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Benvenuti a Santa Croce Camerina: dove la “Punta Secca” è la coscienza di chi ci amministra

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Benvenuti a Santa Croce Camerina e sulla sua splendida fascia costiera, l’unico luogo al mondo dove la “programmazione politica” non si misura in anni, ma in minuti di applausi durante gli spettacoli estivi. Se vi state chiedendo dove sia finita la Politica con la “P” maiuscola, quella fatta di servizi, visione e risultati, mettetevi comodi. Al momento è occupata a farsi un selfie sul lungomare. Nel frattempo, ecco un viaggio semiserio tra ciò che abbiamo, ciò che abbiamo avuto e ciò che (non) vorremmo più vedere.

L’attivismo a gettone (dal Faro a Piazza Vittorio Emanuele)

A Santa Croce l’indifferenza non è un difetto, è una filosofia di vita locale. La cittadinanza non si muove per i massimi sistemi, ma si attiva solo per micro-interessi personali. Il santacrocese medio assiste immobile ai grandi problemi storici della burocrazia, ma è pronto a scendere in piazza con i forconi se la processione di San Giuseppe cambia itinerario di due metri o se non trova parcheggio davanti al panificio.

L’altruismo è superato. Il nuovo sport locale è l’indignazione selettiva: se una strada a Casuzze è piena di buche, chi abita in centro non batte ciglio. Dopotutto, la “punta secca” non è solo la celebre spiaggia, ma anche l’aridità emotiva verso i problemi del vicino. Ci si attiva solo quando il problema bussa direttamente al citofono. Persino il celebre Commissario Montalbano, che qui vicino ha la sua splendida casa sulla spiaggia, di fronte a certi uffici comunali o alle lamentele del vicinato per i parcheggi, avrebbe esclamato il suo famoso “Mi sono sfracassato i cabasisi!” e avrebbe chiesto il trasferimento immediato in un tranquillo commissariato della nebbiosa Pianura Padana.

Il “Palazzo di Città” e l’Assessorato dei Fatti Miei

Per assecondare questa tendenza, propongo di trasformare ufficialmente il nostro Palazzo di Città nella sede distaccata del Assessorato dei Fatti Miei. Qui, il Sindaco e la sua Giunta avrebbero un compito semplicissimo: abolire una volta per tutte i dibattiti sul bene comune, sostituendoli con un prontuario di risposte istituzionali fulminee.

C’è una strada al buio verso Punta Braccetto? Dal Palazzo di Città non parte un bando per l’illuminazione, ma una nota ufficiale firmata direttamente dal Sindaco:

“La luce dei lampioni spegne l’atmosfera. Abbiamo spento i fari sulla strada per accendere i riflettori del mega palco sul Palco di Piazza Faro! Se avete paura del buio, venite in piazza: stasera c’è lo spettacolo di Beer Fest con il concerto dei Pink’S One per poter “inebriare” ancora di più la gente. Si torna a casa a fari spenti, ma con il cuore colmo di Rock!”

C’è un problema di rifiuti sulla fascia costiera? La risposta istituzionale arriva via social con una grafica accattivante curata dall’Assessore all’Ambiente:

“L’immondizia non si ritira, si ricolloca. Se i sacchetti della spazzatura galleggiano a Casuzze, guardiamo il lato positivo: creano una barriera naturale contro l’erosione costiera. Sii ecologico anche tu: non differenziare il rifiuto, trasformalo in un elemento di arredo urbano!”

Il bene collettivo viene così ufficialmente ribattezzato “un problema di quelli di fuori” (dove per “fuori” si intende oltre lo zerbino del Palazzo), risolvendo alla radice ogni crisi di coscienza tra una scacciata e l’altra.

Un tempo si valutava la politica dai risultati: quanti metri di asfalto posati, quante risposte ai cittadini, quale visione per il futuro. Roba vecchia, da boomer. Oggi, nei corridoi del Palazzo, la nuova metrica della buona amministrazione si basa sulla quantità. Non di obiettivi raggiunti, sia chiaro, ma di incarichi distribuiti.

Sotto la saggia guida del primo cittadino e della variegata galassia di CambiaVerso, il vero motore della coalizione sembra essere diventato il saggio principio dell’accoglienza amministrativa: un posto al sole (e in Consiglio) non si nega a nessuno. La politica locale si comporta ormai come un gas: tende a occupare tutto lo spazio disponibile. Il messaggio che passa è chiaro: chiunque decida di salire sul carro o di fare parte della cordata giusta può legittimamente aspirare a una delega, a una poltrona o a un bando per esperti. Peccato che, a forza di incastrare pedine per tenere uniti i pezzi della coalizione, la Giunta si dimentichi di creare le condizioni per far funzionare le istituzioni, le imprese e la società civile. Ma ehi, l’importante è che la foto di gruppo, con tutti i membri della grande famiglia sistemati al posto giusto, sia venuta bene.

La geopolitica della costa e il miracolo del cemento

E a proposito di territorio e bene comune, parliamo della nostra sventurata costa. Sognate un unico grande Lungomare che si snodi fluidamente da Punta Secca a Casuzze, e dall’altra parte si estenda dal Palmento verso Torre di Mezzo? Sognate una pista ciclopedonale vera, degna di questo nome, dove passeggiare senza rischiare la vita?

Ebbene, continuate a sognare. Se queste opere non si sono potute fare in passato e non si fanno adesso, non è per sfortuna. È perché il territorio è stato letteralmente consumato, spolpato e privatizzato fino all’ultimo centimetro di sabbia e roccia. Questa è la vera “politica del territorio” ereditata dalle nostre parti: un consumo totale che ha sacrificato lo spazio di tutti sull’altare dell’interesse dei singoli. Ormai per fare una pista ciclabile bisognerebbe far pedalare la gente sui tetti delle villette.

Il Consiglio del Silenzio e l’Arte del Comunicato Stampa

In questo scenario, il Consiglio Comunale ha finalmente raggiunto la sua forma perfetta: il mutismo selettivo. Dimenticate i tempi in cui i consiglieri studiavano le delibere prima di votarle; oggi la nuova parola d’ordine è “applicare e basta”, possibilmente senza farsi troppe domande. In aula regna un silenzio tombale che unisce la mancanza di iniziativa politica all’assoluta assenza di competenze tecniche.

L’unica a parlare e a sollevare questioni tra i banchi è l’opposizione, che si ritrova a dialogare con una maggioranza che ha sostituito il dibattito con l’alzata di mano automatica. Il vero capolavoro teatrale, però, si consuma fuori dall’aula. Una volta spenti i microfoni formali, i canali ufficiali e i social si riempiono di infuocati comunicati stampa preconfezionati, utilizzati per attaccare e accusare l’opposizione di intralciare il cammino del paese. Insomma, in Consiglio si tace per non mostrare le carte, ma fuori si scrive per cercare il colpevole dei propri fallimenti.

Politica autoconsumante e le “Eco-Visioni” dell’Assessore all’Ambiente

Fuori dalle mura del Palazzo si consuma il vero capolavoro amministrativo sulla nostra gloriosa fascia costiera. Eliminati ormai i vecchi cassonetti stradali, qui regna la raccolta differenziata “porta a porta”, un sistema perfetto se non fosse che il decoro urbano oscilla magnificamente tra il “minimalismo da abbandono” e l’attesa messianica del mastello perfetto.

I veri nodi della raccolta da Casuzze a Punta Secca vengono trattati dall’Assessore all’Ambiente come enigmi insolubili. Di fronte a ogni sacchetto abbandonato o disservizio, scatta l’immancabile strategia del rimpallo di responsabilità verso “quelli di prima” e le vecchie amministrazioni. Un colpo di genio teatrale, se si pensa che lo stesso assessore, in quei passati governi locali, c’era già ed era comodamente seduto sulle stesse poltrone. Praticamente, un rimpallo allo specchio.

Il Sindaco, lo spettacolo e l’autogrill delle “Eccellenze”

L’economia si regge sull’agricoltura d’avanguardia (lasciata sola a combattere con i mercati) e sul turismo. Quest’ultimo, secondo l’illuminata visione del Sindaco, si fa esclusivamente con gli spettacoli su Punta Secca. Il primo cittadino converte il bilancio in gettoni per i cantanti per prendersi i suoi… cinque minuti di applausi scroscianti, spiegando che “l’estate camarinense batte Ibiza!”. Balliamo e applaudiamo forte per coprire il rumore degli ammortizzatori che si spaccano nelle buche. [1]

Prendiamo ad esempio l’evento “Eccellenze Santacrocesi”, in programma il prossimo 28 agosto a Punta Secca. Premesso che le “eccellenze” dovrebbero vantare profili culturali, professionali o sociali con la E maiuscola, la cosa più straordinaria è il metodo di selezione. Nelle amministrazioni passate, l’evento era stato originariamente concepito per essere giudicato da una giuria tecnica e super partes. Oggi no. Oggi la giuria è direttamente la politica. I premiati li scelgono direttamente loro, nelle stanze del Palazzo. In perfetto stile locale: “Iddi sa sonunu e iddi sa cantunu” (se la suonano e se la cantano). I politici premiano, i politici applaudono, i politici si premiano tra di loro sul palco. Un circuito chiuso di auto-celebrazione.

Giovani, Sanità e il “Tuffo del Destino”: Il Gioco di Ruolo Estivo

Se sei giovane, hai tre grandi opzioni per il tuo futuro: l’agricoltura, l’emigrazione, o sperare in un bando per esperti comunali (vedi alla voce sopra: moltiplicazione delle poltrone). I diritti e le politiche giovanili sono come la sanità locale: esistono sulla carta, ma se ne hai bisogno davvero, ti conviene accendere un cero o prendere la macchina e andare altrove. La sanità della fascia costiera in estate diventa infatti un vero gioco di ruolo: una caccia al tesoro per trovare una guardia medica aperta.

Ma il vero brivido dell’estate camarinense si consuma direttamente in spiaggia. Immaginate dieci chilometri di costa meravigliosa, letteralmente affollati da migliaia di residenti e turisti, ma con ben zero bagnini di salvataggio. Certo, ci sono i lidi privati con le loro postazioni, ma non per questo i cittadini possono dormire sonni tranquilli: la legge regionale parla chiaro, il servizio di salvamento sulle spiagge libere è un obbligo che spetta direttamente ai Comuni. Eppure, oggi la sicurezza sembra essere totalmente sparita dall’agenda dei nostri amministratori. Se vi viene un crampo a cento metri dalla riva, la strategia ufficiale del Palazzo è sperare nel miracolo o nella provvidenziale generosità del bagnino del lido privato accanto, trasformando la pubblica sicurezza in un’opera di volontariato balneare.

D’altronde, finché il palco del Sindaco è acceso, la musica suona il 28 agosto, la gente si può ubriacare al Beer Fest, i politici si auto-assegnano le medaglie delle “Eccellenze” e il selfie sul lungomare riceve abbastanza “like”, possiamo continuare a ignorare i problemi e la sicurezza degli altri in totale serenità. Almeno fino alla prossima buca, o al prossimo cavallone. A voi le conclusioni…

Verso le Amministrative 2027: Lo Slogan Definitivo

Mentre ci avviamo verso la campagna elettorale per le amministrative del 2027, i motori politici si stanno già scaldando. La corazzata elettorale del Sindaco uscente è già schierata sotto il nome del Movimento “Selfie per il Futuro”per un’amministrazione che guarda avanti, ma solo per inquadrare meglio il lungomare.

Dopotutto, per descrivere le reali dimensioni di questa politica famelica, arroccata nel Palazzo a divorare risorse pubbliche lontano dagli occhi dei cittadini, c’è un antico proverbio siciliano che calza a pennello:

“Cani chi mancia sutt’a u lettu, chiddu ca mancia è tuttu suo.”
(Il cane che mangia nascosto sotto il letto pensa che tutto il cibo sia suo).

È l’istantanea esatta di un sistema che consuma il territorio e spartisce incarichi in una stanza buia, convinto che fuori nessuno reclamerà mai la propria fetta di bene comune. Ma finché le luci della piazza restano accese, lo slogan definitivo per il futuro di Santa Croce Camerina è servito:

“Vota per Noi: Meno servizi pubblici per tutti, meno territorio comune, zero bagnini ma un selfie sul lungomare e un posto in Consiglio assicurato per ciascuno! E, ovviamente, cchiù pilu pe’ tutti! Santa Croce 2027: Perché il bene comune è bello, ma i fatti tuoi sono più urgenti.”

“Editoriale satirico – Ogni riferimento a fatti reali è rielaborato in chiave iperbolica e paradossale ai fini del diritto di critica politica”

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