

Storia tratta dal quotidiano La Sicilia edizione cartacea del 7 settembre 2026
Ragusa. La mattina del 20 agosto, il piccolo Gabriele ha deciso di venire al mondo senza aspettare l’arrivo in ospedale. Sua madre, Simona Occhipinti, 35 anni, operatrice sociosanitaria in un centro diurno per ragazzi autistici, lo ha partorito in casa, nel centro della città, aiutata al telefono dalla ginecologa e dal marito Giuseppe Iacono, mentre i soccorsi erano già in arrivo. Quel giorno Simona sarebbe entrata nella quarantesima settimana e, forte dell’esperienza del primo figlio Nicolò, nato oltre il termine con un parto indotto, non pensava certo che tutto sarebbe successo così rapidamente. «Verso le quattro del mattino mi sono alzata con dei fastidi simili a quelli del ciclo. Poi ho capito che stavano diventando contrazioni vere e proprie». Chiama la madre per affidarle il primogenito e segue le indicazioni della sua ginecologa, la dottoressa Biscaldi: una doccia calda.
«Sono stata sotto la doccia. Quando sono uscita, le contrazioni erano molto più forti. Pensavo di andare in ospedale». Ma il parto aveva già deciso diversamente. «Mi sono accorta che c’era del sangue e che stava iniziando a uscire la testa. Ho chiamato mio marito, Giuseppe, e il 118».
I soccorsi si mettono immediatamente in movimento. Nel frattempo Simona parla con la ginecologa, che le indica di mettersi in una posizione sicura. «Mi sono stesa sul letto. Non ho fatto in tempo a sistemarmi che sono arrivate altre due contrazioni fortissime. E dopo meno di due minuti Gabriele è nato». A riceverlo, prima dell’arrivo dei sanitari, è stato papà Giuseppe Iacono. «Ha fatto tutto lui. È stato fondamentale. Era al telefono con la ginecologa e ha preso il bambino». Poco dopo sono arrivate due ambulanze, una da Ragusa e una da Modica. Il cordone ombelicale è stato tagliato dalla dottoressa Barbara Failla, della neonatologia. Per fortuna, tutto si è risolto per il meglio. Gabriele è stato monitorato in ospedale per un valore risultato inizialmente un po’ alto, ma mamma e bambino sono poi tornati a casa. Adesso c’è Nicolò, fratellino maggiore, pronto ad accogliere la new entry. «È contentissimo, è gasato. Lo vuole abbracciare e prendere in braccio». Una storia che ha sorpreso gli stessi protagonisti. «Abbiamo ricevuto gli auguri di tantissime persone che non conoscevamo, persino dei pensierini. Una cosa bellissima». Gabriele, da grande, avrà una storia speciale da raccontare: quella di un bambino che, la mattina del 20 agosto, ha deciso che non poteva più aspettare.
Fonte La Sicilia