Home News Attualità Guarire dal cancro mangiando sano? Agnello non è il solo. Ecco cos’era successo a “Le Iene”
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Guarire dal cancro mangiando sano? Agnello non è il solo. Ecco cos’era successo a “Le Iene”

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La storia della guarigione da un tumore dell’ottantatrenne Giovanni Agnello ha fatto il giro del web. Ci congratuliamo con il signor Giovanni e partecipiamo alla gioia: la sua famiglia e la stragrande maggioranza di chi ha letto il nostro precedente articolo, definisce quella cura risolutiva e inattesa un “miracolo”. E’ inevitabile paragonare la sua storia ad un’altra: ‘La storia del tumore di Antonio’. Quest’ultimo è il titolo di un servizio de “Le Iene” su alimentazione e malattie, andato in onda mercoledì 5 marzo 2014: racconta la storia di un anziano calabrese che, dopo aver subito due operazioni ai polmoni per asportare un cancro e essersi sottoposto alla chemioterapia, si è ritrovato con una diagnosi di metastasi al cervello. Effettuata la radioterapia, che gli ha rimpicciolito la massa tumorale, ha rifiutato un altro ciclo di chemio optando, su suggerimento del figlio, per una dieta a base di frutta, verdura e acqua alcalina. La famiglia di Antonio, proprio come Maria, la figlia del signor Agnello, nel servizio parla degli studi di Colin Campbell, autore di The China Study (qui il sito italiano dedicato al libro, dove capeggia il link al servizio, mentre merita pure una visita www.be4eat.com, il sito ufficiale di Campbell, dove, oltre al merchandising, si prendono prenotazioni – rigorosamente a pagamento – per l’unica data italiana del guru, a Verona il prossimo 16 novembre). Secondo quanto riportato dalle Iene e dalla dottoressa Agnello dopo, l’alimentazione avrebbe avuto un ruolo decisivo nella cura delle malattie tumorali dei loro cari; poiché però vorremmo evitare che chiunque, in preda alla disperazione, ammalato di qualsiasi tumore, possa incautamente affidarsi all’arte del fai da te e improvvisi miscele diverse di funghi e affini scatenando poi molto altro, vi invitiamo a visitare i siti sopraelencati e ancora rivolgiamo un accorato appello alla dottoressa Agnello e a chiunque possa essere di aiuto nel riferire dati ed esperienze vissute, a farsi avanti. Attraverso ulteriori comunicati ci faremo portavoce, per potere dare risposte e rassicurazioni certe anche ai nostri lettori che in queste ore chiedono, giustamente, maggiori delucidazioni in merito.

Giusy Zisa

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