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L’educazione motoria ha la sua ragion d’essere e trova il suo senso nell’applicazione di tale morale corporea? La ginnastica educativa è l’arte che si vale dei movimenti volontari dell’uomo per educarlo (E. Baumann  1913); essa sembra avere l’inconfutabile pregio di essere sintetica, ottimale, specificatamente mirata alle problematiche metodologiche di allenamento, priva di retorica, la base del movimento. Il termine “ginnastica” è sicuramente legato alla nascita della società ginnastica di Torino e precisamente all’epoca in cui il Conte Riccardo di Netro creò la prima palestra per la preparazione dei maestri nel meraviglioso parco del Valentino. Essa andò successivamente perfezionandosi ed arricchendosi sino a diventare requisito indispensabile nell’insegnamento della ginnastica educativa; ancora, con opere e scritti dell’Oberman, maestro e direttore della scuola militare e civile di Torino, tra i quali resta di fondamentale importanza il trattato dal titolo il “Manuale di ginnastica educativa” edito nel 1875 dalla società Ginnastica di Torino con tutti i termini e le norme tecniche della ginnastica, base per opere successive di tecnica dell’educazione fisica (E.F), si ebbero le prime conoscenze di tecnica della ginnastica; con Baumann, Malavenda ed altri, si è avuto un rafforzamento della terminologia tecnica, laddove per tecnica dell’Educazione Fisica s’intende un insieme di norme che regolano l’esecuzione e la descrizione di un movimento ginnastico. La sinteticità e l’uso universale sono fondamentali per il campo professionale. Anche lo studio degli aspetti preventivi, posturali e riabilitativi del dinamismo corporeo, rappresentano un settore culturale indispensabile; Elio Ciammarroni, caposcuola della ginnastica correttiva italiana, ed altri si sono occupati di ginnastica della postura e ricerca fornendo molti dati, focalizzando l’analisi sistemica dei dinamismi corporei e degli effetti che da essi scaturiscono. “L’arte, in quanto inserita sempre nella tematica gioia–dolore secondo certe concezioni estetiche, è sempre liberazione del dolore ed è in ciò che la libertà dell’artista si afferma come creazione”. Spesso sotto la spinta di mode che vengono male interpretate tipo il body building (costruzione dell’edificio corporeo), i muscoli vengono tonificati in modo anomalo ed improprio, abnorme, completamente contrario alla natura e spesso con risultati controproducenti dal punto di vista morfologico e funzionale. Ben venga, quindi, una mobilizzazione razionale con l’allenamento equilibrato. Assi, piani, nomenclatura delle varie parti del corpo, teoria degli atteggiamenti e delle posizioni, rapporti tra attitudini ed atteggiamenti, rapporti tra il ginnasta e l’attrezzo o rapporti di ubicazione, esercizi di ordine ed applicazioni varie, sono importanti per il miglioramento globale della persona che si allena.

                                                                                                                             Lucy Licitra

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