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Scuola senza O.S.A., proteste dei genitori: “Chi si occupa dei ragazzi disabili?”

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“Chi assiste a scuola i ragazzi disabili? Un nuovo anno scolastico è iniziato ma per loro è il solito incubo”. Inizia così la lettera di un gruppo di genitori resa pubblica dall’ex assessore Filippo Frasca e della consigliera comunale Giusy Zisa, entrambi in rappresentanza di Alleanza Popolare per l’Italia. La denuncia riguarda carenze e disservizi relativi agli studenti disabili, come espresso nel proseguo della nota affidata agli organi di stampa. “Noi genitori siamo costretti a chiedere e alzare la voce per far valere il diritto all’istruzione dei nostri figli. Tentiamo di spiegare ai nostri ragazzi, poco più che bambini, che non potranno restare in classe come gli altri. Per una politica che gestisce la normalità come fosse un’emergenza, siamo delle famiglie fantasma; chi ha la responsabilità di fornire questi servizi, arriva a metà settembre impreparato e senza tempo per un esame di riparazione. Degli operatori socio assistenziali (OSA) per l’infanzia, che operano nel contesto scuola tramite contratto affidato ad una cooperativa sociale e con una preparazione di base su materie sociali, che assistono bambini e adolescenti che affrontano situazioni difficili, nessuna traccia!”

“Che cosa fanno all’interno delle scuole? Lo scriviamo a caratteri cubitali, così da permettere di leggere anche ai “presbiti”. Gli osa svolgono funzioni di supporto primarie quali l’aiuto nell’uso dei servizi igienici, nella cura dell’igiene personale, nell’assunzione dei pasti, nell’accesso all’entrata e all’uscita da scuola. Oltre una serie di attività scolastiche di natura socio-relazionale miranti all’inclusione anche sociale. Il compito degli O.S.A. – concludono i genitori – non va confuso con il ruolo della figura degli insegnanti di sostegno, in maggioranza regolarmente in servizio dal primo giorno di scuola”.

“Solidarietà e comprensione per le famiglie: palese il ritardo della macchina amministrativa, inqualificabile è la condotta dell’amministratore locale chiaramente identificabile” fanno sapere Frasca e la Zisa. Che, dal santo suo, ha subito presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta per conoscere “i tempi di risoluzione della problematica in oggetto, di chi è la responsabilità del servizio e se l’amministrazione, nell’eventualità di danno economico alle famiglie aventi diritto ha intenzione di provvedere a un ristoro economico per le eventuali spese sostenute e documentate”.

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