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Stormi di uccelli s’impossessano dell’agorà: in giro per piazza V.Emanuele

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Si sa che una rondine non fa primavera, anche se il sole e le temperature del mese di gennaio e febbraio sono riusciti a far fiorire non soltanto il mandorlo e le mimose, ma anche germogliare i semi nei campi. Le stesse temperature che permettono a nubi di piccoli volatili volteggiare in cielo creando figure geometriche. Se pur bello e straordinario, qualcosa significa. Di sicuro, quello che fanno è sempre stato considerato misterioso: come riescono a volare insieme, coordinarsi e percorrere tanti chilometri?

Il motivo va ancora svelato del tutto, ma forse una spiegazione c’è. Secondo uno studio ornitologico lo stormo fa quello che fa il vicino, devono mantenere nella visuale un equilibrio di luce e oscurità, e questo è importante perché impedisce allo stormo di implodere o, al contrario, di disperdersi. Le loro residenze abituali diventano gli alberi, e a Santa Croce Camerina, in piazza Vittorio Emanuele II, non mancano. Allora rimane il problema di abituarci a loro, al cinguettio, agli escrementi che abbondano tutti i giorni nei sedili, nelle macchine posteggiate e nelle basole rendendole scivolose. Ci rimane solo, dopo le 22.30, quando in piazza non c’è più nessuno, guardare loro che magari diventano protagonisti dell’agorà santacrocese.

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Scritto da
Salvatore Mandarà

Fondatore e collaboratore

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