Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata del signor M.M., che riportiamo fedelmente. Le considerazioni contenute nel testo riflettono il punto di vista dell’autore.
La lettera completa:
A tutti prima o poi è capitato di sperimentare quel fenomeno mistico comunemente noto come “effetto sliding doors”. Ma per viverlo non serve un portale interdimensionale: basta fare quattro passi lungo la costa di Santa Croce Camerina, muovendosi da Punta Secca verso Caucana.
A Punta Secca, sotto lo sguardo severo e rassicurante della casa del Commissario Montalbano, la civiltà trionfa. La spiaggia è curata, pulita, presidiata e pettinata con la precisione di un parrucchiere di centro. Un quadretto idilliaco che farebbe quasi credere di trovarsi in un paese dell’Europa del Nord, se non fosse per la focaccia e le arancine negli zaini dei bagnanti.
Poi, però, basta fare qualche metro di passeggiata e senza oltrepassare il Circolo Velico di Kaukana per ripiombare di colpo nell’età della pietra (o meglio, della sabbia).
Caucana: la terra del “tutto è concesso”
Se Punta Secca è il salotto buono del comune, Caucana è evidentemente il ripostiglio dove nascondere la polvere sotto il tappeto. O meglio, dove nascondere spazzatura, cenere di falò abusivi e una discreta collezione di abusi demaniali.
La spiaggia di Caucana – già ridotta dal feroce ciclone Harry a un patetico lembo di sabbia e brecciolino – sta vivendo una trasformazione miracolosa, ma al contrario. Dove la natura ha tolto, l’inciviltà dell’uomo ha deciso di aggiungere. E cosa c’è di meglio per valorizzare un rettangolo di sabbia eroso dalle mareggiate se non una bella serie di campetti da beach volley non autorizzati?
I dati matematici parlano chiaro e documentano un fenomeno scientifico impressionante: la moltiplicazione dei pani, dei pesci e delle reti da pallavolo. In pochissimi giorni, le strutture abusive piazzate sul demanio pubblico sono passate da due a quattro. Una crescita esponenziale che non conosce crisi, alla faccia dei vincoli, dei permessi e del rispetto per chi la spiaggia vorrebbe semplicemente viverla senza prendere schiacciate sulle gengive.
Per i giovani (e meno giovani) atleti della domenica, la regola è semplice:
* Occupazione abusiva del demanio: Spuntato!
* Falò notturni con legna di recupero: Spuntato!
* Pulizia e rispetto del bene comune: Rimandati a settembre.
*
L’arte della rassicurazione: Sindaco e Vigili a pieni voti
Ma la parte migliore di questa commedia estiva è la macchina burocratica. I residenti, esasperati dalla giungla sociale in cui è sprofondata Caucana, hanno fatto le cose per bene. Hanno segnalato, inoltrato esposti, allertato la Capitaneria di Porto di Pozzallo e perfino bussato alla porta del Comune di Santa Croce Camerina.
Una delegazione di cittadini ha persino avuto l’onore di essere ricevuta nell’ufficio del Sindaco. Incontro cordiale, strette di mano e una pioggia di calde rassicurazioni. Identico copione con il Comandante dei Vigili Urbani: parole di conforto, promesse di interventi imminenti e la fermezza istituzionale delle grandi occasioni.
I campetti abusivi? Saranno rimossi.
I falò notturni? Saranno contrastati.
I controlli? Saranno capillari.
Risultato? Come nei migliori trucchi di magia, le promesse sono evaporate nell’aria condizionata degli uffici, mentre in spiaggia i campetti raddoppiavano. Chissà, forse le rassicurazioni erano intese al contrario, o magari l’ordinanza di sgombero si è persa tra le buche della pista ciclabile.
Due pesi, due misure (e tanta sabbia negli occhi)
Nel frattempo, a Caucana la festa continua. Mentre a Punta Secca ci si interroga sull’angolo perfetto per scattare una foto al faro, a Caucana ci si interroga su come schivare i resti del rogo della notte prima o su dove stendere il telo da mare tra una battuta e un bagher non autorizzato.
Un grande plauso va dunque all’amministrazione comunale e alle autorità locali per essere riuscite nell’impresa: garantire la coesistenza, nello spazio di pochi metri, della Svizzera e del Far West. Ai residenti e ai turisti di Caucana non resta che rassegnarsi, armarsi di pazienza e magari comprarsi una ginocchiera: visto l’andazzo, entro il fine settimana i campetti potrebbero diventare otto.
Lettera firmata