
A Santa Croce Camerina la disoccupazione potrà anche essere un problema, ma c’è un uomo che da solo combatte la crisi dell’impiego accumulando cariche, mansioni e, soprattutto, visualizzazioni. Parliamo del nostro Sindaco, Peppe Dimartino, un autentico eroe della comunicazione “fai-da-te” che ha deciso di applicare alla gestione della cosa pubblica il nobile principio del “chi fa da sé fa per tre” (o per un intero consiglio comunale).
Il nostro Primo Cittadino non è solo il capo della giunta: è un network televisivo vivente, un influencer prestato alla politica, un bollettino meteo umano. Avete presente la sua costellazione di canali social? C’è la pagina Facebook Peppe Dimartino, quella Peppe Dimartino Sindaco, e ovviamente i corrispettivi profili Instagram. Una presenza digitale massiccia, un palinsesto quotidiano h24 che non lascia scampo.
Il menù del giorno è ricchissimo e rigorosamente incentrato sull’Io. Si parte la mattina con i saluti, i complimenti e gli auguri a chiunque compia gli anni o abbia fatto qualcosa nel raggio di dieci chilometri. Si prosegue con le comunicazioni di servizio, gli avvisi ai naviganti, le allerte meteo e della Protezione Civile (manca solo l’oroscopo, ma ci stiamo lavorando) e infine “le storie di tutti i giorni”. Il tutto condito da comunicati stampa, video-messaggi per qualsiasi minuzia e, sopra ogni cosa, una pioggia torrenziale di selfie e foto istituzionali. Niente sfugge all’obiettivo: persino le strette di mano vengono immortalate con una precisione chirurgica che farebbe invidia a un paparazzo di Hollywood.
Davanti a questa instancabile attività di “Ego-Shopping” digitale, sorge spontanea una domanda che attanaglia i cittadini: a che cosa servono, esattamente, le pagine ufficiali del Comune di Santa Croce Camerina su Facebook, Instagram, WhatsApp e Telegram? Ma soprattutto, a cosa serve l’addetto stampa o l’esperto in comunicazione istituzionale pagato dal comune (ovvero dai cittadini) se il Sindaco fa già tutto da solo?
La cosa straordinaria è che le risorse ci sarebbero. Per raccontare le sue gesta, il Sindaco vanta uno staff di ben due persone in segreteria assunte (anche) per questo, a cui si aggiunge un’ulteriore figura professionale con competenze specifiche in comunicazione istituzionale che siede tra la Segreteria Generale e i Servizi Istituzionali. Non solo: è stato persino affidato un incarico a una società esterna per la gestione dei social media. Un vero esercito della comunicazione per un uomo solo al comando. Eppure, le luci della ribalta sono sempre e solo per uno. Gli assessori? Fantasmi. I collaboratori? Comparse non pervenute. Una gestione della cosa pubblica che potremmo definire in house, o meglio “in proprio”, o forse — visto lo stile — “in famiglia”.
D’altronde, l’andazzo in giunta è chiaro e risponde perfettamente a una vecchia legge non scritta della nostra terra:
“Cumanna cu’ pò e ubbidisci cu’ davi!” (Comanda chi può e ubbidisce chi deve)
Diventa così evidente il nuovo, ufficioso motto di Santa Croce Camerina: più voce al Sindaco, meno voce al popolo.
Oltre i selfie c’è di più? La realtà (amara) che i social non raccontano
Nel frattempo, la macchina da guerra della propaganda non conosce crisi. Tra articoli redazionali a pagamento e assegnazione di somme per l’attività istituzionale su quotidiani e testate giornalistiche, i soldi pubblici corrono veloci. Peccato che l’unico risultato sia quello di magnificare l’operato del Sindaco e della sua Amministrazione Invisibile. Perché si sa: senza articoli, selfie e microfoni, gli applausi non arrivano.
Ma la vera domanda che toglie il sonno a chi ancora riesce a pensare è una sola: ma davvero a Santa Croce dormono tutti? Cittadini, sveglia! È mai possibile che nessuno si accorga che dietro ogni festa, sagra o passerella social, la vera festa è solo ed esclusivamente per loro?
Sia chiaro: parliamo anche di brave persone, per carità. Il problema è che di politica e amministrazione spesso non masticano un granché. Si sono accomodati sulle poltrone del potere quasi per solidarietà, spinti dal classico sentimento paesano del “ci vosunu fari passare u piaceri e picciuttieddi”. E così, per fare un favore ai “ragazzi”, il paese è rimasto ostaggio di un’armata di signore e signorine del “Sissignore”. Personaggi che non aprono bocca in consiglio comunale nemmeno se minacciati. Per loro, l’esperienza politica è un sogno a occhi aperti: l’importante è sedersi in quella sala, mettersi in posa davanti alla telecamera dello streaming e fare a gara a chi esce più carina nell’ennesimo selfie del Sindaco-influencer.
Nel frattempo, i fatti — quelli veri, non quelli virtuali — parlano da soli. Proviamo a farci qualche domanda facile facile, di quelle che non richiedono una laurea in scienze politiche:
- Centro storico: di quanto è stato rivalutato? (Spoiler: cercasi segni di vita).
- Strade: quante buche sono state riparate prima che diventassero crateri vulcanici?
- Turismo e Sicurezza: cosa è stato fatto concretamente, oltre ai comunicati stampa?
- Tasse: c’è stata una riduzione o il portafogli dei cittadini è sempre più leggero?
Ma soprattutto, la domanda delle domande: di quanto è aumentato il vostro stipendio nell’ultimo periodo? Zero? Strano. Perché se la memoria non ci inganna, c’è qualcuno che lo stipendio se l’è aumentato eccome, e del 100%! Un raddoppio netto per chi amministra, a fronte del nulla cosmico rimasto ai cittadini.
In tutto questo, lo spettacolo più deprimente è offerto dai “finti paladini del popolo”. Personaggi che pubblicamente ruggiscono ma che, sotto sotto, stanno già strisciando per andare a chiedere scusa al sovrano, pur di non perdere le briciole del potere. In fondo, se ci sono tradimenti ben più gravi nella vita, cosa volete che sia un piccolo, innocuo “cambio di casacca” per convenienza?
La nota più dolente, però, rimane il silenzio popolare. Abbiamo sempre pensato che essere buoni e tolleranti non significasse essere stupidi. Abbiamo ancora la speranza che qualcuno si svegli e, al momento giusto, pretenda il rispetto che questo paese merita. Non si può continuare a vivere a “tarallucci e vino” mentre questi signori coltivano beatamente il proprio orticello personale.
L’obiettivo dell’amministrazione, d’altronde, è chiarissimo: farvi vivere in un’illusione perenne, anestetizzati da eventi e post su Facebook. Ci stanno riuscendo benissimo. State attenti, perché se continuiamo così, a breve all’ingresso del paese i cartelli stradali verranno sostituiti. Non leggerete più Santa Croce Camerina, ma una scritta cubitale: “BENVENUTI A COLLODI, IL PAESE DI PINOCCHIO”.
E mentre noi cerchiamo disperatamente la fata turchina per svegliarci dall’incantesimo, il Sindaco continua a scattarsi selfie, lo staff produce post a raffica e le signorine del “Sissignore” continuano a sorridere a comando a favore di telecamera. Una sfilata di finti miracoli che pesa unicamente sulle tasche dei cittadini, lasciati a bocca asciutta mentre le indennità di funzione raddoppiano in silenzio. La saggezza dei nostri vecchi, d’altronde, fotografa questa ipocrisia meglio di qualsiasi teleobiettivo:
“I lupi si mancianu i pecuri e i cani s’ammucciano a cura!” (I lupi mangiano le pecore e i cani nascondono la coda)
Nel frattempo, a noi pecorelle di Santa Croce non resta che pagare il biglietto del concerto e continuare a guardare lo schermo. Buon ascolto, buona visione e, soprattutto, buon risveglio a tutti.
🔴 Nota editoriale: Il presente articolo è un testo di satira politica. I fatti e i comportamenti esaminati sono rielaborati in chiave iperbolica, caricaturale e paradossale nell’esercizio del legittimo diritto di critica e di espressione garantito dall’art. 21 della Costituzione, senza alcun intento diffamatorio nei confronti dei singoli o delle istituzioni.