanno per spezzarsi. Se nei picchi estivi i contenitori fossero numerosi, ben dimensionati e svuotati due o tre volte al giorno anziché lasciati al loro destino, eviteremmo lo spettacolo da favela che accoglie residenti e turisti.

E che dire dei rifiuti abbandonati stabilmente per strada? In un paese civile e decoroso, anche quando un incivile sporca, qualcuno deve raccogliere. Non si può aspettare che i barbari frequentino un corso di bon ton prima di intervenire: il pulito chiama pulito, il degrado attira solo altro degrado.

Il Comune incassa migliaia di euro sonanti con la tassa di soggiorno: perché non usarli “nel modo giusto” per istituire una squadra di pronto intervento dedicata esclusivamente alla caccia e alla raccolta COSTANTE dei rifiuti abbandonati sul territorio, con personale dedicato che giri stabilmente? Invece? Boh, mistero della fede.

Anche la piaga degli ingombranti (materassi, televisori, vecchi mobili) lasciati a marcire sul ciglio delle strade deriva da un meraviglioso cortocircuito burocratico: chi non è iscritto regolarmente al ruolo (e quindi evade la TARI) non può accedere al servizio di smaltimento. Risultato? Il furbetto scarica la cucina vecchia in mezzo alla carreggiata e la collettività paga il conto del ritiro straordinario. Se il sistema fosse accessibile a tutti e se ci fossero isole ecologiche degne di questo nome – pulite, ordinate e gestite con criterio dal Comune – eviteremmo questo scempio quotidiano. Non ci vuole una laurea a Houston, basterebbe un briciolo di logica.

Per non parlare del fiore all’occhiello: il porta a porta a Santa Croce. Ma davvero non vi disturba lo spettacolo dei sacchetti della spazzatura piazzati davanti agli usci del centro storico, o i secchielli dell’umido appesi con le corde che pendono dai balconi come addobbi natalizi venuti male? È questo il decoro urbano che sognavamo? Non sarebbe stato più intelligente e moderno progettare aree ecologiche interrate e ben organizzate?

⚖️ Giudizio di Cassazione (e di redazione) sull’Assessorato

Il colpo di grazia spetta all’analisi politica. Esprimiamo un giudizio nettamente negativo per l’assessorato di competenza che, malgrado tutti gli sforzi economici extra e i fondi messi in campo dall’amministrazione, dimostra una cronica incapacità di programmare, pianificare e gestire il servizio di raccolta, trasporto e spazzamento. Sia chiaro: gli uffici del 3° Dipartimento – Assetto del Territorio, LL.PP., Ambiente e Protezione Civile – e il suo dirigente lavorano bene e con impegno, ma l’apparato tecnico dipende inevitabilmente dalla politica e dagli atti di indirizzo che riceve dall’alto. Se manca la visione politica, la macchina tecnica si blocca. Le erbacce che hanno colonizzato i marciapiedi del centro del paese, trasformandoli in una giungla amazzonica, sono la prova schiacciante che manca l’attenzione quotidiana e la linea guida della giunta. Programmare l’estate significa farlo a gennaio, non accorgersi che la gente va a mare quando siamo già a Ferragosto!

E prima che qualche amministratore corra a piangere su Facebook gridando al complotto o al “fango mediatico”, facciamo un piccolo ripasso di diritto. Gli assessori, in quanto amministratori pubblici, devono accettare un livello di critica molto più elevato rispetto ai privati cittadini. Lo stabilisce una granitica giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU): chi sceglie liberamente di ricoprire una carica pubblica si espone volontariamente al controllo sistematico e al microscopio della collettività.

Il diritto di critica politica prevale sulla tutela della vostra reputazione. Ci è permesso usare toni aspri, polemici, graffianti, ironici, satirici o fortemente dissenzienti contro l’operato politico o le delibere dell’assessore o dell’intera giunta. Quindi, invece di andare a piangere, fare le vittime e versare lacrime social (e non solo), date atti di indirizzo chiari ed efficaci ai vostri uffici, concentratevi sul bene comune e rimboccatevi le maniche per il paese.

🎯 Meno passerelle, più decoro

Il giornalismo locale serve a questo: segnalare le storture reali, svegliare chi dorme sulle poltrone e smuovere quelle inerzie nate dalla totale mancanza di programmazione.

Vogliamo una Santa Croce più curata, pulita e rispettata. Si taglino le spese inutili per feste, concertini e passerelle elettorali, e si investa seriamente sul decoro urbano e sulla dignità quotidiana delle nostre strade. Perché i selfie sorridenti degli assessori sbiadiscono in fretta, ma la monnezza e le erbacce, purtroppo, restano lì a fare la guardia.

E d’altronde, come dice il saggio proverbio siciliano: «Cura i corna e trasi a cura» (salvi le corna e ti si incastra la coda). A furia di voler salvare le apparenze e difendere le posizioni politiche a parole, avete lasciato affondare tutto il paese nel degrado. Buon autunno a tutti.

⚖️ NOTA LEGALE ED EDITORIALE DI AUTOTUTELA
Il presente articolo costituisce un editoriale di satira e di opinione politica. I fatti, i dati e i comportamenti amministrativi riportati ed esaminati sono rielaborati in chiave iperbolica, caricaturale e paradossale, nell’esercizio del legittimo diritto di critica politica e di espressione garantito dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana.
La firma collettiva redazionale sotto pseudonimo costituisce espressione della linea editoriale della testata a tutela dell’anonimato dell’intera redazione ed è legalmente tutelata dall’Articolo 9 del Codice Civile (tutela dello pseudonimo), dall’Articolo 8 della Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941) e dall’Articolo 2 della Legge sulla Stampa (L. 47/1948), sotto la vigilanza e la responsabilità giuridica del Direttore Responsabile registrato.

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