Galuppi e Giavatto in coro: “Dall’ex opposizione un’altra messinscena”

I due consiglieri di Ripartiamo Insieme: "Ci dica il sindaco come fa a non dimettersi"

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“Le decisioni assunte martedì sera dal Consiglio comunale, non solo bocciano – una volta per tutte – l’operato del sindaco Giovanni Barone. Ma palesano i limiti di un’Amministrazione tenuta sotto scacco dalla vanità del super-assessore Frasca, che ha oscurato gli altri componenti della giunta a tal punto da renderli invisibili”. Lo dicono in una nota i consiglieri Antonella Galuppi e Giovanni Giavatto, del gruppo Ripartiamo Insieme. “Il sindaco avrebbe dovuto prendere atto della propria debolezza e dimettersi, invece, in un momento di catarsi, addirittura ringrazia il Consiglio comunale per aver bocciato cinque delle sei delibere proposte dalla sua giunta relative all’adeguamento delle tariffe. Barone dovrebbe spiegare ai cittadini come fa ad andare avanti senza maggioranza e senza numeri, ma non può farlo perché verrebbe allo scoperto”.

“Ma è sin troppo facile collegare i puntini – proseguono Galuppi e Giavatto – e scoprire l’arcano. Essersi astenuti sugli adeguamenti tariffari, infatti, è una palese messinscena. Gli ex consiglieri d’opposizione sapevano benissimo che determinare la bocciatura di quei punti, sarebbe servito a mantenere le tariffe invariate rispetto al 2019: ossia perseguire l’obiettivo dell’Amministrazione. I componenti del gruppo Liberi di Scegliere, anziché “opporsi” al sindaco, hanno preferito scagliarsi sui sottoscritti, che non hanno più alcuna responsabilità amministrativa. E hanno deciso, facendo asse col super-assessore Frasca, di seguire la via più agevole: quella della denigrazione. Troviamo scandalose le dichiarazioni di Frasca a proposito della conduzione di alcuni eventi culturali, cui la dottoressa Galuppi, volontariamente e senza alcun compenso, si è prodigata da professionista e non da rappresentante istituzionale; così come troviamo provocatori e strumentali gli attacchi dei consiglieri Agnello e Schembari nei confronti dell’ex vicesindaco Giavatto, che nel suo ruolo da amministratore ha sempre operato alla ricerca della trasparenza e della verità. Questo modo di “opporsi” sa tanto di fuffa, e anche i cittadini l’hanno capito”.

“Infine – sottolineano i due consiglieri – troviamo disgustosi e qualunquisti gli attacchi di Agnello, non solo in aula ma anche sui social, nei confronti del consigliere Cappello per il suo recente approdo al Partito Democratico. Aver fatto un’esperienza in Europarlamento con un deputato di Forza Italia, o aver scattato un selfie con l’ex vicepresidente del Consiglio della Lega, non significa essere voltagabbana. Altrimenti andrebbe rivalutato anche il peso di una fotografia con l’ex senatore Razzi (di Forza Italia, fra l’altro), che è approdato in un lampo dalla politica alla comicità. Non vorremmo che il consigliere Agnello stia pensando allo stesso tipo di carriera”.

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