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Una lettera di grazie all’Asp: “Così avete salvato mio padre…”

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La figlia di un paziente, arrivato in condizioni disperate al pronto soccorso del Giovanni Paolo II di Ragusa, ha inviato una bellissima lettera al Direttore Generale dell’Asp di Ragusa per ringraziare tutto il personale del Pronto Soccorso del Giovanni Paolo II per la sensibilità e la capacità professionale messa in campo che sono state determinanti per salvare la vita del proprio padre. Di seguito il testo integrale:

“Gent. Direttore, le scrivo per raccontarle una favola, una di quelle che ha un lieto ne, ma che è drammaticamente reale. Venerdì pomeriggio (17/08/2019) mio padre viene portato con il 118 al Pronto Soccorso del Giovanni Paolo II; entra in codice rosso ipoteso, bradicardico e lamenta dolori addominali. Il medico di turno dopo averlo celermente visitato mi chiama, mi informa sulla gravità della situazione richiede una TAC urgente. Purtroppo la Tac conferma un versamento ematico addominale molto importante dovuto ad un aneurisma dell’aorta addominale. A questo punto inizia la favola. Il rischio di decesso è elevatissimo però il paziente è stabile. Il medico contatta la chirurgia vascolare di Vittoria, mi chiama, ero in sala d’attesa immersa nelle urla del collettivo generale che per non so quale meccanismo perverso appena vede un camice sbraita e non lo sento, mi richiamano; comunico al medico che mio padre era stato trattato precedentemente al policlinico di Catania e mi chiede la documentazione. “Signora se può mandare suo marito e lei rimane qui è meglio” in quella frase c’era tutto! Corro a casa nella speranza che mio padre mi aspetti, torno al pronto soccorso e cerco di consegnare i documenti all’infermiere mentre un non precisato signore urla perché voleva le radiografie fatte il giorno prima. In sala d’attesa minacciano di chiamare i carabinieri. Mi richiamano: “signora ho organizzato il trasferimento a Catania con l’elicottero” entra l’infermiera; “dottore l’elicottero parte alle 22.00 dovremmo farcela”. Ore 23.30 l’intervento era quasi finito. Oggi mio padre è stato trasferito dalla terapia intensiva al reparto di chirurgia vascolare del policlinico, gli ho parlato, gli ho raccontato sommariamente quello che è successo e le sue uniche parole sono state: “ringrazia tutti”. Per il momento va bene così. Caro direttore, i miei ringraziamenti vanno agli infermieri che non l’hanno lasciato un secondo, all’anestesista, al tecnico e al radiologo che in radiologia hanno dovuto effettuare un esame in piena urgenza in tempo record, agli autisti che non hanno perso un minuto, ma in particolare il mio ringraziamento va al Dr. Pricoco che ha coordinato questa emergenza in modo eccelso. Ci ha creduto e se mio padre è vivo è anche perché ci sono medici che nonostante la trincea credono in quello che fanno e lo fanno senza remissioni. Purtroppo emerge anche che l’emergenza non dovrebbe essere disturbata da criticità legate forse anche a patologie che potrebbero essere trattate in altra sede … ma questa è un’altra storia”.

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