La celebrazione della festa di San Giuseppe risale al 1832, quando il Barone Guglielmo Vitale, dopo la sua morte, lasciò alla Chiesa Madre la rendita di tre vignali per solennizzare la festa del Patriarca. In questa occasione si preparavano grandi tavolate, le cosiddette “Cene”, che ancora oggi i fedeli offrono al nostro amato Santo per devozione o grazia ricevuta.

L’elemento principale della tavola è il Pane di San Giuseppe, detto anche “pani pulitu”, di diverse e particolari forme simboliche, lavorato e decorato da mani abili ed esperte, entrato a far parte dei beni immateriali della Regione Sicilia con decreto n° 8184 del 4 Novembre 2005. Il pane infatti assume diverse forme lavorate da mani esperte e che danno vita a vere e proprie opere d’arte. Immancabili sono “I Uccidati” dalla forma circolare (l’uguaglianza tra gli uomini), la “Sfera” che rappresenta l’ostensorio, le lettere “S e G”, a “Varva i San Giuseppe” (la barba di San Giuseppe che rappresenta il volto del santo), “U vastuni i San Giuseppe” (il bastone di San Giuseppe cioè la regalità del Santo). Ma in realtà ci si sbizzarrisce nelle più svariate forme come il grappolo d’uva, le tartarughe e le rose.

A fine preparazione il pane, prima di essere infornato, viene spennellato con il rosso d‘uovo. Nel video realizzato da Fausto Mandara e nelle varie foto di repertorio le varie fasi della preparazione.

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Un Commento

  1. Cinzia

    14 marzo 2017 a 23:59

    Buona sera come mai non riesco a trovare il video

    Rispondi

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