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Una veranda in legno sulla scogliera di Torre di Mezzo: sopralluogo dei vigili

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Lo scenario paesaggistico di Torre di Mezzo, ormai da una decina di giorni, ha mutato aspetto. L’ombra di una struttura in legno, adibita a solarium, si allunga sul mare. Nulla di strano se non fosse che la veranda, rifinita nei dettagli, è stata “poggiata” su una scogliera. L’area – che vogliate crederci o no – è proprietà privata, e fin qui nessuno ha da ridire. Ma la nuova trovata architettonica ha lasciato di stucco i frequentatori del posto: è mai possibile che una struttura in legno, benché realizzata nei limiti di una proprietà privata, possa intaccare un’area (la scogliera) protetta da vincolo paesaggistico? L’articolo 55 del Codice della Navigazione spiega che “l’esecuzione di nuove opere entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare è sottoposta all’autorizzazione del capo del compartimento”. Insomma, per poter erigere un solarium sulla scogliera, è necessario richiedere un permesso. E chi si occupa di rilasciare l’autorizzazione per l’esecuzione dei lavori? Lo abbiamo chiesto, più di una settimana fa, alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa. Dopo una breve rassicurazione telefonica e una richiesta di chiarimenti via mail, con tanto di documentazione fotografica, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E siccome sui social la questione continua a tenere banco, abbiamo interpellato il sindaco Franca Iurato. Il primo cittadino di Santa Croce ci ha spiegato che giovedì mattina “i vigili sono andati a controllare sul posto per verificare quello che è stato segnalato. Sarà cura dell’Ufficio tecnico verificare”.

A sollevare la questione era stato Antonello Firullo, rappresentante di Fiba Confesercenti ed esperto di Demanio marittimo: “Benché privata, quella è un’area protetta a vincolo paesaggistico, riconosciuta anche nel piano approvato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa. C’è di più: quella costruzione non consente il libero transito a cinque metri dalla battigia, che sono un bene di tutti e non privato. Non si può fare una porcata del genere sugli scogli. Ora è diventato uno scenario sconvolgente, che peraltro ha modificato lo stato dei luoghi esistente sotto stretta tutela. Spero che quell’obbrobrio sia abbattuto”. Fra le decine di commenti seguiti al post, anche quello del consigliere comunale Rosario Pluchino: “Non c’è nulla di anomalo. Legittimo diritto di un signore a predisporre un posto per prendere il sole”. La questione resta aperta, in attesa che l’Ufficio tecnico faccia i dovuti accertamenti.

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